La lotta alla plastica inguaia anche i Lego e Barbie

I giocattoli, tanto amati da intere generazioni di bambini sono a rischio perché prodotti con la plastica

La Barbie e i Lego a rischio? I giocattoli più amati dai bambini sono finiti nel mirino degli ambientalisti. La loro colpa? Essere fatti di plastica.

Si moltiplicano le iniziative contro l’inquinamento da plastica, sempre più invasivo e pericoloso non solo per la flora e la fauna, ma anche per la salute umana. Questo materiale, infatti, è ovunque nell’ambiente, e i suoi frammenti hanno finito con il contaminare anche l’acqua e il cibo che ingeriamo tutti i giorni.

Contro l’inquinamento di prodotti plastici è nato un vero e proprio movimento mondiale, che negli Stati Uniti si chiama zero-waste movement e prevede uno stile di vita che punta ad azzerare i rifiuti. Lo scopo è quello di utilizzare – nella quotidianità – solo oggetti e materiali ecosostenibili.

Questa nuova tendenza ha finito con il mettere al bando molti oggetti di plastica altamente inquinanti. Tra questi non ci sono solo piatti, bicchieri o sacchetti di plastica, ma anche i giocattoli. Così nel mirino degli ambientalisti sono finiti anche alcuni giochi molto popolari, fabbricati interamente in plastica, come i Lego e la Barbie.

I genitori più sensibili al tema ambiente comprano per i loro bambini giocattoli realizzati con materiali naturali e riciclabili, come il legno, la stoffa e la carta. Esiste un gruppo Facebook, legato a zero-waste movement, con tutti i consigli su dove comprare questi giochi o come farli in casa.

Per evitare la cattiva fama di giocattoli inquinanti e soprattutto per non scomparire dal mercato, le aziende produttrici stanno allora correndo ai ripari. La Lego ha deciso di produrre mattoncini sostenibili, che saranno messi in commercio dal 2030 e saranno ecologici sia nel materiale con cui sono prodotti sia negli imballaggi.

La Mattel, casa produttrice di Barbie, ha inserito nelle sue confezioni le istruzioni su come riciclare le componenti del giocattolo quando non viene più usato. Mentre la Hasbro, altro colosso americano dei giochi, ha comunicato che userà per i suoi prodotti solo plastiche di origine vegetale. Solo con questi accorgimenti ecologici, quindi, Barbie e Lego potrebbero essere salvi.

Nel frattempo, contro la plastica sono state messe in campo diverse iniziative per limitarne l’uso o bandirla – soprattutto quella monouso – come accadrà nell’Unione europea a partire dal 2021 o come sta già succedendo in Asia. In Oriente hanno sviluppato un’idea davvero originale e hanno così deciso di sostituire i sacchetti e le confezioni di plastica degli ortaggi con le foglie di banana.

La lotta alla plastica inguaia anche i Lego e Barbie