Il 9 luglio 2006, a Berlino, l’Italia di Marcello Lippi batteva la Francia ai calci di rigore e conquistava il suo quarto Mondiale. Un momento storico per intere generazioni (soprattutto alla luce di quanto seguito). Vent’anni dopo, quel trionfo resta l’ultimo grande acuto di un movimento che ha poi incontrato sempre più ostacoli.
Abbiamo trionfato agli Europei con il gruppo di Mancini, è vero, ma quello è sembrato un fascio di luce improvviso nell’oscurità. È innegabile che in tantissimi siano rimasti legati a quei fasti e, con un po’ d’amarezza, ritengano sia difficile riviverli nel prossimo futuro.
Cavalcando la nostalgia per quel magico 2006, allora, proviamo a vedere cos’è stato dei 23 della spedizione in Germania. Molti di loro oggi siedono in panchina, altri hanno abbandonato il mondo del pallone. Ecco dove sono.
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I portieri dell’Italia 2006, da Buffon ad Amelia
Gianluigi Buffon difendeva la porta della Juventus nel 2006 e restò a Torino anche nella stagione in serie B, a seguito di Calciopoli. Ha poi chiuso la sua carriera nel 2023 con il Parma, ricoprendo il ruolo di capo delegazione della Nazionale. Un incarico prestigioso, che ha però lasciato dopo la mancata qualificazione ai Mondiali 2026.

Angelo Peruzzi, secondo portiere scelto da Lippi, giocava nella Lazio. Un club al quale è rimasto profondamente legato negli anni successivi, ricoprendo ruoli da collaboratore e dirigente. Marco Amelia, terzo portiere in Germania, era in forza al Livorno e ha poi intrapreso la strada della panchina, allenando prevalentemente tra le categorie minori.
La difesa dei Campioni del Mondo 2006, che fine ha fatto
Il reparto arretrato dell’Italia del 2006 è forse il più iconico, considerando il peso di alcuni singoli, il Pallone d’Oro consegnato a Cannavaro e l’assenza di reti avversarie subite fino allo scontro in finale con la Francia (in precedenza soltanto un autogoal).
Proprio Fabio Cannavaro era il capitano della spedizione e al tempo giocava nella Juventus. Oggi è commissario tecnico dell’Uzbekistan, che rappresenta l’ennesimo tassello di una carriera da allenatore sviluppatasi soprattutto all’estero.

Fabio Grosso, l’uomo del rigore decisivo a Berlino, nel 2006 vestiva la maglia del Palermo. Oggi invece allena in Serie A, sedendo sulla panchina della Fiorentina. Alessandro Nesta, colonna del Milan, guida invece oggi l’Avellino.
Da Palermo giungevano anche Cristian Zaccardo, oggi lontano dai riflettori del grande calcio, e Andrea Barzagli, ritiratosi nel 2019 e diventato opinionista televisivo e collaboratore tecnico. Gianluca Zambrotta, invece, al tempo era nella Juve e dopo il ritiro ha alternato esperienze in panchina all’estero al lavoro da commentatore.

Come dimenticare Massimo Oddo, ubriaco e festante dinanzi alle telecamere dopo il trionfo. L’x terzino della Lazio è oggi senza squadra, dopo aver guidato il Milan Futuro fino a giugno 2026. Infine Marco Materazzi, difensore storico dell’Inter e protagonista della celebre testata di Zidane. Oggi è un volto televisivo ben noto e un imprenditore, con un passato recente da allenatore in India.
Il centrocampo del Mondiale 2006, dove sono oggi
Anche la linea mediana ha generato numero tecnici, come nel caso di Daniele De Rossi che, dopo una carriera alla Roma, l’ha anche allenata e oggi guida il Genoa. Gennaro Gattuso, invece, ha avuto esperienze in Italia e all’estero in panchina, passando dal Milan al Napoli, dalla nazionale azzurra alla Lazio, tra le altre. Oggi allena proprio i biancocelesti.
Anche Francesco Totti ha avuto un ruolo nella Roma, come De Rossi, ma dirigenziale. Un’esperienza durata poco, anche se da un po’ si è tornati a parlare di lui in tale ambito. Si è ritirato nel 2017 e, dopo la parentesi in ufficio a Trigoria, si è dedicato ad attività imprenditoriali, comparsate televisive, spot ed eventi sportivi di vario genere, dal calcio a 5 al padel.

Mauro Camoranesi, esterno della Juve, ha costruito una lunga carriera da allenatore soprattutto tra Sud e Centro America. Simone Barone, mediano del Palermo, ha proseguito nel calcio come collaboratore tecnico, spesso al fianco di Cannavaro. Simone Perrotta, ex Roma, è oggi invece un apprezzato opinionista, mentre Andrea Pirlo, al tempo al Milan, s’è seduto su diverse panchine, dalla Juve alla Turchia, fino ad approdare allo United FC di Dubai.
Gli attaccanti di Berlino 2006, ieri e oggi
Il pacchetto offensivo del 2006 ha preso strade molto diverse. Alessandro Del Piero, leggenda della Juventus, ha chiuso la carriera ed è diventato un opinionista di fama internazionale, oltre che imprenditore (principalmente ristorazione e produzione di vino). Luca Toni, ex bomber della Fiorentina e capocannoniere di quella stagione, affianca lavoro in tv e attività imprenditoriale agricola dopo il ritiro.

Dal Milan arrivavano poi due attaccanti, Alberto Gilardino e Filippo Inzaghi, entrambi diventati allenatori. Il primo ha avuto l’ultima esperienza al Pisa e ora è svincolato. Il secondo, invece, è attualmente al Palermo. Discorso diverso per Iaquinta, ex punta dell’Udinese, che si è allontanato dal grande calcio dopo aver appeso gli scarpini al chiodo.