Le Borse europee chiudono la settimana in deciso rialzo sulla scia del nuovo scenario di distensione in Medio Oriente e delle attese su una possibile fine del conflitto tra Stati Uniti e Iran.
Teheran ha annunciato la “completa riapertura” dello Stretto di Hormuz al traffico navale per il periodo restante del cessate il fuoco, una decisione che ha fatto crollare le quotazioni del greggio e migliorato sensibilmente il sentiment sui mercati. La misura si inserisce nel contesto della tregua tra Israele e Libano e del vertice internazionale sulla ripresa della navigazione e sullo sminamento dello Stretto, che ha coinvolto le principali potenze europee e una quarantina di Paesi non belligeranti.
L’evoluzione è stata accolta positivamente anche dagli Stati Uniti, con il presidente Donald Trump che ha sottolineato come il processo negoziale stia procedendo rapidamente, pur con alcuni punti ancora da definire.
Piazza Affari si distingue con una seduta positiva che porta l’indice ai massimi dal 2000, confermando una chiusura settimanale tonica per il mercato italiano.
Scenario macro e banche centrali
La settimana è stata caratterizzata da dati macroeconomici limitati, con l’attenzione degli operatori concentrata soprattutto sul nuovo quadro delineato dal Fondo Monetario Internazionale e sulle implicazioni per crescita globale e politiche monetarie, in uno scenario ancora influenzato dall’evoluzione del conflitto in Medio Oriente.
Il Fondo ha richiamato i rischi legati all’incertezza geopolitica e al possibile rallentamento dell’economia mondiale, offrendo indicazioni su un contesto che resta fragile nonostante i segnali di distensione. Le prospettive di crescita e inflazione si riflettono direttamente sulle attese per le banche centrali.
Negli Stati Uniti emergono indicazioni su un possibile ridimensionamento delle attese di taglio dei tassi da parte della Fed, mentre in Europa lo stesso FMI stima per la BCE un possibile aumento cumulato di 50 punti base entro fine anno, in un quadro ancora condizionato dall’evoluzione del contesto internazionale e dalle sue ricadute macroeconomiche.
Petrolio e gas in forte discesa
Il miglioramento del quadro geopolitico si riflette immediatamente sulle materie prime energetiche. Il petrolio registra un netto arretramento, con il Brent sceso sotto quota 90 dollari al barile.
In forte contrazione anche il gas naturale, con i prezzi ad Amsterdam che si attestano in area 38 euro al Megawattora, in scia alle attese di un ritorno alla normalità dei flussi energetici.
La performance settimanale delle borse
La peggiore performance della settimana viene registrata dalle piazze di Francoforte e Milano che guadagnano oltre 3 punti percentuali. Bene inoltre Parigi e Madrid che salgono del 2% circa, mentre Londra limita la ascesa al mezzo punto percentuale. Il finale si prefigura positivo anche per la borsa di Wall Street.
I migliori e peggiori a Piazza Affari
A Piazza Affari, Mediobanca e MPS (gli investitori premiano la riconferma a sorpresa di Lovaglio alla guida della banca senese) si posizionano in vetta al FTSE MIB, con rialzi rispettivamente del 16,9% e del 15,4%. Bene Technoprobe con un +14%. Tra i peggiori Eni che cede il 10,9% sulla scia del crollo dei prezzi del greggio. Per lo stesso motivo, giù anche Saipem -7% e Tenaris -5%.