La pensione minima cresce nel 2026, chi può averla e di quanto è aumentata

La pensione minima è una parte fondamentale del sistema previdenziale italiano, nel 2026 è aumentata grazie all'inflazione e a una decisione del Governo

Foto di Matteo Runchi

Matteo Runchi

Editor esperto di economia e attualità

Redattore esperto di tecnologia e esteri, scrive di attualità, cronaca ed economia

Pubblicato:

Chiedi a QuiFinanza

La pensione minima è uno dei trattamenti previdenziali più comuni e importanti nel nostro Paese. Assicura a 2,2 milioni di italiani un sostegno economico nel caso in cui la loro pensione non raggiunga una cifra minima.

Come gli altri trattamenti, anche la pensione minima può aumentare. Dipende dall’inflazione: ogni anno l’Istat calcola l’aumento dei prezzi e l’Inps aumenta le pensioni di conseguenza, in modo che i pensionati non perdano, nel lungo periodo, potere d’acquisto.

Quanto vale la pensione minima e chi la può prendere

Nel 2026 la pensione minima è di 619,80 euro al mese, per tredici mensilità. Anche se spesso si parla di “pensione minima“, non si tratta di un vero e proprio trattamento pensionistico. Sarebbe più corretto dire “integrazione al minimo”.

Se una persona percepisce una qualsiasi pensione di vecchiaia che non raggiunge una determinata soglia con i calcoli tradizionali, l’Inps la integra fino a una certa soglia minima, in modo, in teoria, da garantire un’entrata dignitosa a tutti i pensionati.

I requisiti per ottenere l’integrazione al minimo quindi sono:

  • essere titolari di una pensione di vecchiaia o di una di reversibilità;
  • avere redditi inferiori al minimo stabilito;
  • risiedere in Italia.
  • aver compiuto almeno 67 anni e accumulato 20 anni di contributi;
  • aver compiuto 71 anni e aver accumulato almeno 5 anni di contributi.

Come funzionano gli aumenti della pensione minima

Nel 2026 la pensione è aumentata in due modi diversi. Il primo è il cosiddetto ricalcolo all’inflazione. Ogni anno l’Istat, l’istituto di statistica nazionale, calcola quanto sono aumentati i prezzi in media per i prodotti di maggior consumo. Da questo calcolo, prima provvisorio, che viene poi reso definitivo, si ricava un parametro. L’Inps aumenta le pensioni minime di quel parametro per l’anno successivo.

Nella legge di Bilancio per il 2026 c’è stato però anche un altro aumento, “politico”. Il Governo ha deciso di assegnare determinate risorse per far crescere le pensioni minime. Non si tratta però di una decisione che può essere ripetuta automaticamente.

Quanto è aumentata la pensione minima nel 2026

La somma di questi due interventi ha portato, nel 2026, la pensione minima da 611 euro circa del 2025 ai 619 del 2026:

  • l’aumento per l’inflazione è stato dell’1,4%;
  • l’aumento deciso dal Governo è stato dell’1,3%.

Ci possono però essere anni in cui i prezzi non aumentano, anzi diminuiscono. È un fenomeno molto raro, si chiama deflazione ed è disastroso per l’economia, perché tende a peggiorare in un circolo vizioso. In questi casi, però le pensioni non diminuiscono: rimangono semplicemente uguali.

Non tutte le pensioni aumentano allo stesso modo

Il ricalcolo all’inflazione agisce non solo sulle pensioni minime, ma su tutti i trattamenti previdenziali. In alcuni casi, però, il suo impatto è ridotto. Il principio è che chi ha una pensione già molto alta non subisce i rincari allo stesso modo di chi ne ha una molto bassa.

Di conseguenza, l’Inps elargisce:

  • il 100% del ricalcolo per le pensioni fino a quattro volte il trattamento minimo;
  • il 90% del ricalcolo per le pensioni tra quattro e cinque volte il trattamento minimo;
  • il 75% del ricalcolo per le pensioni oltre 5 volte il minimo.