Esenzione bollo auto, tutti i casi in cui la tassa non si deve pagare

Il bollo auto è una tassa sulla proprietà del veicolo. Ma ci sono casi particolari in cui la tassa non è dovuta. Ecco quali

Il bollo auto è una tassa sulla proprietà del veicolo, dovuta ogni anno da chi, alla scadenza del termine utile per il pagamento, ne risulti proprietario. Non conta che il mezzo circoli o meno: anche se rimane fermo in un parcheggio o in un garage privato il bollo va pagato.

Bollo auto, come si calcola

Il bollo auto varia a seconda della potenza del veicolo, espressa in kiloWatt, che si trova sulla carta di circolazione o sul libretto. Se questo dato non è presente, per calcolarlo è necessario moltiplicare i CV (cavalli vapore) per 0,736. In pratica, per ottenere la tassa da versare, ogni Regione stabilisce un importo da moltiplicare per il numero di kW del veicolo, che aumenta con l’aumentare della classe di inquinamento ambientale, da Euro 0 a Euro 6.

Il bollo va pagato di solito entro il mese successivo a quello della precedente scadenza. La scadenza quasi sempre coincide con il mese di immatricolazione dell’auto, ma alcune Regioni, come Lombardia e Piemonte, fanno eccezione e fissano la scadenza per le auto immatricolate più recentemente lo stesso mese dell’immatricolazione.

Per calcolare quanto bisogna pagare si può utilizzare il semplicissimo strumento messo a disposizione dall’Agenzia delle entrate oppure dall’ACI.

Dal 1° gennaio 1999, le competenze in materia di tasse automobilistiche sono in capo alle Regioni a Statuto Ordinario e alle Province Autonome di Bolzano – Alto Adige e di Trento. Queste Regioni e Province possono affidare a terzi le attività di controllo e di riscossione delle tasse automobilistiche, mentre per alcune Regioni a Statuto Speciale se ne occupa il Ministero delle Finanze.

In alcuni casi il bollo auto non deve però essere pagato. Ciò dipende dalle caratteristiche del veicolo oppure dalla situazione del proprietario.

Quando non si paga il bollo auto

Ecco tutti i casi di esenzione dal pagamento del bollo auto (che, a differenza di quanto avrete letto in Rete, ad oggi non viene abolito, come QuiFinanza ha spiegato qui):

  • veicoli ecologici (elettrici, alimentati a gas, a metano, ecc.) se individuati dalla normativa regionale di riferimento;
  • mini car, cioè ciclomotori e quadricicli leggeri per i quali è dovuta la tassa di circolazione;
  • veicoli utilizzati per il trasporto di persone con disabilità;
  • veicoli ultratrentennali, per i quali l’esenzione scatta automaticamente senza bisogno di far comunicazioni. Per questi veicoli si paga solo la tassa di circolazione.

Non è necessario esporre sull’auto alcun avviso o contrassegno da cui emerga che per il mezzo non è dovuto il pagamento del bollo.

Le Regioni possono comunque sempre ampliare i casi di esenzione, quindi il consiglio è effettuare sempre un controllo presso l’ufficio tributi o il sito internet della propria Regione.

L’esenzione bollo auto permanente per i disabili

Per i disabili l’esenzione spetta sia quando l’auto è intestata al disabile sia quando l’intestatario è un familiare del quale lui sia fiscalmente a carico.

Se il disabile possiede più veicoli, l’esenzione spetta solo per uno di essi, che sarà lui a scegliere. Restano esclusi dall’esenzione gli autoveicoli intestati ad altri soggetti, pubblici o privati, come enti locali, cooperative, società di trasporto, taxi polifunzionali, ecc.

Per fruire dell’esenzione, il disabile deve presentare all’ufficio competente, o spedire con raccomandata A/R, la documentazione prevista, ma solo per il primo anno. I documenti vanno presentati entro 90 giorni dalla scadenza del termine entro cui andrebbe effettuato il pagamento. Una volta riconosciuta, l’esenzione è valida anche per gli anni successivi, senza che l’interessato ripresenti l’istanza e invii nuovamente la documentazione.

Tuttavia, dal momento in cui vengono meno le condizioni per avere diritto al beneficio (per esempio perché l’auto viene venduta) l’interessato deve comunicarlo allo stesso ufficio a cui era stata richiesta l’esenzione.

Gli uffici che ricevono l’istanza trasmettono al sistema informativo dell’Anagrafe tributaria i dati contenuti (protocollo e data, codice fiscale del richiedente, targa e tipo di veicolo, eventuale codice fiscale del proprietario di cui il richiedente è fiscalmente a carico). Devono inoltre dare notizia agli interessati sia dell’inserimento del veicolo tra quelli ammessi all’esenzione sia dell’eventuale non accoglimento dell’istanza.

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