Quello che fino a poco tempo fa rappresentava un problema ambientale e un costo per lo Stato, sta per diventare una risorsa. In Lombardia è partito infatti un sistema che consente di recuperare i carburanti sequestrati in quanto adulterati o fuori specifica, riportandoli agli standard di legge e destinandoli ai mezzi dei Vigili del Fuoco.
Nei giorni scorsi sono già stati rilavorati circa 30 mila litri di carburante di provenienza illecita, mentre nel corso del 2026 si stima di poter recuperare fino a 200 mila litri, grazie alla collaborazione tra il Ministero dell’Interno ed Eni Industrial Evolution, che effettua le lavorazioni nella raffineria di Sannazzaro de’ Burgondi, in provincia di Pavia.
Perché il carburante viene sequestrato
Ogni anno le forze dell’ordine e l’Agenzia delle Dogane sequestrano grandi quantità di benzina e gasolio alterati attraverso pratiche fraudolente. Si tratta di carburanti ai quali vengono aggiunti oli minerali tassati in misura ridotta, coloranti o altre sostanze con l’obiettivo di eludere il pagamento delle accise e ottenere un vantaggio economico illecito. Una volta sequestrati, questi prodotti non possono essere utilizzati perché non rispettano le specifiche previste dalla normativa. Senza un trattamento dedicato finiscono quindi per rappresentare un costo di gestione e un potenziale rischio ambientale.
Come funziona il recupero
Una norma introdotta nel 2015 consente all’autorità giudiziaria di affidare i prodotti energetici sequestrati alle Forze di polizia e al Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, purché possano essere utilizzati in sicurezza. Quando il carburante risulta adulterato, però, è necessario sottoporlo a una rilavorazione industriale. Nella raffineria di Sannazzaro de’ Burgondi il combustibile viene analizzato, trattato e riportato agli standard di qualità previsti dalla legge, così da poter alimentare gli automezzi impiegati nelle attività di soccorso.
Un esempio di economia circolare
L’iniziativa rappresenta un esempio di economia circolare applicata al settore energetico. Invece di essere smaltito, il carburante sequestrato viene recuperato e reimmesso in un ciclo di utilizzo pubblico. Il vantaggio è duplice: da un lato si riducono gli sprechi e i costi legati allo stoccaggio o allo smaltimento dei prodotti confiscati, dall’altro i Vigili del Fuoco possono contare su nuove scorte di carburante sostenendo un costo limitato alle sole operazioni necessarie per riportarlo a norma. Secondo le stime, nel solo 2026 potranno essere recuperati circa 200 mila litri di carburante, trasformando il risultato delle attività di contrasto alle frodi in una risorsa concreta per il servizio pubblico.