Pensioni anticipate, servono oltre 42 anni di contributi: come uscire a 60 anni

Il 25º rapporto Inps mostra requisiti sempre più stretti e penalizza chi ha carriere discontinue, in particolare le donne con il part-time

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Giorgia Bonamoneta

Giornalista

Nata ad Anzio, dopo la laurea in Editoria e Scrittura e un periodo in Belgio, ha iniziato a scrivere di attualità, geopolitica, lavoro e giovani.

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Gli anni di contributi per accedere alle pensioni anticipate stanno aumentando. Nel 2025 superano i 42 anni di contribuzione media, ovvero 2.220 settimane lavorative. La crescita non riflette soltanto l’aumento delle prospettive di vita, ma anche il progressivo irrigidimento dei requisiti contributivi, in particolare dopo la riforma del 2011 che ha selezionato una platea con carriere sempre più lunghe.

È questo il prospetto del 25º rapporto dell’Inps, pubblicato lo scorso 9 luglio e che fotografa una situazione del sistema pensionistico in tensione.

Servono oltre 42 anni di contributi per la pensione anticipata

Il rapporto analizza il contesto di longevità crescente e come questo fattore stia portando all’evoluzione dei requisiti pensionistici. Di base si traduce in un aumento dell’età pensionabile o nel restringimento dei requisiti per l’accesso alla pensione anticipata.

Il rapporto mette a confronto le tabelle relative alla decorrenza delle pensioni dei lavoratori dipendenti privati e pubblici per gli anni 2012 e 2025. Per quanto riguarda la pensione anticipata, il divario non è così elevato, passando da un’età media di 59,9 anni del 2012 a 61,7 anni del 2025.

Si tratta dell’effetto della riforma introdotta nel 2011, che rappresenta il primo grande punto di discontinuità rispetto al passato, quando le pensioni anticipate vedevano come età media circa 54 anni per gli uomini e 52 anni per le donne. Nel corso degli anni, invece, si sono aggiunte una serie di misure temporanee di flessibilità come l’introduzione delle Quote.

A oggi, per accedere alle pensioni anticipate, bisogna aver maturato una media di circa 2.220 settimane lavorative, equivalente a oltre 42 anni contributivi.

Quanti anni servono davvero

Il punto sulla pensione anticipata è però un altro e il rapporto non lo nasconde. Infatti i dati sull’anzianità contributiva mostrano lavoratori con oltre 42 anni di contribuzione, ma in larga parte sono persone entrate presto nel mercato del lavoro e con carriere lunghe e continue.

Invece, per chi ha avuto percorsi discontinui, l’accesso alla pensione anticipata è molto più difficile perché non rientra nei requisiti. Questi lavoratori finiscono per uscire dal mondo del lavoro attraverso la pensione di vecchiaia.

In questo senso, l’adeguamento alla speranza di vita non produce effetti uniformi, incidendo negativamente su chi ha avuto un percorso lavorativo più frammentato. Può capitare, per esempio, alle donne che sono più spesso soggette al lavoro part-time.

Quando e come andare in pensione

Per legge l’età per la pensione di vecchiaia fino al 2026 è fissata a 67 anni per tutte le categorie. Dal 2027 la richiesta salirà a 67 anni e un mese, mentre dal 2028 salirà ancora a 67 anni e tre mesi.

Per avere la pensione di vecchiaia, si aggiunge al requisito anagrafico anche quello contributivo di 20 anni. Per raggiungerlo si possono far riconoscere:

  • riscatti di laurea;
  • accrediti gratuiti del servizio militare;
  • contribuzione figurativa correlata all’indennità di disoccupazione;
  • NASpI;
  • Maternità;
  • somma dei contributi versati in tutte le gestioni Inps o casse professionali;
  • contributi accantonati in un altro Paese dell’Unione Europea o extra UE.

Ci sono altre due possibilità: la pensione di vecchiaia contributiva (con solo cinque anni di contributi versati) che si raggiunge nel 2026 a 71 anni, mentre dal 2027 ci vorranno 71 anni e un mese; e la pensione anticipata.

La pensione anticipata si suddivide in diverse modalità, come la pensione anticipata ordinaria alla quale si accede a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne.

C’è poi la versione anticipata contributiva che prevede come requisiti:

  • 64 anni di età;
  • 20 anni di contributi versati non figurativi;
  • importo minimo dell’assegno pari a tre volte l’assegno sociale, oppure 2,8 volte per le donne con un figlio e 2,6 volte per le donne con almeno due figli.

Ma ci sono anche:

  • Isopensione per le grandi aziende con più di 15 dipendenti;
  • APE sociale riservata ai lavoratori di categorie “deboli”;
  • pensionamento anticipato per lavoratori precoci.

Simulazione: in pensione a 60 anni

C’è ancora chi può andare in pensione prima dei 60 anni ed è il caso di chi ha iniziato a lavorare molto presto, entro i 18 anni, e non ha mai smesso.

Accade per chi:

può accedere alla pensione anticipata ordinaria con 42 anni e 10 mesi contributivi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne.

E anche per chi:

può accedere al pensionamento anticipato con la categoria del lavoratore precoce, che richiede 41 anni di contributi versati con almeno un anno di contributi prima dei 19 anni di età.