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La Borsa del 12 maggio, Europa in rosso mentre continua a salire il petrolio
Mercati in calo per la tregua in Iran in bilico. JP Morgan prevede il Brent a 100 dollari fino al 2026, anche con la riapertura di Hormuz
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Spread a 77 punti
Avvio in rialzo per lo spread tra BTp e Bund. A inizio seduta il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il Bund tedesco di pari durata si attesta infatti a 77 punti dai 74 punti base della vigilia. In rialzo anche il rendimento del BTp decennale benchmark che apre la seduta al 3,86% dal 3,78% del riferimento precedente.
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Giù il tech e le banche
Sul versante opposto, le vendite colpiscono soprattutto il comparto bancario e tecnologico. Nexi è il peggiore del listino con un calo del 3,26% a 3,974 euro, seguita da Banca Monte dei Paschi di Siena (-2,99% a 9,051 euro) e Mediobanca (-2,52% a 19,955 euro). In rosso anche Stellantis (-2,43% a 6,26 euro) e Unicredit (-2,15% a 69,21 euro).
Nome Valore Var % Nexi 3,974 -3,26% Banca Monte Paschi Siena 9,051 -2,99% Mediobanca 19,955 -2,52% Stellantis 6,26 -2,43% Unicredit 69,21 -2,15% Bper Banca 12,32 -2,08% Finecobank 21,48 -2,01% Ferrari 275,50 -1,99% Intesa Sanpaolo 5,742 -1,98% Unipol 22,10 -1,95% -
Pochi i titoli in positivo
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Come aprono le Borse
Le principali piazze finanziarie europee aprono la seduta di martedì 12 maggio in territorio negativo. Francoforte registra il calo più marcato, con il DAX in ribasso dell'1,24%, seguita da Milano (-1,18%), Parigi (-1,02%) e Londra (-1,01%).
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Occhi sui titoli bancari e petroliferi
Sul listino milanese riflettori puntati sui titoli petroliferi come Tenaris, Saipem ed Eni. Quest'ultima è tornata sul mercato obbligazionario americano con due emissioni in dollari a tasso fisso, della durata rispettiva di 10 e 30 anni, per un valore nominale complessivo di 3 miliardi di dollari. L'operazione ha riscosso un forte interesse: la domanda ha raggiunto i 15 miliardi per ciascuna tranche, proveniente da 240 investitori istituzionali.
Occhi anche sulle banche, dopo le buone trimestrali di Mediobanca e Mps. Attesa per i risultati trimestrali di Recordati, Avio, De' Longhi e Inwit.
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Mps, utile a 521 milioni di euro
Mps beneficia dall’acquisto di Mediobanca, lo dicono i numeri del primo trimestre del 2026. Il gruppo guidato da Luigi Lovaglio supera le attese del mercato, con i ricavi che si attestano a 1,96 miliardi di euro, sopra il consensus fermo a 1,915 miliardi, mentre il risultato operativo netto sale a 947 milioni rispetto agli 877 milioni attesi. L’utile netto consolidato raggiunge 521 milioni, oltre i 511 milioni stimati dagli analisti.
Il trimestre conferma il cambio di profilo industriale della banca dopo l’integrazione con Mediobanca. La crescita dei ricavi non dipende più soltanto dal margine di interesse ma sempre di più dalle commissioni e dalle attività di consulenza, gestione e investment banking. Le commissioni nette crescono del 2,8% rispetto al trimestre precedente, con un’accelerazione del 7,6% nel comparto wealth management e advisory. Anche il margine di interesse continua a salire (+1,9% trimestre su trimestre), sostenuto dalla crescita degli impieghi e dal minore costo della raccolta.
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Borse in rosso
Le Borse europee si preparano a un avvio in rosso (future sull'Eurostoxx50 a -0,7%), in linea con i futures americani (S&P500 a -0,22%), dopo le parole di Donald Trump che ha definito il cessate il fuoco con l'Iran "in terapia intensiva", frenando le aspettative di una soluzione rapida al conflitto.