Modello 730/2026, le novità su scaglioni Irpef, detrazioni e figli a carico

Come calcolare le detrazioni nel Modello 730/2026? Dalla nuova Irpef al quoziente familiare sulle spese scaricabili, ecco i massimali per scuola, sport e casa

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Pierpaolo Molinengo

Giornalista

Pierpaolo Molinengo, giornalista dal 2002, è esperto di analisi economica e dinamiche fiscali. Autore per testate nazionali e portali finanziari, si occupa di interpretare gli scenari geopolitici e le riforme dei mercati, coniugando rigore tecnico e capacità di lettura delle grandi tendenze macroeconomiche globali.

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Il Modello 730/2026 rappresenta uno dei tanti tasselli della riforma fiscale con la quale sono state introdotte delle novità strutturali che impattano direttamente sulle tasche dei contribuenti. Non si tratta più di misure sperimentali, ma di un sistema consolidato basato su tre scaglioni Irpef e su un nuovo meccanismo di calcolo delle detrazioni che privilegia la composizione del nucleo familiare.

Vediamo come vanno gestite le novità della dichiarazione dei redditi 2026: dal tetto alle spese detraibili per i redditi medio-alti alla nuova gestione dei figli a carico e dei bonus edilizi ridimensionati.

Come è strutturato l’Irpef da quest’anno

Prima di calcolare quanto è possibile scaricare le spese, è necessario capire su quale base il singolo contribuente sta pagando. Il 2025 ha consolidato il sistema a tre scaglioni che il Modello 730/2026 recepisce integralmente. La vera novità è l’accorpamento strutturale del primo e secondo scaglione e il ritocco verso il basso delle aliquote medie.

Scaglione di reddito Aliquota 2026 Imposta lorda
Fino a 28.000 euro 23% Max 6.440 euro
Da 28.001 euro a 50.000 euro 33% 6.440 euro + 33% sull’eccedenza
Oltre 50.000 euro 43% 13.700 euro + 43% sull’eccedenza

Il passaggio dell’aliquota intermedia dal 35% al 33% genera un risparmio diretto, ma attenzione: il legislatore ha bilanciato questo regalo con una revisione delle detrazioni per i redditi più alti, introducendo un meccanismo di decalage più aggressivo.

Detrazioni per lavoro dipendente e pensione

Le detrazioni spettanti per la produzione del reddito sono la prima barriera di difesa del contribuente. Per il 2026, queste sono state armonizzate per ridurre la cosiddetta no tax area e garantire che chi guadagna meno non subisca l’erosione dell’inflazione.

Per i lavoratori dipendenti la detrazione base per i redditi bassi (fino a 15.000 euro) rimane fissata a 1.955 euro. Tuttavia, la vera complessità risiede nella fascia tra 28.000 e 50.000 euro, dove la detrazione si riduce linearmente fino ad annullarsi. Questo significa che ogni euro guadagnato oltre i 28.000 non solo viene tassato al 33%, ma mangia una porzione di detrazione, aumentando l’aliquota marginale effettiva.

Per i pensionati sopra i 75 anni, la no tax area è stata estesa, con una detrazione che arriva a 1.955 euro per i redditi minimi, equiparandoli di fatto ai lavoratori attivi per favorire il potere d’acquisto della terza età.

Figli a carico: cosa cambia nel Modello 730/2026

Questo è l’ambito che genera più confusione. Con l’entrata a regime dell’Assegno Unico, il quadro delle detrazioni per i figli è stato stravolto.

Figli sotto i 21 anni

Per questa fascia d’età, le detrazioni Irpef nel 730 non esistono più. Il sostegno economico avviene esclusivamente tramite l’assegno unico erogato mensilmente dall’Inps. È fondamentale non commettere l’errore di inserirli nel quadro dei carichi di famiglia per ottenere la detrazione fissa, poiché il sistema scarterebbe il dato. Tuttavia, essi vanno indicati per avere diritto alla detrazione delle spese (mediche, sportive, scolastiche).

Figli tra 21 e 30 anni

Qui troviamo la detrazione ordinaria di 950 euro, che deve essere riproporzionata in base al reddito del dichiarante. Per essere considerato a carico, il figlio non deve aver superato nel 2025 un reddito di:

  • 4.000 euro se ha meno di 24 anni;
  • 2.840,51 euro se ha tra i 24 e i 30 anni.

L’esclusione degli over 30

La grande novità è la stretta sugli over 30. Salvo il caso di figli con disabilità (per i quali la detrazione è maggiorata e senza limiti di età), per i figli che hanno compiuto 30 anni non spetta più la detrazione forfettaria per carichi di famiglia, anche se sono ancora studenti o disoccupati conviventi. Questa misura punta a spingere l’indipendenza giovanile, ma grava pesantemente sui bilanci delle famiglie con figli in percorsi di specializzazione lunga.

Spese detraibili: i nuovi tetti e il quoziente familiare

Se il reddito supera i 75.000 euro, il calcolo delle detrazioni nel Modello 730/2026 diventa un esercizio di algebra. Il Governo ha introdotto un tetto massimo alle spese detraibili al 19%, calcolato in base al numero di figli.

Come funziona il calcolo del massimale

Si parte da una base fissa (stabilita annualmente) che viene ridotta drasticamente sopra i 75.000 euro e ulteriormente sopra i 100.000 euro. Questo importo base va moltiplicato per un coefficiente legato al nucleo familiare:

  • nessun figlio, il moltiplicatore è 0,50 (si può detrarre solo la metà del tetto);
  • un figlio, il moltiplicatore è 0,70;
  • due figli, il moltiplicatore è 0,85;
  • tre o più figli o figlio con disabilità, il moltiplicatore 1,00.

Questo sistema, di fatto, introduce una sorta di quoziente familiare sulle spese. Un single con alto reddito sarà fortemente penalizzato rispetto a un genitore con tre figli, a parità di guadagno.

Le spese salve dal taglio

Fortunatamente, non tutto rientra in questo calmiere. Restano pienamente detraibili al 19% (al netto delle franchigie)

  • le spese sanitarie, nelle quali rientrano visite specialistiche, farmaci, interventi chirurgici e dispositivi medici (inclusi occhiali e protesi);
  • gli interessi passivi sui mutui per l’acquisto dell’abitazione principale (fino a un massimo di 4.000 euro);
  • le spese per disabilità, come l’assistenza personale e mezzi di accompagnamento.

Bonus casa 2026: l’era del 36% e del 50%

Nel Modello 730/2026, il bonus per il recupero del patrimonio edilizio mantiene un soffitto di spesa generoso, pari a 96.000 euro per singola unità immobiliare, indipendentemente dalla tipologia di abitazione. La vera variabile è la percentuale di detrazione:

  • per l’abitazione principale si continua a beneficiare dell’aliquota al 50%. Chi ristruttura la casa dove vive può quindi recuperare fino a 48.000 euro in 10 anni;
  • per le seconde case, l’aliquota scende al 36%. Pur mantenendo il tetto di 96.000 euro, il risparmio massimo d’imposta si riduce a 34.560 euro.

Altre detrazioni di rilievo nel Modello 730/2026

Per non lasciare soldi sul tavolo, occorre monitorare le spese minori ma frequenti.

Le spese scolastiche e universitarie sono detraibili al 19%. Per le scuole dell’infanzia, primarie e secondarie, il tetto di spesa è di 800 euro per alunno. Per le università, la detrazione è calcolata sulle tasse effettive per le statali, mentre per le private si fa riferimento ai decreti Mur che stabiliscono i tetti per area geografica.

Per le attività sportive dei ragazzi la detrazione del 19% su un massimo di 210 euro per figlio (dai 5 ai 18 anni).

Per i trasporti pubblici è confermata la detrazione per gli abbonamenti a bus, treni e metro su un massimo di 250 euro.

Gli inquilini con redditi bassi possono beneficiare di detrazioni forfettarie sull’affitto che variano da 150 a 300 euro (o molto di più per i giovani sotto i 31 anni che stipulano un nuovo contratto).

L’importanza della tracciabilità e del visto di conformità

Un errore formale nel Modello 730/2026 può costare caro. Ricordiamo che dal 2020 è obbligatorio il pagamento tracciabile per quasi tutte le detrazioni al 19%. Significa che se si paga la visita dal dentista o la palestra del figlio in contanti, si perde il diritto alla detrazione, anche se si ha la fattura. Gli unici contanti ammessi sono per l’acquisto di medicinali, dispositivi medici e prestazioni sanitarie rese da strutture pubbliche o private accreditate con il Ssn.

Inoltre, con l’inasprimento dei controlli, il ricorso al 730 precompilato è consigliato per chi ha una situazione lineare. Se invece si vantano molti crediti da bonus edilizi, è caldamente suggerito il passaggio tramite un Caf o un professionista che apponga il visto di conformità, mettendo il contribuente al riparo da sanzioni in caso di controlli documentali automatizzati.