Donazioni da indicare nel Modello 730/2026, oneri detraibili e le novità

Anche le donazioni possono essere portate in detrazione direttamente nel Modello 730/2026. Vediamo come farlo correttamente

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Pierpaolo Molinengo

Giornalista

Pierpaolo Molinengo, giornalista dal 2002, è esperto di analisi economica e dinamiche fiscali. Autore per testate nazionali e portali finanziari, si occupa di interpretare gli scenari geopolitici e le riforme dei mercati, coniugando rigore tecnico e capacità di lettura delle grandi tendenze macroeconomiche globali.

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Una delle voci a cui prestare la massima attenzione all’interno del Modello 730/2026 è quella legata alle donazioni. A partire da quest’anno un incrocio di variabili legislative trasforma il semplice gesto di solidarietà verso il Terzo Settore in una partita fiscale delicata, dove la precisione diventa l’unico modo per non smarrirsi tra detrazioni, deduzioni e nuovi limiti.

Se da un lato il fisco continua a premiare la solidarietà, dall’altro debutta una stretta senza precedenti per i redditi più alti: la rimodulazione delle detrazioni basata sul reddito e sul nucleo familiare. Vediamo come muoversi per non perdere i rimborsi quest’anno.

Modello 730/2026: il tetto alle detrazioni

La novità più impattante che i contribuenti troveranno nel Modello 730/2026 riguarda l’articolo 15 del Tuir, modificato dalla recente riforma fiscale. Per la prima volta, l’ammontare totale delle spese detraibili sarà limitato in base al reddito complessivo.

Mentre in passato le donazioni erano soggette solo a un limite proprio (ad esempio il 30% del donato), ora devono fare i conti con un plafond generale che scatta per chi supera i 75.000 euro di reddito:

  • per chi ha un reddito compreso tra 75.000 e 100.000 euro, le detrazioni totali (incluse le donazioni) non possono superare una certa soglia fissa (come, per esempio, i 14.000 euro), riproporzionata in base al numero di figli;
  • per chi ha un reddito oltre i 100.000 euro, il tetto si abbassa ulteriormente (es. 8.000 euro).

Questo significa che una generosa donazione effettuata a una Odv o a una Onlus potrebbe risultare inutile ai fini fiscali se il contribuente ha già saturato il suo tetto con altre spese (come interessi del mutuo o bonus edilizi). Le spese sanitarie restano invece fuori da questo computo, confermandosi l’unico onere sempre garantito.

Tipologie di donazioni e quali aliquote si applicano

Per massimizzare il rimborso, è fondamentale distinguere i beneficiari delle erogazioni liberali. Il Codice del Terzo Settore ha creato una gerarchia di vantaggi.

Organizzazioni di volontariato (Odv)

Le Odv rappresentano l’eccellenza della convenienza fiscale. Per le donazioni effettuate a loro favore, la detrazione spettante nel Modello 730/2026 è pari al 35% dell’importo, fino a un massimo di 30.000 euro annui. È l’aliquota più alta prevista dal sistema.

Enti del terzo settore (Ets) e Aps

Per le Associazioni di Promozione Sociale e gli altri Enti del Terzo Settore regolarmente iscritti al Runts (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore), la detrazione è fissata al 30%. Questa categoria include la maggior parte delle associazioni culturali, ambientali e sportive dilettantistiche che hanno adeguato i propri statuti.

Partiti politici

Le erogazioni ai partiti godono di una detrazione del 26% per importi compresi tra 51,65 e 103.291,38 euro. È una voce spesso dimenticata ma che contribuisce attivamente al calcolo del rimborso finale.

Detrazione o deduzione? Il bivio strategico

Molti contribuenti ignorano che per le donazioni a Ets, Odv e Aps esiste una doppia opzione. In alternativa alla detrazione d’imposta (lo sconto diretto sulle tasse), è possibile scegliere la deduzione dal reddito complessivo.

Quando conviene la deduzione? La deduzione permette di sottrarre l’importo donato dal reddito prima del calcolo delle aliquote Irpef, nel limite del 10% del reddito complessivo dichiarato.

Se il contribuente ha un reddito elevato (aliquota al 43%), ogni euro donato genera un risparmio effettivo di 43 centesimi. In questo caso, la deduzione è molto più vantaggiosa della detrazione fissa al 30% o 35%.

Nel Modello 730/2026, questa scelta andrà indicata con estrema cura tra il Quadro E (Oneri e Spese) e i righi dedicati alle deduzioni, poiché una scelta errata non è modificabile dopo l’invio della dichiarazione.

Requisiti di tracciabilità: nessuna eccezione ammessa

Un errore formale può costare caro. L’Agenzia delle Entrate ha ribadito che le donazioni per essere ammesse nel Modello 730/2026 devono essere tracciabili. Sono considerati validi:

  • bonifici bancari o postali;
  • versamenti tramite carte di debito, credito o prepagate;
  • assegni circolari o bancari;
  • sistemi di pagamento evoluti (Satispay, PayPal), purché l’estratto conto permetta di risalire al beneficiario e alla causale.

Le donazioni effettuate in contanti, anche se documentate da una ricevuta cartacea dell’ente, non danno diritto ad alcuna agevolazione fiscale. La causale del versamento nel bonifico dovrebbe sempre contenere la dicitura: Erogazione liberale ex art. 83 D.Lgs. 117/2017.

Donazioni in natura: oltre il denaro

Il fisco riconosce valore anche al tempo e ai beni. Se si donano beni mobili (vestiti, cibo, attrezzature tecnologiche) a un Ets, è possibile ottenere una detrazione, ma la procedura è più complessa.

Se il valore della donazione in natura supera i 500 euro, il contribuente deve farsi rilasciare dall’ente una documentazione specifica che ne attesti il valore normale (spesso supportata da un listino prezzi o da una perizia se il bene è di particolare valore). Nel Modello 730/2026, queste donazioni pesano allo stesso modo di quelle in denaro ai fini del tetto massimo di detraibilità.

Il bonus scuola e l’istruzione

Un capitolo a parte meritano le erogazioni liberali a favore degli istituti scolastici. Spesso versate come contributo volontario all’atto dell’iscrizione, queste somme sono detraibili al 19%.

La novità per il 2026 è l’innalzamento del limite massimo per le spese d’istruzione a 1.000 euro per studente. Includere queste donazioni nel Modello 730/2026 permette di recuperare fino a 190 euro per ogni figlio a carico, sommandosi alle spese per la mensa e le gite scolastiche.

A cosa stare attenti

Per non perdere i benefici, il contribuente deve monitorare tre aspetti critici:

  • verifica del Runts, operazione che deve essere effettuata prima della donazione. È bene verificare che l’associazione sia iscritta al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore. Se l’ente non è in regola, la detrazione viene rigettata;
  • cumulo degli oneri, che interessa quanti hanno molte spese di ristrutturazione o interessi passivi, che devono calcolare se hanno ancora spazio fiscale per detrarre le donazioni o se sia meglio farle intestare al coniuge con reddito più basso (se non a carico);
  • le ricevute vanno conservate per 5 anni. Nel caso del 730 Precompilato, se i dati non compaiono automaticamente, il contribuente li può inserire manualmente avendo le prove dei pagamenti.