Stop Reddito di cittadinanza, flat tax, pensioni: cosa farà la Meloni in economia

La prima sfida tutta in salita per Giorgia Meloni e per il prossimo governo a guida FdI è l'economia.

Provare a neutralizzare la corsa dei prezzi e delle bollette senza ricorrere a uno scostamento di bilancio. Impostare la prossima legge di Bilancio in tempo per evitare l’esercizio provvisorio. E dare seguito al programma su Reddito di Cittadinanza, tasse e pensioni. E’ evidente come la prima sfida tutta in salita per Giorgia Meloni e per il prossimo governo a guida FdI sia l’economia. Su cui la leader di Fratelli d’Italia ha le idee chiare già dalla campagna elettorale, ma su cui dovrà fare i conti con ciò che le finanze permettono effettivamente di fare. A partire dalla prossima Manovra, che probabilmente verrà scritta in collaborazione col governo uscente.

Manovra vidimata da Draghi

Con “le prospettive che si fanno più fosche”, come ha detto la presidente della Bce Christine Lagarde, e i tempi ristrettissimi per la legge di Bilancio, serve una sponda solida dal governo Draghi. Guido Crosetto, tra i fondatori di Fdi e consigliere molto ascoltato da Meloni, ha iniziato a inquadrare il primo problema sulla strada del prossimo governo. “Da tecnico ricordo che la legge di bilancio va mandata a Bruxelles il 16 ottobre. Quindi il nuovo governo avrebbe un giorno per farla. Per questo motivo credo che dovremmo lavorare a una interlocuzione tra il vecchio governo e i nuovi eletti, lavorare a 4 mani col ministro dell’Economia uscente Daniele Franco”.

Stop Reddito di cittadinanza

Nel mirino il Reddito di cittadinanza, che va abolito. Per il presidente del Consiglio in pectore va separato l’aiuto agli indigenti dalle politiche del lavoro. Per chi è in grado di lavorare, percorsi di formazione e potenziamento delle politiche attive del lavoro. Va inoltre costruito un modello di ammortizzatori sociali universale per tutti i lavoratori: istituire una indennità di disoccupazione per gli autonomi che segua le stesse regole dell’indennità prevista per il lavoro dipendente.

Bonus edilizi

Sul fronte superbonus e bonus edilizi in generale, altra bandiera storica dei 5 Stelle al pari del Reddito di cittadinanza, vanno salvaguardate le situazioni in essere, ma anche riordinati e armonizzati gli incentivi destinati alla riqualificazione, alla messa in sicurezza e all’efficientamento energetico degli immobili pubblici e privati.

Fisco e Flat tax

Già dalla campagna elettorale la Meloni è stata molto più prudente sulla flat tax rispetto a Salvini, e lo stesso Crosetto ha lasciato intendere che per il primo anno di legislatura non se ne parlerà. Occorre tenere un occhio sui conti pubblici. Poi il percorso prevederà: estensione della flat tax per le partite Iva fino a 100mila euro di fatturato; introduzione della flat tax sull’incremento di reddito rispetto alle annualità precedenti; progressiva eliminazione dell’Irap e razionalizzazione dei micro-tributi.

Per le cartelle in essere: “saldo e stralcio” fino a 3mila euro per le persone in difficoltà e, per importi superiori, pagamento dell’intera imposta maggiorata del 5% in sostituzione di sanzioni e interessi, e rateizzazione automatica in 10 anni.

Strategica anche la riduzione delle tasse sul lavoro attraverso il taglio strutturale del cuneo fiscale e contributivo, a vantaggio di lavoratori e imprese.

Pensioni minime

Si parla inoltre di “innalzamento delle pensioni minime e sociali” e ad un aumento strutturale e progressivo delle pensioni di invalidità, che non potranno essere inferiori ad altre forme di assistenza sociale esistenti.