Meloni, allarme governo: “Servono subito 40 miliardi”. Ecco perché

E’ quanto stima l’Ufficio studi della CGIA, un fardello che renderà difficile ardua l’impresa di mantenere, almeno nei primi 100 giorni, le promesse elettorali.

Il nuovo Governo dovrà trovare entro la fine dell’anno almeno 40 miliardi di euro; di cui 5 miliardi per estendere anche al mese di dicembre gli effetti contro il caro energia introdotti la settimana scorsa con il decreto Aiuti ter e altri 35 miliardi per consentire, attraverso la prossima legge di Bilancio, che alcuni provvedimenti introdotti dal Governo Draghi non decadano con l’avvio del nuovo anno.

Lo studio della CGIA

E’ quanto stima l’Ufficio studi della CGIA sottolineando che il nuovo esecutivo che “uscirà” dalle urne ha già una ipoteca da 40 miliardi di euro che renderà difficile ardua l’impresa di mantenere, almeno nei primi 100 giorni, le promesse elettorali annunciate in questi ultimi due mesi; come, ad esempio, la drastica riduzione delle tasse, la riforma delle pensioni, il taglio del cuneo fiscale.

Senza contare -spiegano gli artigiani mestrini – che se il nuovo inquilino di Palazzo Chigi vorrà intervenire con ulteriori provvedimenti per mitigare il caro energia saranno necessari, come da tempo sottolineano gli artigiani mestrini, altri 35 miliardi di euro per ridurre di almeno la metà i rincari che si sono “abbattuti” quest’anno su famiglie e imprese.

Le scadenze

Poco il tempo, tante le scadenze. Entro il 27 settembre sarà il governo uscente a presentare la Nota di aggiornamento al documento di economia e finanza (Nadef), mentre spetterà al nuovo esecutivo redigere entro il 15 ottobre il Documento programmatico di bilancio (Dpb) ed entro il 20 ottobre il disegno di legge di bilancio. Scadenze, queste ultime due, che quasi certamente non potranno essere rispettate, visto che la prima seduta delle nuove Camere è stata fissata il 13 ottobre. Anche approvare in tempo la finanziaria 2023 non sarà facile: per legge il voto definitivo deve avvenire entro il 31 dicembre, altrimenti scatta l’esercizio provvisorio.

I tempi a disposizione sono strettissimi e non sarà facile trovare le tutte le risorse per confermare anche per l’anno prossimo molti provvedimenti introdotti dal governo Draghi che sono quasi 15 miliardi di euro per rinnovare nei primo trimestre le misure contro il caro energia previste dal decreto Aiuti ter; almeno 8,5 miliardi di euro per indicizzare le pensioni; almeno 5 miliardi per il rinnovo del contratto del pubblico impiego; 4,5 miliardi di euro per lo sconto contributivo del 2 per cento a carico dei lavoratori dipendenti con reddito fino a 35 mila euro e 2 miliardi di euro di spese indifferibili.

Il pericolo – scrive la Cgia – che l’ economia del nostro Paese stia scivolando lentamente verso la stagflazione è molto elevato. Questo fenomeno, ai più sconosciuto, si manifesta raramente, ovvero quando ad una crescita economica tendente allo zero, o addirittura negativa, si affianca un’inflazione molto alta che fa aumentare in misura molto preoccupante il tasso di disoccupazione.