Bonus fotovoltaico 2026, come funziona e chi vi può accedere quest’anno

Sotto il tetto del bonus fotovoltaico 2026 rientrano alcune agevolazioni a cui possono accedere le famiglie e le imprese

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Pierpaolo Molinengo

Giornalista

Pierpaolo Molinengo, giornalista con una solida carriera avviata nel 2002, ha iniziato il proprio percorso professionale specializzandosi in mercato immobiliare e mutui. Nel corso di molti anni di attività, ha ampliato il suo raggio d'azione approfondendo i temi del fisco, del diritto e della macroeconomia. Oggi analizza scenari complessi e dinamiche geopolitiche per le principali testate nazionali e portali finanziari.

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Il bonus fotovoltaico 2026 si presenta come un mosaico di opportunità, ma con regole più stringenti rispetto al passato. Per chi punta all’autonomia energetica, il panorama degli incentivi resta vantaggioso, sebbene fortemente differenziato tra prima casa, immobili secondari e configurazioni collettive.

Dalle detrazioni fiscali ordinarie al nuovo impulso del Reddito Energetico, fino alle tariffe premio per le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), le opzioni variano sensibilmente in base al profilo del richiedente e alla destinazione d’uso dell’immobile. In un anno cruciale per la transizione green, capire come massimizzare il risparmio sull’installazione dei pannelli solari è la chiave per un investimento a prova di futuro.

Bonus fotovoltaico per i privati e le famiglie

Nel 2026 uno dei pilastri su cui si poggia il bonus fotovoltaico 2026 sono le detrazioni fiscali a cui possono accedere le famiglie, anche se le regole sono diventate leggermente più stringenti rispetto al passato: viene premiato principalmente chi decide di intervenire sulla prima casa.

L’agevolazione arriva attraverso il bonus ristrutturazioni. Non c’è più un’aliquota unica, ma varia a seconda dell’immobile sul quale vengono effettuati gli interventi:

  • se si installa un impianto fotovoltaico nell’immobile in cui il richiedente risiede (abitazione principale) l’aliquota è al 50%;
  • per le seconde case e gli altri immobili, l’aliquota è al 36%;
  • il tetto massimo di spesa su cui calcolare la detrazione è 96.000 euro per immobile.

Non è più possibile accedere allo sconto in fattura o alla cessione del credito: il bonus fotovoltaico arriva sotto forma di detrazione Irpef spalmata in dieci rate annuali di pari importo.

Reddito energetico nazionale

Una delle misure più interessanti a cui è possibile accedere è il Reddito energetico nazionale. Grazie ad un fondo rotativo gestito dal Gse lo Stato paga l’intero impianto fotovoltaico:

  • per accedervi è necessario avere un Isee inferiore a 15.000 euro o 30.000 euro se in famiglia ci sono almeno 4 figli a carico;
  • l’impianto deve avere una potenza tra 2 e 6 kW e deve essere installato su coperture di residenze anagrafiche.

L’incentivo funziona molto semplice: la famiglia utilizza l’energia per i propri consumi, mentre la quota di energia non utilizzata viene ceduta al Gse per finanziare il fondo per altri cittadini.

Iva agevolata al 10%

Per l’acquisto e l’installazione degli impianti fotovoltaici e per i sistemi di accumulo (batteria) si paga generalmente l’Iva ridotta al 10%. Questo è uno sconto immediato in fattura che si applica a tutti i privati, indipendentemente dal loro reddito.

Sistemi di accumulo (batterie)

Anche le batterie rientrano nelle detrazioni previste dal bonus fotovoltaico (al 50% o al 36% a seconda dell’immobile).

È caldamente consigliato installarle insieme ai pannelli perché nel 2026 lo Scambio sul Posto (il rimborso per l’energia che data alla rete) è ormai in fase di smantellamento definitivo, rendendo l’autoconsumo l’unica vera strada per risparmiare.

Incentivi per le aziende (imprese e Pmi)

Il 2026 rappresenta un anno di svolta per gli investimenti energetici delle imprese, grazie alla combinazione di nuovi regimi di ammortamento e fondi Pnrr specifici.

Iper-ammortamento 180%

La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto un mutamento strutturale per le imprese che investono in energia solare, sostituendo il precedente sistema dei crediti d’imposta con una maxi-deduzione fiscale. Il nuovo meccanismo prevede un’agevolazione calcolata su scaglioni di investimento decrescenti: per le spese fino a 2,5 milioni di euro, l’aliquota è fissata al 180%, consentendo di ammortizzare un valore fiscale superiore alla spesa effettiva.

Per investimenti di portata maggiore, la normativa stabilisce una maggiorazione del 100% per la quota compresa tra 2,5 e 10 milioni di euro, che scende al 50% per la fascia tra i 10 e i 20 milioni di euro. Il perimetro dei beni agevolabili è definito in modo omnicomprensivo, includendo i pannelli fotovoltaici, gli inverter, le strutture di sostegno e i sistemi di accumulo. Questa configurazione punta a sostenere l’efficientamento energetico aziendale attraverso un beneficio fiscale diretto sull’imponibile, parametrizzato all’entità del progetto realizzato.

Settore agricolo: il nuovo bando Parco Agrisolare

Il comparto agricolo dispone di una dotazione finanziaria specifica gestita dal Gse (Gestore dei Servizi Energetici), che per il 2026 mette a disposizione ulteriori 800 milioni di euro. L’agevolazione principale consiste in un contributo a fondo perduto che può coprire fino all’80% delle spese ammissibili per l’installazione di impianti fotovoltaici sui tetti dei fabbricati rurali.

L’accesso alla misura è riservato alle imprese agricole attive nella produzione primaria, oltre alle realtà zootecniche e agroindustriali. La finestra temporale per l’invio delle istanze termina il 9 aprile 2026.

Incentivi territoriali e zone speciali

Il quadro delle agevolazioni per il 2026 si completa con le misure a carattere regionale e territoriale. All’interno della Zes Unica Mezzogiorno, le imprese che investono nelle regioni del Sud Italia possono accedere a premialità aggiuntive e a procedure autorizzative semplificate.

A livello locale, diverse amministrazioni attivano bandi specifici tramite i Fondi Fesr (come nei casi di Emilia-Romagna e Piemonte), che consentono di integrare gli strumenti nazionali con ulteriori quote di cofinanziamento a fondo perduto, ottimizzando il piano di rientro dell’investimento.

Evoluzione dei meccanismi di valorizzazione energetica

In un contesto caratterizzato dal definitivo superamento dello Scambio sul Posto per i nuovi impianti, le strategie di valorizzazione per il 2026 si concentrano sulla vendita diretta e sulla condivisione territoriale. Il modello delle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) rappresenta il principale schema di consumo collettivo, trasformando l’utente finale in prosumer attraverso la condivisione dell’energia tra i membri afferenti alla medesima cabina primaria.

Sotto il profilo economico, il Gse eroga una tariffa premio ventennale sull’energia condivisa (ovvero prodotta e consumata simultaneamente dai membri) pari a un valore indicativo tra 110 e 120 €/MWh per una durata di 20 anni. Per le configurazioni realizzate nei comuni con meno di 5.000 abitanti, resta operativo anche nel 2026 il contributo a fondo perduto che copre fino al 40% dell’investimento iniziale. I proventi derivanti dalla tariffa premio vengono ripartiti tra i partecipanti secondo i regolamenti interni della comunità, agendo come fattore di riduzione del costo netto in bolletta.

Ritiro Dedicato (Rid) e integrazione con i mercati

Il Ritiro Dedicato (Rid) si conferma il sistema standard per la gestione dell’energia immessa in rete e non autoconsumata istantaneamente. Per l’annualità 2026, il compenso è parametrato al Prezzo Zonale Orario (Pzo), riflettendo le quotazioni di mercato dell’energia nella zona di riferimento. Le proiezioni di prezzo oscillano tra un minimo garantito di 0,0475 €/kWh e picchi di 0,13 €/kWh in corrispondenza dei periodi di alta domanda elettrica.

Per i piccoli impianti con potenza fino a 10 kW, la procedura di accesso al RID è semplificata e prevede l’erogazione automatica dei corrispettivi da parte del GSE direttamente sul conto corrente del titolare. Tale meccanismo risulta pienamente compatibile con la detrazione fiscale ordinaria del 50% e con l’installazione di sistemi di accumulo, posizionandosi come la soluzione predefinita per la gestione delle eccedenze energetiche domestiche e aziendali.