Quando cadono in prescrizione i bolli auto non pagati

Cosa si rischia per i bolli auto non pagati e come fare per non accumulare ritardi e regolarizzare il pagamento

Chi si trova a ricevere una comunicazione per bolli auto non pagati spesso non conosce le conseguenze a cui si va incontro se non si regolarizza la propria posizione. Non versare l’importo previsto dalla legge prevede sanzioni che crescono esponenzialmente con il passare del tempo. Vediamo cosa si rischia con i bolli auto non pagati e come fare per mettersi in regola con i pagamenti.

Che cos’è il bollo auto

Il bollo auto è un’imposta regionale che deve essere corrisposta da tutti i proprietari di veicoli a motore. Essendo una tassa sulla proprietà, non è legato al chilometraggio percorso dal mezzo. Dal 1° gennaio 2020 sono tenuti al pagamento del bollo auto anche coloro che risultano utilizzatori di un veicolo con contratto a noleggio a lungo termine senza conducente.

Per determinare l’importo da pagare, ci si basa sulla potenza del veicolo e la classe ambientale di appartenenza. Le singole regioni poi applicano le proprie tariffe, che possono perciò variare da un’area d’Italia all’altra. Per le regioni Friuli Venezia Giulia, Sardegna e Sicilia fino al 2015, l’ente preposto alla riscossione della tassa è l’Agenzia delle Entrate. La scadenza del pagamento del bollo auto cade nei mesi di aprile, agosto e dicembre, ma può essere effettuato entro la fine dell mese successivo. Per i bolli in scadenza il 31 dicembre, per esempio, c’è tempo fino al 31 gennaio per mettersi in regola. Per le vetture nuove, invece, il bollo va pagato entro lo stesso mese di immatricolazione.

Se non si versa l’importo dovuto entro tali date, si va incontro a una sanzione da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Bolli non pagati e Agenzia delle Entrate: cosa si rischia

Non essendoci un’unica scadenza per il pagamento del bollo auto, il rischio di dimenticarsene è molto alto. La normativa sulla riscossione del mancato pagamento della tassa di circolazione prevede sanzioni differenti, a seconda del ritardo accumulato.

Se si paga il bollo nei primi 14 giorni, la sanzione sarà dello 0,1% dell’imposta per ogni giorno di ritardo.

Pagando dal 15esimo al 30esimo giorno l’automobilista dovrà pagare invece 1/10 dell’imposta.

Se ci si mette in regola dal 30esimo al 90esimo giorno, la sanzione da pagare è dell’1,67% dell’imposta.

Un bollo auto pagato dal 90esimo giorno a un anno dalla scadenza viene invece maggiorato del 3,75%.

Trascorso un anno dalla scadenza del pagamento, il proprietario del veicolo è tenuto a pagare il 30% dell’imposta oltre agli interessi dello 0,5% per ogni 6 mesi di ritardo.

Nel caso in cui l’automobilista accumuli bolli auto non pagati per diversi anni, le sanzioni si inaspriscono, arrivando, in alcuni casi, alla radiazione e alla confisca del veicolo. Il mancato pagamento della tassa di circolazione per almeno tre anni consecutivi comporta, infatti, la notifica dell’avviso dell’avvio del procedimento. Se nei 30 giorni successivi non viene regolarizzata la propria posizione, la Regione richiede la cancellazione d’ufficio del veicolo dall’archivio nazionale e dal Pubblico Registro Automobilistico, con ritiro della targa e della carta di circolazione da parte della Motorizzazione civile. Se il proprietario dell’auto viene sorpreso a circolare con il veicolo radiato, scatta l’immediata confisca del mezzo.

Bollo auto e prescrizione

Trascorsi 3 anni di tempo, i bolli auto non pagati vanno in prescrizione, come ogni altro tributo. Il calcolo si fa partire dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello in cui deve essere versata la tassa. Dal momento in cui scatta la prescrizione del bollo auto, l’Agenzia delle Entrate non può più pretendere nulla.

I tempi di scadenza della prescrizione sono fondamentali per la presentazione di un eventuale ricorso nel caso in cui venga presentata richiesta di riscossione nel periodo successivo ai fatidici 3 anni.

L’annullamento per prescrizione non è automatico ma è il proprietario del veicolo che deve presentare ricorso. Può capitare di ricevere comunque la cartella di pagamento, inviata per errore. L’automobilista deve presentare ricorso alla Commissione tributaria provinciale entro 60 giorni dal ricevimento della notifica. Per non vedere annullato il ricorso, è necessario anticiparlo con la richiesta di mediazione tributaria, versando l’atto all’ente che contesta il mancato pagamento, che ha 90 giorni per annullare la richiesta di pagamento.

In alternativa, l’automobilista può proporre anche un ricorso in autotutela per prescrizione bollo auto. La richiesta di annullamento va inviata con raccomandata con ricevuta di ritorno o con posta elettronica certificata alla Regione o alla Agenzia delle Entrate. La risposta non è obbligatoria ma può arrivare entro 30 giorni.

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