Lazio, abbonamenti al minimo storico e tifosi in rivolta. Lotito apre alla cessione: “Le vie del Signore sono infinite”

Tra la contestazione dei tifosi e gli abbonamenti al minimo storico, Lotito apre a una possibile cessione della Lazio dopo 22 anni al timone

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Luca Incoronato

Giornalista

Giornalista pubblicista e copywriter, ha accumulato esperienze in TV, redazioni giornalistiche fisiche e online, così come in TV, come autore, giornalista e copywriter. È esperto in materie economiche.

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Se quest’estate è calda per tutti, in casa Lazio è davvero rovente, e non solo per il mercato. La tifoseria biancoceleste è in aperta rivolta, con Lotito che si ritrova a fare i conti con una campagna abbonamenti ai minimi storici. Dalla gente si solleva sempre lo stesso grido: “Vendi!”. Resta vivo il sogno di un cambio di proprietà per tantissimi appassionati, certi del fatto che non ci sia modo di crescere ulteriormente con questa dirigenza.

Il presidente resta al centro della tempesta e le sue ultime parole infiammano ulteriormente l’ambiente. Quasi strizzando l’occhio ai tanti che lo vorrebbero ben lontano dalla Lazio, ha di fatto accennato a una potenziale cessione del club: “Le vie del Signore sono infinite”. Una battaglia molto agguerrita, quella con la tifoseria, che vede anche una complessa questione economica in primo piano, tra ricavi a rischio, nuovi progetti e il ritorno nel mondo delle multiproprietà con l’acquisto della Reggina.

Lotito e il nodo vendita della Lazio

Impossibile limitarsi a parlare unicamente di Reggina durante la presentazione del nuovo corso. Interpellato sulla possibilità di vendere la Lazio, Lotito ha risposto con una frase criptica e, al tempo stesso, emblematica: “Le vie del Signore sono infinite”. Una porta lasciata socchiusa, che alimenta le speranze di chi da tempo chiede un cambio al vertice.

Il patron, però, dopo ben 22 anni di gestione non sembra ancora sul punto di una svolta concreta in tal senso. Continua invece a leggere la contestazione come una manovra orchestrata per costringerlo a vendere, ribadendo di non voler cedere alle pressioni. Eppure qualcosa sembra muoversi. Quella battuta nasconde un pensiero serpeggiante dentro di lui. È anche arrivato a dare una finestra temporale, evidenziando come “da qui ai prossimi 12 mesi” tutto potrebbe accadere.

Protesta dei tifosi, Olimpico vuoto e crollo degli abbonamenti

I numeri parlano chiaro e quelli forniti da Il Messaggero non fanno dormire sonni tranquilli. Nella prima fase di prelazione, infatti, i rinnovi sono stati meno di mille, contro i 19.386 dello scorso anno, i 12.200 del 2024 e i quasi 30.000 di due stagioni fa. Le proiezioni ci restituiscono un dato finale tra 3.000 e 5.000 tessere. Di fatto la Lazio è pronta a fronteggiare un nuovo minimo storico, peggiore anche dei circa 6mila abbonati del 2016.

Il conto per le casse del club può essere molto salato, con una stima di perdite fino a 7-8 milioni a stagione. A ciò potrebbero poi aggiungersi anche contraccolpi lato sponsor e merchandising. La contestazione della tifoseria organizzata ha radici ben precise ed era stata annunciata a fine stagione 2025-26, dopo l’addio di Sarri. Il tutto formalizzato poi con il comunicato della Curva Nord del 5 giugno. Stop agli abbonamenti e alla presenza sugli spalti durante le gare casalinghe. Zero soldi nelle casse da parte dei gruppi organizzati, dunque. Un malcontento che ha trovato anche spazio in strada, con una manifestazione che contava circa 25.000 tifosi.

Il progetto Lotito

Almeno pubblicamente, Lotito non sembra scosso dalle dure proteste. Ha infatti aperto un nuovo capitolo, quello della Reggina, di cui oggi è proprietario. Il club riparte dalla serie D e questa mossa riporta in auge il tema delle multiproprietà, di cui si è discusso molto di recente anche a causa della vicenda Bari, che vede protagonista De Laurentiis (padre e figlio).

Sul fronte dello sviluppo, poi, il presidente non sta con le mani in mano. Nei giorni scorsi è stato in Campidoglio per il progetto dello stadio Flaminio e, nel fine settimana, volerà a New York per accelerare sul progetto Nasdaq e sondare nuovi investitori statunitensi. Per alcuni si tratta di una rinascita, per altri invece delle mosse necessarie per vendere il club al meglio. Soltanto il tempo potrà dirlo, mentre la ferita con la tifoseria risulta del tutto incapace di sanarsi, essendo così ben radicata. Lo dimostra quanto accaduto in appello, con i leader degli irriducibili imputati in un procedimento ventennale per una presunta estorsione a Lotito (poi derubricata a “contestazione”. Il tutto terminato con un’assoluzione perché “il fatto non sussiste”. Su queste basi, dunque, non c’è più nulla da poter costruire.