Energie rinnovabili, quali Paesi investono di più

Il settore delle energie rinnovabili è in continua crescita, con forti investimenti in tutto il mondo

L’economia green è in continua espansione e promette grandi guadagni, per questo motivo attira importanti investimenti.

Il settore delle energie rinnovabili, ad esempio, ha visto un vero e proprio boom di investimenti negli anni dal 2010 al 2019, superando a livello mondiale i 2.500 miliardi di dollari, con l’energia solare in testa. Entro la fine dell’anno la capacità delle energie rinnovabili dovrebbe passare da 414 Gw a circa 1.650 Gw, escluso l’idroelettrico.

La metà di questi investimenti, circa 1.300 miliardi di dollari, è andata all’energia solare, che ha visto crescere la sua capacità di oltre 26 volte dal 2009, passando da 25 Gw a 663 Gw entro quest’anno. Si tratta di una capacità in grado di produrre l’intero fabbisogno annuo di energia elettrica per circa 100 milioni di case negli Stati Uniti.

Se si prendono in considerazione tutte le principali tecnologie energetiche (fossili e zero-carbonio), nel decennio che si sta per concludere saranno installati in totale 2.366 Gw di capacità, con il solare primo a 638 Gw, seguito dal carbone a 529 Gw, dall’eolico, a 487 Gw, e da gas 438 Gw.

Questi dati sono segnalati nel rapporto Global Trends in Renewable Energy Investment 2019 (Tendenze globali negli investimenti nell’energia rinnovabile), commissionato dal Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (Unep).

Tra i Paesi che hanno maggiormente investito in energie rinnovabili in questi dieci anni, si segnala al primo psoto la Cina, con 758 miliardi di dollari tra il 2010 e la prima metà del 2019, al secondo posto si piazzano gli Stati Uniti con 356 miliardi di dollari, al terzo posto il Giappone con 202 miliardi.

Seguono la Germania con 179 miliardi di dollari, il Regno Unito con 122 miliardi, l’India con 90 miliardi e al settimo posto l’Italia con 82 miliardi di dollari investiti nelle energie rinnovabili. Quindi Brasile, Australia, Francia, Spagna, Canada, Olanda, Messico, Belgio, Svezia, Sud Africa, Turchia, Cile e Danimarca con 14 miliardi di dollari, escluso il grande idroelettrico.

Complessivamente l’Europa ha investito in energie rinnovabili 698 miliardi di dollari dal 2010 al 2019. Il contributo maggiore viene dalla Germania, con i suoi 179 miliardi.

Nel decennio considerato è migliorata anche la competitività nei costi delle energie rinnovabili. Dal 2009, il costo dell’elettricità, che permette il confronto con i diversi metodi di produzione, è diminuito dell’81% per il fotovoltaico solare e del 46% per l’eolico on shore.

Nel 2018 gli investimenti globali nelle energie rinnovabili hanno raggiunto i 272,9 miliardi di dollari, il triplo rispetto a quelli nella produzione di combustibili fossili. Rispetto al 2017 si è registrato un calo del 21%, ma il 2018 è stato il nono anno consecutivo in cui gli investimenti nelle rinnovabili hanno superato i 200 miliardi di dollari.

La Cina guida anche nel 2018 la classifica dei maggiori investitori nelle energie rinnovabili, con 88,5 miliardi di dollari stanziati. Gli investimenti, tuttavia, sono stati diffusi in tutto il mondo, con 29 Paesi che nel 2018 hanno investito ciascuno più di un miliardo di dollari, rispetto ai 25 del 2017 e ai 21 del 2016.

Sempre nel 2018, le energie rinnovabili hanno raggiunto il 12,9% della produzione di energia elettrica mondiale, in aumento dall’1,6% del 2017. Questa produzione di energia pulita ha evitato il rilascio nell’atmosfera di circa 2 miliardi di tonnellate di anidride carbonica (CO2) solo lo scorso anno.

Gli investimenti e il relativo aumento della produzione di energia da fonti rinnovabili, tuttavia, non sono ancora sufficienti. Serve un ulteriore sforzo, perché le emissioni del settore energetico sono aumentate a livello globale di circa il 10% nel decennio.

“Dobbiamo passare rapidamente alle energie rinnovabili se vogliamo raggiungere gli obiettivi internazionali in materia di clima e sviluppo”, ha dichiarato Inger Andersen, direttore esecutivo del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente.

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