Dividendi Piazza Affari, maxi stacco cedole per 22 società del Ftse Mib in arrivo

Il 18 maggio oltre metà delle società del Ftse Mib staccherà il dividendo: coinvolte banche, assicurazioni, energia e risparmio gestito

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Mauro Di Gregorio

Giornalista politico-economico

Laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Palermo. Giornalista professionista dal 2006. Si interessa principalmente di cronaca, politica ed economia.

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Sul fronte dei dividendi, va crescendo l’attesa a Piazza Affari per quella che si preannuncia come una delle giornate più importanti dell’anno.

Lunedì 18 maggio 2026 saranno infatti 22 le società quotate sul Ftse Mib che staccheranno la cedola, premiando gli azionisti. Coinvolti alcuni fra i principali gruppi bancari, assicurativi, energetici e industriali italiani.

Dividendi di maggio 2026

L’antipasto, sul fronte dei dividendi, è arrivato lo scorso 20 aprile, quando erano state 10 le società del listino principale a distribuire cedole. Adesso il calendario di maggio entra nel vivo con una concentrazione di pagamenti che riguarda oltre metà delle Big Cap della Borsa italiana, e non solo.

Qui di seguito le principali aziende quotate coinvolte:

  • A2A – cedola di 0,104 euro per azione;
  • Amplifon – 0,29;
  • Assicurazioni Generali – 1,64;
  • Azimut Holding – 2;
  • Avio – cedola di 0,14846;
  • Brunello Cucinelli – 1,04;
  • Buzzi – 0,70;
  • Mps – 0,86;
  • Bper – 0,56;
  • Diasorin – 1,30;
  • Eni – 0,27;
  • FinecoBank – 0,79;
  • Inwit – 0,5543;
  • Intesa SanPaolo – 0,19;
  • Italgas – 0,432;
  • Lottomatica – 0,44;
  • Moncler – 1,40;
  • Nexi – 0,30;
  • Recordati – 1,34;
  • Saipem – 0,17;
  • Unipol – 1,12;
  • Tenaris – 0,5106 (dollari).

Si tratta di un elenco variegato che comprende titoli tradizionalmente “da cassettista” (A2A, Assicurazioni Generali, Eni, Intesa Sanpaolo), società che spingono sulla crescita dei ricavi e sull’espansione internazionale (Moncler, Brunello Cucinelli, Diasorin), gruppi più esposti ai cicli economici (Buzzi, Avio, Saipem) e realtà più dinamiche (Azimut Holding).

Come funzionano data ex dividendo, record date e pagamento

Vale la pena ricordare le basi: la data di stacco del dividendo, chiamata anche data ex dividendo, coincide con il momento in cui il diritto alla cedola viene separato dal titolo quotato. Da quel giorno il prezzo dell’azione tende normalmente a registrare un calo tecnico pari all’importo distribuito.

La data ex dividendo anticipa solitamente di due giorni quella del pagamento effettivo. Un altro riferimento importante è la record date, cioè il giorno in cui la società verifica chi possiede le azioni e ha quindi diritto a ricevere il dividendo.

Nel caso delle 22 società del Ftse Mib coinvolte il 18 maggio, il pagamento delle cedole arriverà il 20 maggio.

Ma il calendario dei dividendi inizierà però già lunedì 11 maggio, quando altre 16 società quotate sui listini di Borsa Italiana distribuiranno cedole ai soci. Tra queste figurano Aeroporto di Bologna (0,35 euro per azione), Italian Wine Brands (0,5), Orsero (0,5) e Zignago Vetro (0,22). E sono inoltre previsti pagamenti da parte di Ecomembrane, Industrie Chimiche Forestali, Iniziative Bresciane, Intred, Marzocchi Pompe, Planetel, Plc, Porto Aviation, Rating Force, Saccheria Franceschetti, TPS e Valtecne.

I dividendi mondiali

Secondo il rapporto Global Payout Pulse di Vanguard, nel primo trimestre del 2026 i dividendi mondiali hanno raggiunto quota 421 miliardi di dollari, con una crescita del 6,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

La spinta principale è arrivata dal Nord America, dove le società quotate hanno distribuito complessivamente 205 miliardi di dollari. In evidenza soprattutto le grandi banche statunitensi, sostenute dal superamento degli stress test della Federal Reserve. Anche l’Europa ha mostrato segnali positivi, con distribuzioni aumentate del 34% a 68 miliardi di dollari. Per quanto riguarda l’Italia, Vanguard stima che tra marzo 2025 e marzo 2026 le società quotate abbiano distribuito quasi 44 miliardi di euro di dividendi, in aumento del 13,6% rispetto all’anno precedente.

Così ha spiegato Viktor Nossek, Head of Investment & Product Strategic Intelligence di Vanguard Europe, citato dal Sole 24 Ore:

La distribuzione dei dividendi in Italia ha seguito il trend positivo degli ultimi cinque anni, un periodo caratterizzato da pressioni inflazionistiche più intense, dovute alla guerra in Ucraina, e da condizioni monetarie più restrittive rispetto a quelle attuali.