Detrazioni occhiali da vista, montature e visite nel Modello 730/2026 anche con i contanti

Gli occhiali e le visite oculistiche possono essere portate tranquillamente in detrazione nel Modello 730/2026. Ecco come si deve fare

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Pierpaolo Molinengo

Giornalista

Pierpaolo Molinengo, giornalista dal 2002, è esperto di analisi economica e dinamiche fiscali. Autore per testate nazionali e portali finanziari, si occupa di interpretare gli scenari geopolitici e le riforme dei mercati, coniugando rigore tecnico e capacità di lettura delle grandi tendenze macroeconomiche globali.

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Il panorama delle agevolazioni fiscali per il benessere visivo rappresenta una delle voci più rilevanti all’interno del Modello 730/2026. Con l’aumento dei costi delle prestazioni specialistiche e l’evoluzione tecnologica dei dispositivi medici, comprendere come recuperare il 19% delle spese sostenute nel 2025 è fondamentale per ottimizzare il budget familiare. Vediamo come funzionano le detrazioni per gli occhiali e le visite oculistiche: dalla franchigia di legge alle nuove regole sulla tracciabilità, fino alla gestione dei familiari a carico e alla conservazione documentale a prova di accertamento.

Detrazione del 19% e franchigia di 129,11 euro

La detrazione Irpef per le spese sostenute per gli occhiali e le visite oculistiche (rientrano in quelle mediche) non è un rimborso diretto, ma una riduzione dell’imposta lorda dovuta allo Stato che si ottiene con la presentazione del Modello 730.

Il principio cardine stabilito dal Testo Unico delle Imposte sui Redditi (Tuir) prevede che il contribuente possa abbattere le proprie tasse per una quota pari al 19% delle spese mediche, previa applicazione di una franchigia di 129,11 euro. Questo importo è una costante del sistema fiscale italiano e non subisce variazioni in base allo scaglione di reddito del contribuente.

La franchigia non si applica alla singola fattura (come può essere la singola visita dall’oculista), ma alla massa critica di tutte le spese sanitarie sostenute dal 1° gennaio al 31 dicembre 2025.

Cosa è detraibile: occhiali, lenti e operazioni chirurgiche

Non tutto ciò che si acquista in un centro ottico è detraibile. La distinzione tra dispositivo medico e accessorio estetico è il punto su cui l’Agenzia delle Entrate concentra i maggiori controlli.

Cosa è detraibile:

  • le lenti da vista, che possono essere monofocali, bifocali o progressive, destinate alla correzione di difetti visivi (miopia, ipermetropia, astigmatismo, presbiopia);
  • le montature, ossia la struttura che sostiene le lenti, che risulta essere detraibile perché parte integrante del dispositivo correttivo;
  • le lenti a contatto comprese le relative soluzioni per la pulizia e la conservazione (liquidi, pastiglie enzimatiche), purché classificate come dispositivi medici;
  • gli occhiali premontati per presbiopia, che sono tipicamente venduti in farmacia o negozi specializzati.

Gli interventi laser per la correzione di miopia o ipermetropia sono detraibili al 19%. Tuttavia, è essenziale che dalla fattura o da una certificazione medica risulti la finalità sanitaria/curativa dell’intervento. Se l’intervento venisse classificato come puramente estetico, la detrazione verrebbe negata.

Tipologia spesa Tracciabilità obbligatoria Documento necessario
Occhiali da vista No (ammessi contanti) Scontrino parlante + Certificazione CE
Lenti a contatto No Scontrino con codice fiscale + indicazione lenti
Visita oculista orivato Fattura + ricevuta Pos/bonifico (o indicazione del mezzo di pagamento nella fattura o ricevuta)
Ticket oculistico Ssn No Ricevuta del ticket
Chirurgia laser Fattura medica + certificazione sanitaria

Cosa è escluso dalla detrazione

Sono rigorosamente esclusi dalla detrazione gli acquisti legati esclusivamente all’estetica o alla protezione solare non graduata. Quindi, niente detrazione per gli occhiali da sole senza lenti graduate, anche se acquistati per proteggere gli occhi dai raggi Uv, a meno che non siano prescritti per specifiche patologie oculari documentate.

Se la montatura è realizzata in oro, argento o platino, la detrazione spetta solo per la parte di costo relativa alle lenti e alla lavorazione. In questi casi, è indispensabile che l’ottico emetta una fattura che separi distintamente il valore della montatura preziosa dal resto della prestazione.

La tracciabilità dei pagamenti è sempre obbligatoria?

Dal 2020, il fisco italiano ha introdotto l’obbligo di pagamenti tracciabili per beneficiare delle detrazioni al 19%. Tuttavia, per le spese sanitarie esistono eccezioni cruciali che spesso confondono i contribuenti.

Quando è possibile usare i contanti

È possibile continuare a pagare in contanti e ottenere comunque la detrazione per:

  • acquisto di medicinali (anche integratori, se prescritti e classificati come farmaci);
  • dispositivi medici con marchio CE, inclusi occhiali da vista e lenti a contatto;
  • prestazioni presso strutture pubbliche (Ssn) nelle quali il pagamento del ticket in contanti è sempre ammesso;
  • strutture private accreditate, dunque se la clinica è convenzionata con il sistema pubblico.

Bancomat, assegno e bonifici obbligatori

Il pagamento deve essere necessariamente tracciabile (carta di debito, credito, bonifico, assegno) per le visite specialistiche effettuate presso medici privati che operano in studi non accreditati. Se l’oculista privato viene pagato in contanti, il contribuente perde il diritto al recupero del 19% nel 730/2026.

Familiari a carico: si possono scaricare le spese?

Nel Modello 730/2026, è possiible detrarre le spese oculistiche sostenute nel 2025 non solo per quelle effettuate per proprio conto, ma anche per quelle sostenute per i familiari fiscalmente a carico.

Le soglie di reddito

Un familiare è considerato a carico se il suo reddito complessivo lordo non supera:

  • 4.000 euro per i figli fino a 24 anni.
  • 2.840,51 euro per il coniuge, i figli oltre i 24 anni e altri familiari conviventi.

Anche se per i figli sotto i 21 anni il contribuente riceve l’Assegno Unico (e non più la detrazione fissa in busta paga), mantiene comunque il diritto a recuperare il 19% delle loro spese sanitarie (occhiali, lenti, visite) nel Modello 730/26. Inoltre, le spese sanitarie sono escluse dai nuovi tagli alle detrazioni per i redditi alti (sopra i 75.000 euro): la salute resta sempre tutelata al 19%.

Documenti da conservare: scontrino parlante e autocertificazione

La conservazione dei documenti è il tallone d’Achille di molti contribuenti. Per gli occhiali da vista, non basta un semplice scontrino fiscale.

Caratteristiche dello scontrino parlante

Il documento rilasciato dall’ottico deve contenere:

  • il codice fiscale del destinatario della spesa;
  • la natura della spesa, con una descrizione chiara ( per esempio occhiali da vista);
  • la dicitura CE, attraverso la quale viene indicato che il prodotto è un dispositivo medico conforme alle direttive europee.

Quando non serve la prescrizione medica

Un’importante semplificazione dell’Agenzia delle Entrate (Circolare 19/E/2020) stabilisce che per i dispositivi medici di uso comune non è più necessaria la prescrizione del medico. Se lo scontrino riporta già la dicitura dispositivo medico e il marchio CE, la documentazione è completa.

Se il marchio Ce non è presente sullo scontrino, il contribuente deve conservare la documentazione originale del prodotto (confezione o attestazione del produttore) o produrre un’autocertificazione che dichiari la conformità del bene.

Rateizzazione del rimborso Irpef

Se nel 2025 le spese sanitarie totali (oculistiche e non) dovessero superare la soglia di 15.493,71 euro, il contribuente può decidere di non fruire della detrazione tutta in una volta, ma di ripartirla in 4 quote annuali di pari importo.

Questa opzione è utile per chi ha un’imposta lorda bassa e rischierebbe di perdere una parte del beneficio per incapienza.

Conclusioni e consigli pratici

La gestione delle detrazioni per la vista richiede attenzione non solo al momento della dichiarazione dei redditi, ma soprattutto al momento dell’acquisto. Chiedere sempre all’ottico la dichiarazione di conformità e verificare che il codice fiscale sullo scontrino sia corretto sono piccoli gesti che evitano contestazioni future.

È importante ricordare inoltre che, grazie alla dichiarazione precompilata, molte di queste spese appariranno automaticamente nel sistema dell’Agenzia delle Entrate, poiché ottici e medici sono obbligati a trasmettere i dati al Sistema Tessera Sanitaria. Tuttavia, la responsabilità della verifica resta in capo al contribuente: confrontare i propri scontrini con i dati precaricati è l’unico modo per assicurarsi di non perdere nemmeno un euro di detrazione.