Congedo straordinario Legge 104, fino a 57mila euro all’anno ma saltano ferie e Tfr

Il congedo biennale straordinario della Legge 104 ha nuovi limiti massimi dal 2026, ma non fa maturare ferie, Tfr e altre voci accessorie di cui il lavoratore godrebbe lavorando

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Matteo Runchi

Editor esperto di economia e attualità

Redattore esperto di tecnologia e esteri, scrive di attualità, cronaca ed economia

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Il congedo straordinario biennale garantito dalla Legge 104 ha nuovi massimali nel 2026, garantiti dall’aggiornamento automatico al costo della vita. Grazie a questa misura si può sospendere il proprio lavoro per due anni, pagati dallo Stato, con anche una parte di contributi figurativi, per un totale che supera i 57mila euro.

Se si attiva questo tipo di congedo, però, bisogna rinunciare a tutta una serie di benefici che si avrebbero lavorando. Il calcolo della propria retribuzione viene spogliato di quasi ogni bonus. Al contempo, durante l’assenza, non si maturano ferie, Tfr e altre voci accessorie del contratto di lavoro.

Il congedo biennale della Legge 104

L’Inps, con una circolare del 30 gennaio 2026, ha aggiornato le cifre massime che un lavoratore può ottenere grazie al congedo biennale della Legge 104. Si tratta di una misura che viene attuata soltanto nei casi in cui un lavoratore dipendente debba assentarsi per lunghi periodi di tempo dal lavoro per assistere un familiare con disabilità gravi. Questo congedo permette di “congelarela propria posizione lavorativa, impedendo il licenziamento.

La circolare numero 6 ha ufficializzato i nuovi massimali per l’indennità che si riceve da parte dello Stato in caso venga approvato il congedo biennale. La cifra ha toccato i 57.837 euro all’anno, ma è divisa in:

  • 43.380 euro annui di retribuzione effettiva massima;
  • 14.460 euro annui di copertura della contribuzione figurativa massima.

Come si calcola l’indennità di congedo

Di fatto, quindi, un lavoratore che ottiene questo congedo per assistere un parente malato può avere una retribuzione, pagata dall’Inps, fino a 43.380 euro all’anno. Se la sua retribuzione mentre lavorava era inferiore a questa cifra, il suo stipendio rimarrà invariato. Se era superiore, invece, sarà tagliato. Non tutte le voci dello stipendio però contano per calcolare l’ammontare che l’Inps deve pagare. Sono infatti esclusi:

  • la retribuzione per il lavoro straordinario;
  • i premi di produzione legati agli obiettivi aziendali;
  • le indennità di trasferta;
  • le maggiorazioni per i turni notturni o festivi;
  • ogni altra forma di retribuzione occasionale.

Quando si sceglie questo tipo di congedo, quindi, bisogna analizzare con attenzione la propria busta paga per capire in quale parte sarà coperta dall’indennità fornita dall’Inps.

Niente ferie e Tfr in congedo

La Legge 104 prevede inoltre che, in caso di congedo biennale, vengano completamente bloccati alcuni diritti che si maturano normalmente durante l’attività lavorativa. Questo succede perché, di fatto, si sospende il rapporto di lavoro con la propria azienda. Di conseguenza, non verranno accumulati:

  • giorni di ferie;
  • permessi retribuiti;
  • la maturazione della tredicesima;
  • la maturazione della quattordicesima, se prevista;
  • le somme destinate al Trattamento di fine rapporto.

Il vincolo temporale è inoltre doppio. Da una parte il lavoratore non può chiedere più di 24 mesi di congedo durante tutta la sua attività lavorativa. Dall’altra la persona con disabilità di cui si prende cura non può “fornire” ai propri caregiver più di 24 mesi di congedo.