Il mercato italiano dei mutui continua a distinguersi nel panorama europeo per condizioni di finanziamento relativamente favorevoli. Secondo gli ultimi dati della European Mortgage Federation, nel quarto trimestre del 2025 il tasso medio applicato ai mutui in Italia si è attestato al 3,38%, uno dei valori più bassi tra i principali Paesi europei. La rilevazione sottolinea anche un lieve aumento rispetto al trimestre precedente, quando il tasso medio era pari al 3,28%, ma conferma comunque la competitività del mercato italiano rispetto a molte altre economie europee.
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Mutui, Italia quinta tra i paesi dell’Europa
I dati mostrano come solo pochi Paesi offrano condizioni migliori rispetto a quelle italiane. La Spagna guida la classifica con un tasso medio del 2,63%, seguita da Francia (3,09%), Danimarca (3,14%) e Belgio (3,33%). L’Italia occupa la quinta posizione con il 3,38%, davanti a Grecia (3,55%), Paesi Bassi (3,60%) e Germania (3,71%).
Più elevati risultano invece i costi dei mutui nel Regno Unito, dove il tasso medio raggiunge il 4,18%, mentre in Repubblica Ceca arriva al 4,54%. Ancora più alti i livelli registrati in Norvegia (5,09%), Romania (5,82%) e Ungheria (6,46%).
Oltre al confronto internazionale, l’analisi mette in risalto una differenza significativa tra mutui a tasso variabile e mutui a tasso fisso. Secondo l’Osservatorio di MutuiOnline, il TAN medio dei mutui variabili si attesta al 2,62%, mentre quello dei mutui a tasso fisso raggiunge il 3,37%. La differenza si traduce in un vantaggio economico immediato per chi sceglie il variabile. Su un finanziamento da 150.000 euro con durata di 30 anni, la rata mensile media risulta pari a 602 euro per il variabile contro 663 euro per il fisso.
Il risparmio è quindi di circa 61 euro al mese, con una differenza complessiva che supera i 21.800 euro di interessi nell’arco dell’intero finanziamento.
Le incognite legate all’inflazione e alla BCE
Lo scenario potrebbe però cambiare nei prossimi mesi. I mercati finanziari ipotizzano possibili interventi della Banca Centrale Europea sui tassi di interesse entro la fine dell’anno. In caso di un primo aumento di 25 punti base, il TAN medio del variabile salirebbe al 2,87%. Per il mutuo considerato nell’analisi, la rata mensile passerebbe da 602 a 622 euro, con un incremento di circa 20 euro al mese e un aumento del costo complessivo di circa 7.400 euro.
Uno scenario con due rialzi consecutivi porterebbe invece il TAN medio al 3,12%, facendo salire la rata a circa 642 euro mensili. In questo caso il vantaggio rispetto al fisso si ridurrebbe sensibilmente.
La competitività del mercato italiano
Commentando i dati, Alessio Santarelli, amministratore delegato di MutuiOnline.it, ha sottolineato che
il mercato italiano dei mutui rimane competitivo e continua a mostrare un grande potenziale.
Secondo Santarelli, soltanto la Spagna offre oggi condizioni concretamente più favorevoli rispetto a quelle disponibili in Italia.
Luca Bertalot, segretario generale dell’European Mortgage Federation, tiene a sottolineare come il sistema italiano continui a distinguersi per solidità e competitività in un contesto caratterizzato da cambiamenti demografici, tensioni geopolitiche e sfide legate all’accessibilità abitativa.
Secondo l’analisi, un mercato dei mutui efficiente è un vantaggio per le famiglie che acquistano casa e uno strumento in grado di sostenere la crescita economica e favorire investimenti di lungo periodo in una fase caratterizzata da elevata incertezza.