La Borsa del 9 aprile, accordo Iran-Usa troppo fragile ma Milano chiude a +0,5%

L'euforia per la tregua si attenua per gli attacchi in Libano. Prezzi del petrolio in aumento per i timori sulle forniture

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

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Le ultime notizie della Borsa italiana e internazionale.

  1. La fragile tregua in Iran frena il rimbalzo

    Dopo il rally della vigilia, le Borse europee hanno vissuto una seduta caratterizzata da incertezza, con gli investitori concentrati sulla tenuta del cessate il fuoco in Iran. A pesare sul sentiment sono stati i raid israeliani in Libano e la risposta di Teheran, mentre lo Stretto di Hormuz resta di fatto chiuso. Sabato prenderanno il via a Islamabad, in Pakistan, i colloqui tra Stati Uniti e Iran, anche se persistono divergenze profonde, soprattutto sulla questione dell’uranio arricchito iraniano.

    In questo contesto, Piazza Affari si è mantenuta positiva, chiudendo a +0,5% e restando sopra la soglia dei 47.000 punti, riconquistata dopo l’exploit della vigilia. Eni ha guadagnato il 4%, Tenaris il 2,6% e Saipem l’1,5%. In evidenza anche Nexi (+2,4%) e Leonardo (+3,1%), che dopo un avvio debole ha invertito la rotta grazie alle indiscrezioni sul futuro amministratore delegato, indicato in Lorenzo Mariani. Prese di beneficio, invece, sui titoli protagonisti della vigilia: Recordati ha perso il 2%, Brunello Cucinelli l’1,4% e Buzzi l’1%, penalizzata dal taglio del target price da parte di Morgan Stanley.

     

  2. Andamento in rosso per l'azionario europeo

    Seduta negativa per Piazza Affari e per le principali Borse europee, appesantite dalle tensioni geopolitiche. A pesare sui mercati è soprattutto la fragilità dell’accordo tra Stati Uniti e Iran, aggravata dalla nuova chiusura dello Stretto di Hormuz e dai recenti attacchi in Libano da parte di Israele. In questo contesto, il prezzo del petrolio torna a salire con decisione, avvicinandosi ai 100 dollari al barile: il Brent supera i 98 dollari, mentre il WTI sfiora i 99 dollari, con rialzi compresi tra il 4% e il 5%.

    A Milano, il Ftse Mib è in lieve ribasso (-0,23%). Tra i titoli migliori del listino milanese si distinguono Italgas (+2,32%), Eni (+2,30%), Saipem (+2,26%) e Tenaris (+2,12%). Sul fronte opposto, i ribassi più marcati colpiscono Campari (-2,08%), Moncler (-1,95%), Ferrari (-1,90%) e Brunello Cucinelli (-1,76%).

  3. Spread in calo a 78 punti

    Apertura in leggero rialzo per lo spread tra BTp e Bund, all'indomani di una seduta in cui i rendimenti sulla curva euro hanno segnato una decisa discesa, beneficiando della tregua tra Usa e Iran. A inizio seduta il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il Bund tedesco di pari durata si attesta a 78 punti base, dai 77 punti della chiusura di ieri. In aumento anche il rendimento del BTp decennale benchmark che ha segnato una prima posizione al 3,75%, dal 3,71% della chiusura della vigilia.

  4. Ancora in calo Leonardo

    Altri titoli hanno evidenziato variazioni negative. Leonardo ha registrato la flessione più marcata, scendendo a 56,23 euro (-2,43%). In calo anche Fincantieri, a 13,665 euro (-2,29%), e Amplifon, che si è fermata a 9,092 euro (-1,86%). Perdite più contenute per Diasorin, a 59,58 euro (-1,75%), e Moncler, che ha aperto a 53,44 euro con una diminuzione dell’1,66%.

    Nome Valore Var %
    Leonardo 56,23 -2,43
    Fincantieri 13,665 -2,29
    Amplifon 9,092 -1,86
    Diasorin 59,58 -1,75
    Moncler 53,44 -1,66
    Ferrari 298,20 -1,44
    Avio 35,76 -1,30
    Nexi 3,303 -1,05
    Buzzi 46,49 -1,04
    Brunello Cucinelli 79,94 -1,04
  5. Salgono i titoli energetici

    Italgas ha aperto a 10,57 euro con un incremento dell’1,98%, risultando tra i migliori. Seguono A2a, che ha raggiunto quota 2,566 euro (+1,79%), e Terna, salita a 10,195 euro con un rialzo dell’1,39%. Anche Tenaris ha mostrato un andamento favorevole, attestandosi a 25,31 euro (+1,12%), mentre Snam ha aperto a 6,744 euro con un aumento dello 0,96%.

    Nome Valore Var %
    Italgas 10,57 +1,98
    A2a 2,566 +1,79
    Terna 10,195 +1,39
    Tenaris 25,31 +1,12
    Snam 6,744 +0,96
    Hera 4,178 +0,87
    Eni 23,70 +0,85
    Saipem 4,158 +0,82
    Enel 9,899 +0,49
    Unipol 21,35 +0,42
  6. Come aprono le Borse

    Questa mattina, la borsa di Londra ha aperto in rialzo dello 0,26%. Francoforte, invece, ha registrato un debole avvio, con un calo dello 0,41%. Parigi ha vissuto una seduta all’insegna dell’incertezza, chiudendo in calo dello 0,15%. Milano, infine, ha aperto sui livelli precedenti, con una leggera flessione dello 0,13%.

  7. I titoli da osservare

    Da tenere d’occhio nel settore delle utility Italgas, che ha siglato con un consorzio di banche italiane e internazionali una nuova linea di credito revolving sustainability linked da 900 milioni di euro, con una durata massima di 5 anni.

    Infine, focus su Enel dopo l’approvazione definitiva da parte del Senato del decreto bollette, che prevede, tra le varie misure, la proroga al 2038 della dismissione delle centrali a carbone, inizialmente prevista entro il 2025.

  8. Borse caute mentre continuano gli attacchi

    Dopo il forte rialzo della seduta precedente, le borse europee sono attese poco mosse, con il futures sull’Eurostoxx50 in rialzo dello 0,09%. L’euforia iniziale per il fragile cessate il fuoco di due settimane in Medio Oriente lascia il posto alla cautela.

    Israele ha intensificato i suoi attacchi in Libano, causando centinaia di vittime e scatenando minacce di ritorsione da parte dell’Iran. L’Iran considera “irragionevole” proseguire i negoziati per un accordo di pace duraturo con gli Stati Uniti, le cui forze armate manterranno la loro presenza nelle acque e nei cieli iraniani e riprenderanno le ostilità a meno che Teheran non rispetti pienamente l’accordo stipulato con Washington.