Scadenze fiscali 1-7 giugno, dal bollo alle fatture Iva: cosa ricordarsi

Slittano al 1° giugno diverse scadenze dell'ultimo giorno di maggio come bollo auto, superbollo, imposta di registro e Iva intracomunitaria

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

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Il mese di giugno è tradizionalmente un periodo caldo per il fisco italiano, ma il 2026 si apre con una particolarità che rischia di cogliere impreparati molti contribuenti. Il 31 maggio cade di domenica. Questo significa che una serie di adempimenti slittano al primo giorno utile: lunedì 1° giugno 2026.

Di fatto, il primo giorno del mese è denso di scadenze da rispettare, per evitare sanzioni importanti.

Bollo auto e superbollo

Tra le scadenze di giugno, il primo del mese è il termine ultimo per il versamento del bollo auto per chi ha scadenza ordinaria il 31 maggio. Ma l’obbligo riguarda anche il superbollo, ovvero l’addizionale erariale alla tassa automobilistica.

Il superbollo lo devono pagare i possessori di veicoli con potenza superiore a 185 kW e ammonta a 20 euro per ogni kW eccedente. La buona notizia è che l’importo si riduce col passare del tempo:

  • dopo 5 anni si paga il 60%;
  • dopo 10 anni il 30%;
  • dopo 15 anni il 15%;
  • dopo 20 anni non è più dovuto.

Chi possiede auto di grossa cilindrata deve quindi segnare in rosso questa data, pena sanzioni e interessi.

Scadenza dei contratti di locazione

Un’altra scadenza riguarda i contratti di locazione e affitto stipulati il 1° maggio 2026 o rinnovati tacitamente con decorrenza dalla stessa data. Chi non ha optato per la cedolare secca deve:

  • registrare il contratto (se non già fatto);
  • versare l’imposta di registro tramite modello F24.

I titolari di partita Iva sono obbligati al pagamento telematico, mentre i privati possono pagare anche presso banche, poste o agenti della riscossione.

Iva intracomunitaria per enti non commerciali e agricoltori esonerati

Sempre il 1° giugno 2026 è il termine per la liquidazione e il versamento dell’Iva relativa agli acquisti intracomunitari effettuati nel mese di maggio. L’adempimento riguarda in particolare:

  • enti non commerciali;
  • agricoltori esonerati.

Per loro è obbligatorio il modello F24 EP (con modalità telematiche) e il codice tributo da utilizzare è il 622E (Iva su acquisti Intra 12).

Comunicazione delle liquidazioni Iva del primo trimestre

Entro il 1° giugno 2026 va trasmessa la comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche Iva relative al primo trimestre 2026 (gennaio-marzo).

È un adempimento esclusivamente telematico, da effettuare con il modello approvato dall’Agenzia delle Entrate. Interessano tutti i soggetti passivi Iva, quindi imprenditori, professionisti, società di capitali, enti commerciali e non commerciali.

Bollo sulle fatture elettroniche del primo trimestre

Infine scade anche il termine per il versamento dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche emesse nel primo trimestre dell’anno. L’importo è dovuto in un’unica soluzione, salvo la soglia dei 5.000 euro. Se l’imposta del primo trimestre non supera questa cifra, si può rinviare al 30 settembre (unificando con il secondo trimestre). Se anche la somma dei primi due trimestri resta sotto i 5.000 euro, il versamento slitta addirittura al 30 novembre.

Le fatture elettroniche soggette a bollo devono riportare l’apposita annotazione di assolvimento, come previsto dal D.M. 17 giugno 2014.