Governo chiede massimo all’Ue sulla clausola di salvaguardia per energia. Niente fondi per accise

Il ministro dell'Economia Giorgetti in udienza alla Camera ha spiegato quanti fondi il Governo chiederà all'Ue con le clausole di salvaguardia, tra difesa ed energia

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Matteo Runchi

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L’Italia chiederà di attivare la clausola di salvaguardia all’Unione europea, il meccanismo che permette di non rispettare i limiti di spesa imposti dall’Ue e di fare più deficit di quanto ne sia concesso. Lo ha comunicato in ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti in audizione alla Camera.

Una risoluzione unitaria di maggioranza ha spiegato quanti fondi saranno chiesti: circa 14 miliardi per l’energia e 21 miliardi per la difesa, i due ambiti in cui la Commissione europea ha concesso gli scostamenti di bilancio. Non ci saranno però interventi sul costo dei carburanti, come ha spiegato lo stesso Giorgetti.

Cosa ha detto Giorgetti alla Camera sulle clausole di salvaguardia

Durante il suo intervento, Giorgetti ha chiarito che la richiesta dell’attivazione delle clausole di salvaguardia è un intervento straordinario, dettato dalle esigenze improvvise che derivano dai conflitti in corso in Ucraina e in Medio Oriente. L’Italia deve adattarsi, migliorando i propri sistemi di difesa e rafforzando il proprio settore energetico.

Quanti fondi chiederà il Governo all’Ue per l’energia

Per quanto riguarda l’energia, il Governo chiederà uno scostamento di bilancio dello 0,3% del Pil per i prossimi due anni, pari quindi allo 0,6% del Pil. Si tratta del massimo che la Commissione europea ha previsto per questo tipo di intervento. Sono circa 14,4 miliardi di euro, circa un terzo in meno dell’intero valore dell’ultima manovra finanziaria.

Quanti fondi chiederà il Governo per la Difesa

Sulla difesa, invece, lo scostamento sarà più significativo, pari allo 0,9% del Pil o 21,7 miliardi di euro. In questo ambito l’Italia è molto sotto pressione. Oltre agli impegni europei, ha anche sottoscritto un aumento della spesa militare come richiesto dalla Nato, su spinta del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Il nostro Paese, già prima della pressione di Trump, non spendeva quanto l’alleanza richiede per finanziare il proprio esercito.

Perché i fondi europei non pagheranno il taglio delle accise

Giorgetti è stato molto chiaro su un aspetto dei fondi per l’energia: anche se lo scostamento di bilancio può coprire spese anche già effettuate a partire da febbraio 2026, non potrà essere utilizzato per finanziare i molti interventi sulle accise per ridurre il prezzo del carburante.

Il ministro ha spiegato che i fondi “sbloccati” dalle clausole di salvaguardia potranno essere spesi solo per investimenti “strutturali“, quindi a lungo termine. Interventi sulla rete, aumenti della produzione di energia da fonti interne e non importate dall’estero e altre misure simili. Giorgetti ha dichiarato:

In base alle esigenze indicate dal Parlamento e dai ministeri competenti saranno avviate le attività istruttorie con la Commissione Ue per la definizione degli interventi in materia di sicurezza energetica che potranno interessare famiglie, attività produttive, infrastrutture energetiche di trasporto e più in generale il settore pubblico.

I dubbi sulla mozione di maggioranza

La mozione di maggioranza è rimasta piuttosto vaga su come questi fondi saranno utilizzati. Una definizione più puntuale degli interventi sarà probabilmente disponibile dopo l’approvazione della manovra finanziaria per il 2027.

Prima, però, ci sarà un passaggio importante, sottolineato anche da Giorgetti. Il 22 settembre l’Istat revisionerà i conti pubblici e stabilirà se, durante l’anno, il deficit è rientrato sotto il 3% del Pil. L’Italia aveva mancato di poco questo obiettivo nel 2025 e raggiungerlo è fondamentale per uscire dalla procedura di infrazione europea.