La sospensione del mutuo conviene davvero?

Con il decreto “Cura Italia” è stata introdotta la possibilità di sospendere il pagamento delle rate del mutuo per un massimo di 18 mesi. Ma non sempre conviene, anzi

Come vi abbiamo spiegato, con l’ultimo decreto del 17 marzo “Cura Italia” del Governo a sostegno delle famiglie (qui trovate il testo punto per punto), è stata introdotta la possibilità per chi ha sottoscritto un mutuo e si trova in difficoltà economica a causa del Coronavirus di sospendere il pagamento delle rate del mutuo per un massimo di 18 mesi.

Come funziona la sospensione delle rate del mutuo

Per la sospensione delle rate il Governo ha potenziato il Fondo di solidarietà per i Mutui prima casa, il cosiddetto Fondo Gasparrini. Possono richiedere la sospensione del mutuo non solo i lavoratori subordinati e parasubordinati che hanno perso il lavoro, ma anche coloro che, a causa del Coronavirus, hanno subito una sospensione dal lavoro o una riduzione delle ore per un periodo di almeno 30 giorni.

Con il decreto “Cura Italia” il Governo ha esteso questa possibilità anche ai lavoratori autonomi e ai liberi professionisti che autocertifichino di aver registrato, in un trimestre successivo al 21 febbraio 2020, un calo del proprio fatturato superiore al 33% in conseguenza alle restrizioni introdotte per arginare la diffusione del Covid-19.

L’adesione al fondo è limitata ai soli mutui per l’acquisto della prima casa e per immobili di valore non superiore ai 250mila euro. Non ci sono invece limiti in base all’ISEE del richiedente. Per fare richiesta di sospensione del mutuo è necessario presentare domanda corredata dalla documentazione alla propria banca, la quale, a sua volta, sottoporrà a Consap, l’ente che gestisce il Fondo, la richiesta per approvazione.

Quando è meglio evitare di sospendere il mutuo

Una grandissima opportunità per tanti, senza dubbio. Ma, come sottolineano gli esperti di Facile.it, è un’opzione che dovrebbe essere utilizzata solo se strettamente necessaria. Accedere al fondo potrebbe infatti significare, per alcuni, precludersi la possibilità di surrogare il mutuo non solo durante il periodo di sospensione, ma anche in futuro.

“Sebbene ci si trovi in una situazione senza precedenti e vada detto che il mondo bancario, in periodi come questi, ha sempre grande comprensione dei mutuatari e si adoperi per trovare delle soluzioni”, spiega Umberto Stivala, esperto di mutui di Facile.it, “è bene evidenziare che, in passato, ci sono stati istituti di credito che hanno negato la surroga a mutuatari che anni prima avevano fatto ricorso al Fondo di solidarietà per la sospensione delle rate”.

Prima di congelare il mutuo dunque sarebbe opportuno valutare con attenzione e scegliere questa opzione solo se veramente necessaria.

Le alternative alla sospensione

Oltre a questo, bisogna considerare che se si decide di sospendere le rate del mutuo, al termine del periodo di sospensione il finanziamento ripartirà da dove si era bloccato. Il piano di ammortamento verrà quindi allungato di un periodo pari alla durata della sospensione e il mutuatario dovrà comunque corrispondere alla banca anche la metà degli interessi maturati sulle rate non versate.

Un’alternativa, proseguono gli esperti di Facile.it, potrebbe essere ad esempio aspettare che termini il periodo di criticità per poi optare per una surroga o una rinegoziazione, se necessario allungando il piano di ammortamento. Aumentare la durata dei tempi di restituzione consente di alleggerire la rata e, stando alle attuali condizioni di mercato, addirittura probabilmente godere di tassi migliori rispetto a quelli validi all’atto dell’erogazione originale.

“Nelle ultime settimane l’IRS, l’indice di riferimento per i mutui a tasso fisso, è crollato toccando nuovi minimi storici, per poi risalire di qualche punto base negli ultimi giorni, ma attestandosi sempre su livelli estremamente bassi”, spiega Stivala. Sebbene nelle prossime settimane potrebbe continuare ad oscillare, le condizioni dovrebbero restare favorevoli a lungo.

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