La terza mancata qualificazione consecutiva ai Mondiali non è solo una catastrofe sportiva. È un disastro commerciale. E i numeri, questa volta, non lasciano spazio all’ottimismo azzurro.
Il conto, quasi 20 milioni che evaporano
La mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali 2026 presenta un conto durissimo alla Figc: l’impatto economico stimato si avvicina ai 20 milioni di euro tra mancati introiti e riduzione dei contratti. Non si tratta di proiezioni vaghe, ma di cifre già iscritte a bilancio.
Il caso più emblematico riguarda Adidas, lo sponsor tecnico storico degli Azzurri. Il contratto, del valore complessivo di circa 30 milioni di euro, prevede un malus automatico in caso di assenza dal Mondiale: quasi 9,5 milioni in meno nell’anno del torneo. A questa cifra si aggiungono circa 10 milioni di euro tra minori vendite di merchandising, attivazioni commerciali meno efficaci e trattative con potenziali nuovi partner diventate improvvisamente meno appetibili.
L’impatto economico del flop, sponsor in calo
Tra i segnali più concreti della crisi c’è il crollo dei ricavi da sponsorizzazioni. Il budget della Figc per il 2026 prevede entrate da pubblicità, sponsor, royalties e operazioni permutative per circa 70 milioni di euro. Si tratta di un dato in calo rispetto ai 74,2 milioni preventivati nel 2025 e lontano dal picco di oltre 81 milioni registrato nel 2024.
Ancora più significativo è il peso percentuale delle sponsorizzazioni nette sui ricavi lordi. L’incidenza passa dal 75,73% del 2025 al 68,14% del 2026, segnalando come il contributo degli sponsor si stia erodendo non solo in valore assoluto, ma anche in termini strutturali.
Telepass cancella la sponsorizzazione
E la prima azienda a scaricare gli Azzurri è stata Telepass. Il gruppo, diventato Top Partner delle Nazionali italiane nel 2023 per il quadriennio 2023-2026, ha comunicato ufficialmente la chiusura della sponsorizzazione. In una nota si legge:
Così come previsto dall’accordo di partnership quadriennale siglato nel 2023, si è conclusa la sponsorizzazione delle Nazionali Italiane di Calcio, non essendosi verificata la qualificazione della squadra maschile ai campionati mondiali
Nella comunicazione anche il ringraziamento alla Federazione “per la positiva collaborazione di questi ultimi 4 anni”, con la disponibilità “a valutare nuove e future forme di supporto alla ripartenza degli Azzurri”.
Esselunga osserva: gli altri sponsor
Diverso il caso Esselunga. Il gruppo della grande distribuzione, entrato come Premium Partner nel 2023, non ha annunciato una rottura formale. Tuttavia, non sono emersi nemmeno segnali concreti sulla volontà di proseguire nel lungo periodo.
Gli altri sponsor della Nazionale, che potrebbero a loro volta valutare l’interruzione della collaborazione, sono:
- Eni;
- Volkswagen;
- Poste Italiane;
- Acqua Lete;
- Came;
- Fonzies;
- Facile.it;
- 958 Santero;
- Di Marco.
- Fileni.
Secondo indiscrezioni, anche le sponsorizzazioni con Santero, Di Marco e Fonzies sarebbero in bilico. Al momento non vi sono comunicazioni ufficiali, ma il rischio di un mancato rinnovo appare concreto, considerando che la scadenza degli accordi è prevista per la fine del 2026. Nel 2027 scadrà invece il contratto con Fileni, e si valuterà se procedere con un eventuale rinnovo.