Il 1° giugno scade il termine per il pagamento dell’imposta di registro dei contratti di locazione e affitto per cui i locatori non hanno scelto la cedolare secca. I soggetti della tassa sono diversi e vanno dalle persone fisiche alle imprese. Il metodo di pagamento è il modello F24 Elide.
Questa non è però l’unica scadenza fiscale di giugno per chi affitta un’abitazione. Ci sono infatti altri due appuntamenti, uno a metà mese e uno a fine mese, che riguardano in particolare chi si occupa di locazioni turistiche o comunque con durate inferiori a quelle dei contratti standard.
Indice
La tassa di registro per gli affitti
A pagare l’imposta di registro sugli affitti sono “le parti contraenti di contratti di locazione e affitto che non abbiano optato per il regime della cedolare secca”, come riporta il sito dell’Agenzia delle entrate. I redditi che provengono dall’affitto di un appartamento sono infatti tassati in due modi alternativi:
- la cedolare secca, un’imposta fissa pari al 21% dell’affitto per i contratti a canone libero, del 10% per quelli a canone agevolato;
- l’Irpef, sommando l’affitto agli altri redditi passibili di questa imposta.
La scadenza per l’imposta di registro sarà il 1° giugno. Il pagamento deve avvenire tramite Modello F24 per versamenti con elementi identificativi, l’F24 Elide. Il pagamento può essere eseguito sia tramite mezzi telematici sia di persona presso banche, agenzie postali e agenti della riscossione, a meno che il titolare non abbia una partita Iva. In quel caso deve avvenire solo per via telematica.
La scadenza del 16 giugno per gli affitti brevi
Ci sono altre due scadenze che riguardano gli affitti a giugno oltre al pagamento dell’imposta di registro, ma entrambe coinvolgono soltanto i titolari di locazioni a breve termine. La prima cade il 16 giugno, insieme ad altre 14 varie scadenze fiscali, e riguarda il versamento delle ritenute operate sui canoni o sui corrispettivi incassati o pagati.
Devono pagare questa tassa i soggetti che esercitano un’intermediazione immobiliare e quelli che gestiscono portali telematici, mettendo in contatto “persone in ricerca di un immobile con persone che dispongono di unità immobiliari da locare”. Sui canoni pagati dalle transazioni derivanti da questa attività va pagata una ritenuta del 21%.
La scadenza del 30 giugno
L’ultima scadenza di giugno che riguarda gli affitti cade l’ultimo giorno del mese. Ha come soggetto nuovamente gli intermediari, ma non è un versamento. Si tratta infatti della comunicazione annuale dei dati dei contratti. Gli intermediari devono trasmettere all’Agenzia delle entrate i dati relativi ai contratti di locazione breve conclusi nell’anno 2025 attraverso la loro attività.
La trasmissione avviene attraverso canali telematici e può essere eseguita direttamente o tramite intermediari abilitati. La mancata comunicazione è punita con una multa tra i 250 e i 2.000 euro.