Cos’è una querela e in cosa differisce da una denuncia

Scopri con QuiFinanza in cosa consiste una querela e quali aspetti la distinguono da una denuncia.

Molto spesso, nel linguaggio comune, i termini querela e denuncia vengono considerati dei sinonimi, ma a livello legale persistono delle differenze precise che è importante conoscere per non procedere con soluzioni inesatte. In questo articolo puoi scoprire cos’è una querela, quali sono i termini e le conseguenze, e gli aspetti principali che la distinguono rispetto alla denuncia.

Che cos’è una querela?

Una querela è un atto attraverso cui una persona offesa, o indirettamente il suo legale rappresentante, manifesta la volontà di perseguire il reato subito, chiedendo di procedere penalmente contro la persona che ha compiuto questo reato, per cui non è prevista la procedibilità d’ufficio. Di fatto quindi la querela consiste in uno strumento con cui una vittima può mostrare la sua volontà di agire contro la persona che l’ha offesa.

Chi può presentare una querela?

Dopo aver approfondito il significato di querela, è importante capire chi può presentarla concretamente; il diritto di querela, secondo l’articolo 120 del Codice Penale, può essere esercitato sia dalla vittima del reato sia da un terzo designato che può essere:

  • la famiglia della vittima, per esempio in caso di decesso della vittima;
  • un procuratore speciale;
  • i genitori e i tutori di minori di 14 anni o di persone che sono state interdette per infermità mentale.

Cosa deve contenere la querela e quali sono i termini

Una querela, per essere presentata correttamente, deve contenere tre elementi fondamentali che sono la notizia di reato ben dettagliato, con eventuali prove, la manifestazione di volontà a procedere penalmente contro il reato subito e la firma del querelante. Dopo aver redatto correttamente la querela, bisogna presentarla sia in forma orale che in forma scritta alle autorità competenti: la querela può essere presentata direttamente dal soggetto vittima oppure essere inviata da un soggetto terzo attraverso una raccomandata, con firma autenticata.

La querela deve essere presentata entro 3 mesi dalla data in cui la persona ha subito il reato, come nel caso della querela per diffamazione o della querela per calunnia; in caso di reati particolari, come violenza sessuale e stalking, il termine prefissato è di 6 mesi.

Le conseguenze della querela

Dopo aver presentato la querela, se viene accettata, vengono attivate tutte le indagini del caso in cui si verificano il fatto e le prove presentate di un dato reato: se il PM ritiene che i fatti narrati costituiscano un reato potrà formulare una richiesta di rinvio a giudizio o direttamente chiedere l’emissione di un decreto penale di condanna. Qualora invece la procura non ritenga che ci siano gli estremi per procedere, formulerà una richiesta ufficiale di archiviazione della querela.

Il diritto di querela si estingue anche in alcuni casi specifici come la rinuncia preventiva a presentare la querela, la remissione della querela, la decadenza dei termini temporali per presentare una querela e la morte della vittima prima di presentare la querela.

Cos’è la remissione di querela?

La remissione di querela, disciplinata dall’articolo 340 del Codice di Procedura Penale, consiste nel riconoscimento al querelante della possibilità di rimettere la querela proposta in ogni tempo e stato del processo, fino a quando non interviene una sentenza irrevocabile di condanna. Con la remissione di querela, viene meno la condizione di procedibilità a carico dell’indagato o di un imputato e le spese processuali del giudizio restano a carico del querelato se non viene convenuta una soluzione diversa tra le parti.

Differenze tra querela e diffamazione

Nonostante la confusione tra i due termini, tra querela e diffamazione ci sono delle differenze specifiche. In primis i reati perseguibili con la querela solitamente hanno una gravità minore rispetto a quelli procedibili d’ufficio. La differenza tra querela e denuncia è proprio questa: dove il reato è procedibile via d’ufficio non si parla mai di querela, bensì di denuncia, come nel caso della denuncia per diffamazione.

Quando il reato è procedibile a querela di parte, l’azione penale viene esercitata dall’accusa, cioè dal Pubblico Ministero, mentre la persona offesa sarà soggetto processuale. Se la persona offesa, per qualsiasi motivo, decide di ritirare la querela rendendo così improcedibile l’azione penale, può farlo. La denuncia invece è la notizia di reato alla pubblica autorità: nel caso in cui il reato fosse procedibile d’ufficio, il reato sarà perseguibile e l’azione penale viene esercitata.

© Italiaonline S.p.A. 2020Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Cos’è una querela e in cosa differisce da una denuncia