Assicurazione casa, in arrivo nuovo obbligo? Cosa potrebbe cambiare

La proposta arriva direttamente da Ania (Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici), che chiede di inserire nella Manovra 2022 un nuovo vincolo

Per gli addetti ai lavori il tema non è nuovo. Se ne discute ormai da diversi anni e molte associazioni coinvolte lamentano un ritardo ingiustificato da parte del legislatore, che non è ancora intervenuto in materia. Stiamo parlando dell’assicurazione per la casa che riguarda i danni causati dal maltempo.

Da oltre un ventennio l’Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici (Ania) chiede infatti che sia reso strutturale l’obbligo da parte dei cittadini di stipulare un contratto di assicurazione per la copertura di danni agli immobili in caso di eventi climatici avversi.

Abituati a considerare questi fenomeni come appartenenti a Paesi lontani dal Mediterraneo, negli ultimi tempi sono invece divenuti sempre più frequenti anche alle latitudini europee. Precipitazioni, uragani e tempeste che rischiano di causare rotture e spacchi di notevole entità, con il conseguente esborso patrimoniale da parte dei proprietari per riparare e aggiustare le abitazioni.

L’idea di tutelare gli immobili con un vincolo per i proprietari

In queste settimane di intenso dibattito sulla prima legge di Bilancio varata dal governo di Mario Draghi, è intervenuta anche la professoressa Maria Bianca Farina, presidente di Ania (ma anche di Poste Italiane), che ha chiesto di aprire un dibattito sul tema dell’assicurazione sui danni causati dalla crisi climatica.

L’idea avanzata da Farina sarebbe quella di inserire l’obbligo direttamente nella prossima Manovra 2022. Una proposta che rispecchia l’impegno decennale di Ania, che adeguerebbe la legislazione italiana a quella di altri Paesi europei, ma che non ha mancato di sollevare le critiche di chi difende la categoria dei consumatori.

Ania starebbe chiedendo di far assicurare, obbligatoriamente, gli immobili contro maltempo e catastrofi naturali, facendo leva sui diversi disegni di legge depositati in Parlamento nel corso degli anni, ma che ad oggi giacciono tutti fermi in Aula senza che nessuno ne riprenda la discussione.

Nel 2016 la stessa presidente Farina aveva proposto di non lasciare la copertura assicurativa dei beni immobili alla libera iniziativa dei proprietari. Una possibilità in linea con i dati sul clima relativi al nostro Paese che, stando ai numeri, risulterebbe tra i più colpiti in Europa proprio da eventi “catastrofali” (per utilizzare un termine di ambito assicurativo).

Le spese per lo Stato e le proposte ferme in Parlamento

Nell’appello che ha rivolto alle autorità competenti, Maria Bianca Farina ha così sviscerato le cifre relative ai danni dovuti al maltempo e ad altri eventi correlati: dal 2001 ad oggi, le conseguenze del cambiamento climatico sulle nostre abitazione sono costate allo Stato italiano ben 58 miliardi di euro.

Ma, come si diceva, non sono mancate anche alcune iniziative parlamentari sull’argomento. L’ultima è di appena due anni fa: nel 2019 infatti la deputata Michela Rostan ha depositato una proposta di legge per un sistema di assicurazione obbligatoria sugli immobili, ma detraibile nella dichiarazione dei redditi. Secondo quanto inserito nel testo, il principio sarebbe quello di far pagare un’assicurazione obbligatoria ai soli proprietari di un immobile, risparmiando l’obbligo a chi non risulta in possesso di una prima casa.

La discussione è aperta, anche se il tema appare più vicino ai singoli cittadini e alle associazioni piuttosto che alla politica. Nonostante proprio il clima fosse l’argomento principe sia del G20 di Roma, sia della Cop26 di Glasgow, le considerazioni sulle ricadute per i cittadini non hanno sfiorato i due grandi summit internazionali.

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