Il prezzo del diesel torna pieno e senza accise mobili. Fino al 5 ottobre 2026 sul diesel è stato applicato uno “sconto”, che nei mesi è progressivamente calato a zero. Si trattava del taglio dell’accisa e dell’Iva, così il prezzo finale calava di circa 6 centesimi al litro al distributore. Dal 6 ottobre sarebbe dovuto intervenire un altro meccanismo per calmierare il prezzo, ovvero il sistema delle accise mobili.
“Sarebbe dovuto”, appunto. Perché non è non è andata così: il sistema delle accise mobili non entrerà in vigore come previsto perché manca il decreto interministeriale dei ministeri dell’Ambiente e dell’Economia che serve ad attivare il nuovo meccanismo. Un ritardo che ha un impatto sulle tasche degli italiani, che troveranno al distributore il diesel a un prezzo maggiore di circa 6 centesimi al litro.
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Accise mobili: manca il decreto
Sarebbe dovuto partire dal 6 ottobre il meccanismo delle accise mobili per intervenire sul prezzo del diesel, ma non sarà così. Infatti nella Gazzetta Ufficiale non è stato ancora pubblicato il decreto che serve per attivare il meccanismo. Almeno per il 6 ottobre, quindi, il prezzo del diesel torna ad aumentare.
Si è infatti concluso il periodo annunciato per il taglio delle accise (accisa + Iva) e il prezzo del gasolio alla pompa torna ad aumentare di circa 6 centesimi.
Quando partiranno le accise mobili?
Come ogni altro decreto attuativo, questo entra in vigore a partire dal giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. L’assenza della pubblicazione per tutto il 5 ottobre ha portato alla mancata attuazione delle accise mobili a partire dal 6 ottobre.
Per veder applicato il meccanismo nella giornata di mercoledì 7 ottobre, quindi, il decreto interministeriale dovrebbe essere pubblicato entro il 6 ottobre. Altrimenti bisognerà attendere ancora.
Come funziona il meccanismo delle accise mobili
Le accise mobili non sono una novità del governo Meloni, sono state introdotte dalla legge finanziaria del 2007 e rese operative l’anno successivo per intervenire sul prezzo dei carburanti quando i listini internazionali aumentano vertiginosamente.
Il prezzo dei carburanti è composto da diverse voci, tra le quali anche l’Iva. Se il prezzo di benzina e diesel aumenta, aumenterà anche l’Iva che lo Stato incassa da questi. Il meccanismo delle accise mobili si attiva su questa voce: una parte delle entrate extra può essere riutilizzata per ridurre le stesse accise.
Il termine “mobile” indica proprio l’adattarsi del meccanismo al valore del petrolio. A differenza dello sconto fisso, infatti, l’Iva incassata varia a seconda del prezzo al distributore e di quanto consumano gli italiani. In questo modo lo sconto può essere persino maggiore rispetto al taglio fisso di 6 centesimi che aveva fissato il Governo fino a lunedì 5 ottobre.
Quanto costa il diesel
Il taglio del prezzo si è concluso e con questo lo sconto di 6,1 centesimi al litro. Da mezzanotte ai distributori, il prezzo del diesel è tornato a crescere.
Il costo riesce a restare contenuto, cioè vicino agli ultimi prezzi, solo grazie al price cap introdotto da diverse compagnie petrolifere. Eni ha indicato la via agli altri e dal 25 settembre ha annunciato un tetto massimo al prezzo pari a:
- 2,19 euro al litro per il gasolio;
- 1,99 euro al litro per la benzina.
Il prezzo del diesel era già influenzato dal taglio delle accise, ma ora tornerà a crescere.