Spese veterinarie detraibili con il Modello 730/2026, qual è il limite massimo

Nel Modello 73072026 è possibile portare in detrazione le spese veterinarie, ma è previsto un limite massimo ben preciso: 550 euro

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Pierpaolo Molinengo

Giornalista

Pierpaolo Molinengo, giornalista dal 2002, è esperto di analisi economica e dinamiche fiscali. Autore per testate nazionali e portali finanziari, si occupa di interpretare gli scenari geopolitici e le riforme dei mercati, coniugando rigore tecnico e capacità di lettura delle grandi tendenze macroeconomiche globali.

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Prendersi cura dei propri animali domestici è un impegno affettivo, ma anche economico: questo è il motivo per cui è importante capire come recuperare parte dei costi sostenuti attraverso il Modello 730/2026. Le spese veterinarie rappresentano, infatti, una delle voci più comuni tra gli oneri detraibili, ma per beneficiare del rimborso Irpef è necessario rispettare precisi requisiti di tracciabilità e i massimali di spesa.

Vediamo nel dettaglio come funziona la detrazione per le spese sostenute nel corso del 2025, i limiti previsti dalla normativa vigente e i documenti necessari da conservare.

Modello 730/2026, la detrazione per le spese veterinarie

La normativa fiscale italiana permette ai contribuenti di detrarre dalle tasse una parte delle spese mediche sostenute per i propri amici a quattro zampe (e non solo). Per il Modello 730/2026, relativo all’anno d’imposta 2025, la detrazione spettante è pari al 19% della spesa effettuata.

Tuttavia, l’agevolazione non si applica sull’intero importo che il contribuente ha speso nel corso dell’anno, ma segue regole precise basate su una franchigia e un tetto massimo.

La franchigia e il tetto massimo

Per calcolare il rimborso effettivo nel Modello 730/2026, il contribuente deve muoversi all’interno di un perimetro definito da due parametri monetari imprescindibili che determinano l’entità dello sconto Irpef.

Il primo elemento da considerare è la franchigia di 129,11 euro, una soglia minima al di sotto della quale lo Stato non riconosce alcuna agevolazione: di fatto, la detrazione del 19% inizia a generare un beneficio economico soltanto per la quota di spesa che supera tale importo. Parallelamente, la normativa impone un limite massimo di 550 euro, che funge da tetto invalicabile per il calcolo del bonus. Ciò significa che, anche qualora le uscite per cliniche e farmaci superassero questa cifra, il calcolo della detrazione rimarrebbe ancorato al massimale stabilito, garantendo un risparmio fiscale che non può eccedere la soglia dei 79,97 euro totali per ciascun dichiarante.

Come effettuare il calcolo

Se un contribuente ha sostenuto spese veterinarie per un totale di 600 euro nel 2025, il calcolo per il Modello 730/2026 sarà il seguente:

  • si considera il tetto massimo (550 euro), ignorando i 50 euro eccedenti;
  • si sottrae la franchigia: 550-129,11=420,89 euro;
  • si applica il 19% su 420,89 euro;
  • risparmio fiscale netto: 79,97 euro.

È importante sottolineare che il limite di 550 euro è riferito al singolo contribuente e non al singolo animale. Pertanto, anche chi possiede più animali non potrà superare il bonus massimo di circa 80 euro totali.

Quali spese sono detraibili?

Non tutti gli acquisti effettuati in un negozio di animali o in clinica possono essere portati in detrazione. La normativa è molto specifica su cosa rientra nel perimetro delle spese veterinarie.

I costi ammessi sono:

  • le prestazioni professionali, nelle quali rientrano le visite specialistiche, gli interventi chirurgici e le degenze presso cliniche veterinarie;
  • l’acquisto di medicinali prescritti o da banco (compresi i prodotti antiparassitari con AIC – Autorizzazione all’Immissione in Commercio);
  • gli esami di laboratorio, come analisi del sangue, radiografie, ecografie e altri esami diagnostici.

Le spese escluse sono:

  • alimenti e mangimi, anche quando sono prescritti dal veterinario per regimi alimentari speciali o terapeutici, questi costi non sono considerati detraibili;
  • prodotti per l’igiene e accessori, come shampo, guinzagli, cucce o servizi di toelettatura non rientrano nell’agevolazione.

Requisiti fondamentali: tracciabilità e proprietà

Dal 2020, per poter detrarre gli oneri nel Modello 730, vige l’obbligo della tracciabilità dei pagamenti. Le visite e le prestazioni professionali devono essere pagate tramite mezzi tracciabili (bancomat, carta di credito, bonifico). I pagamenti in contanti sono ammessi esclusivamente per l’acquisto di farmaci o per prestazioni rese da strutture pubbliche (Ssn).

È necessario conservare le fatture o lo scontrino parlante. Quest’ultimo deve riportare obbligatoriamente il codice fiscale del contribuente e la natura del farmaco (codice FV).

L’animale deve essere detenuto legalmente a scopo di compagnia o pratica sportiva. Per i cani è necessaria l’iscrizione all’anagrafe canina e il microchip; per i gatti e altri animali è sufficiente la prova della detenzione (es. il passaporto europeo o certificazione veterinaria).

La riduzione in base al reddito

Un dettaglio spesso trascurato riguarda il limite reddituale del contribuente. La detrazione del 19% per le spese veterinarie nel Modello 730/2026 spetta per intero solo a chi possiede un reddito complessivo fino a 120.000 euro.

Oltre questa soglia, la percentuale di detrazione inizia a ridursi progressivamente secondo la formula della clausola di salvaguardia, fino ad azzerarsi completamente per redditi superiori a 240.000 euro. Questa misura, introdotta per garantire una maggiore equità fiscale, impatta sui contribuenti con redditi medio-alti che, pur avendo sostenuto le spese, potrebbero trovarsi un rimborso ridotto o nullo.

Come inserire i dati nel Modello 730/2026

Le spese devono essere indicate nel Quadro E – Oneri e Spese del modello di dichiarazione. Nello specifico, si utilizzano i righi che vanno da E8 a E10, indicando il codice spesa 29.

Chi utilizza il modello precompilato dell’Agenzia delle Entrate troverà spesso queste voci già caricate nel sistema, poiché farmacie e studi veterinari trasmettono i dati tramite il Sistema Tessera Sanitaria. Tuttavia, resta responsabilità del contribuente verificare che gli importi corrispondano e che siano presenti le pezze d’appoggio (fatture e ricevute POS) in caso di controlli futuri.

La proprietà dell’animale

Un aspetto cruciale per non perdere il beneficio nel Modello 730/2026 riguarda la prova della detenzione legale dell’animale. L’Agenzia delle Entrate può infatti richiedere la documentazione che attesti il possesso dell’animale per cui si è chiesta la detrazione. Per i cani, il documento fondamentale è l’iscrizione all’Anagrafe Canina e il relativo microchip. Per gatti e furetti, in assenza di obbligo di microchip (salvo per il passaporto Ue), è consigliabile conservare il libretto sanitario o le fatture d’acquisto/adozione.

Sono detraibili solo le spese per animali legalmente detenuti a scopo di compagnia o pratica sportiva. Restano rigorosamente escluse le spese veterinarie sostenute per animali destinati ad attività commerciali, all’allevamento o al consumo alimentare (animali da reddito), per i quali valgono regole fiscali e deduzioni inerenti al reddito d’impresa o agricolo, ben diverse dalla detrazione Irpef per i privati cittadini.