Lo sciopero del trasporto delle merci è stato sospeso. Sembra sia prevalso il buon senso, commenta Marco Campion, il presidente di Confartigianato. La decisione presa dal governo, che ha riconosciuto le difficoltà del comparto dell’autotrasporto, ha evitato lo scenario peggiore: il blocco lungo degli autotrasportatori e gli effetti che avrebbe avuto sulla vita quotidiana di tutto il Paese.
Ora, sempre secondo Campion, serve il rispetto puntuale degli impegni presi. “Ne va non solo della tenuta del settore, ma della stabilità economica e sociale dell’intero Paese”. La proroga al mese di giugno 2026 per il credito d’imposta a favore dell’autotrasporto ha appianato la crisi tra il settore e lo Stato. Il provvedimento, ricordiamo, ridetermina le aliquote di accisa su benzina, gasolio, gpl e gas naturali usati come carburanti, ma anche sui carburanti Hvo e biodiesel per un periodo che va dal 23 maggio al 6 giugno 2026. Vengono riconfermate le riduzioni applicate in prevenzione, ovvero 5 centesimi al litro per la benzina e 10 centesimi al litro per il gasolio.
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Sospeso sciopero dell’autotrasporto
Unatras aveva chiamato uno sciopero del settore degli autotrasporti dal 25 al 29 maggio 2026, ma è stato sospeso. Lo ha annunciato la stessa unione degli autotrasportatori, dopo un incontro considerato soddisfacente avvenuto con il governo venerdì 22 maggio.
Il segretario Giorgio Lo Monte ha precisato che ci sono le condizioni per la sospensione del fermo e:
tutte le associazioni esprimono apprezzamento, ma ci prendiamo alcune ore di confronto con la categoria per vedere concretizzati gli interventi che ci hanno annunciato nel decreto che varerà il Cdm.
Cosa ha promesso il governo?
Il governo è riuscito a impedire lo sciopero dei tir con un decreto legge che ha introdotto il credito d’imposta e la sospensione fiscale per le imprese di autotrasporto.
Il Consiglio dei ministri non è riuscito però a trovare una soluzione duratura per quanto riguarda il cliente alla pompa di benzina, e per la quarta volta è stato prorogato il taglio introdotto lo scorso 19 marzo per compensare il rincaro dei prezzi di diesel e benzina. Sappiamo però che questo taglio non riesce davvero a diminuire il costo dei carburanti, poiché le tariffe hanno superato ormai i due euro al litro in autostrada.
Il provvedimento, ricordiamo, contiene misure a beneficio del settore dei trasporti, con:
- la riduzione da 60 a 30 giorni per la compensazione delle accise trimestrali;
- la sospensione dei versamenti fiscali per un mese;
- la possibilità di dilazionare il pagamento delle tasse;
- lo stanziamento di 300 milioni di imposta per il trimestre marzo-maggio.
Rischio approvvigionamento scampato
Nella nota di Unatras si parla di un confronto positivo, approfondito e costruttivo a Palazzo Chigi sulla grave crisi che sta determinando gli aumenti dei carburanti.
Sarebbe stato proprio questo confronto a evitare il rischio di scaffali vuoti nei supermercati, consegne bloccate lungo tutta la filiera produttiva, aree di servizio a secco di carburante e molto altro. Il fermo di cinque giorni degli autotrasportatori avrebbe generato un danno alla logistica su gomma con un effetto domino capace di paralizzare interi settori, dall’industria al commercio fino all’agroalimentare.
Adesso, commenta Campion, serve coerenza. Gli impegni assunti, sottolinea, devono essere tradotti rapidamente in atti concreti, senza rinvii né ambiguità.
La Cgia rimarca:
La mobilitazione avrebbe avuto effetti pesanti sull’intero sistema economico, con ripercussioni sulla distribuzione delle merci e sull’approvvigionamento di beni essenziali. Uno scenario che, alla fine, è stato sventato grazie a una mediazione arrivata nelle ultime ore utili. Il confronto, pur serrato, ha consentito di individuare un punto di equilibrio e di evitare uno scontro che avrebbe avuto costi elevati per il Paese.