Partite Iva, addio regime forfettario: l’Ue torna all’attacco e chiede questi cambiamenti

Ue chiede all'Italia di riformare il regime forfettario per le Partite Iva perché lo considera un'anomalia. Le modifiche possibili

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Claudio Cafarelli

Giornalista e content manager

Giornalista pubblicista laureato in economia, appassionato di SEO e ricerca di trend, content manager per agenzie italiane e straniere

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L’Unione europea torna a chiedere all’Italia di intervenire sul regime forfettario. La richiesta è contenuta nel Country Report 2026 pubblicato dalla Commissione europea il 3 giugno, dove Bruxelles invita il governo italiano a rendere il sistema tributario più favorevole alla crescita economica, intervenendo su evasione fiscale, cuneo fiscale e agevolazioni considerate distorsive. La stessa raccomandazione era già stata formulata nel 2024 e nel 2025, ma il nuovo richiamo arriva in una fase particolarmente delicata per i conti pubblici italiani e per il rapporto tra Roma e Bruxelles sulle politiche fiscali.

Perché l’Unione Europa vuole la riforma del regime forfettario

Il regime forfettario prevede una tassazione sostitutiva del 15%, applicata non sull’intero fatturato ma su una quota di reddito determinata attraverso specifici coefficienti di redditività che variano in base all’attività svolta.

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