Nuovo bonus 150 euro, a chi spetta e quando arriva? Cosa c’è da sapere

Il nuovo contributo una tantum riguarda 22 milioni di italiani. Per molti beneficiari del Bonus 200 euro sarà erogato d'ufficio, mentre altri dovranno fare domanda

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Claudio Garau

Editor esperto in materie giuridiche

Laureato in Giurisprudenza, con esperienza legale, ora redattore web per giornali online. Ha una passione per la scrittura e la tecnologia, con un focus particolare sull'informazione giuridica.

Col Decreto Aiuti ter, il Governo ha messo in cantiere un altro contributo pensato per aiutare le famiglie italiane alle prese con caro bollette e aumento dei prezzi (qui invece parliamo di tutte le novità sbloccata del Dl Aiuti bis). Si tratta di una misura sociale una tantum che garantirà ai contribuenti 150 euro in più e che interesserà una platea complessiva di oltre 22 milioni di italiani.

Il bonus 150 euro: cos’è e a chi spetta

La nuova indennità prevista dall’Esecutivo è valida per il mese di novembre e arriverà direttamente in busta paga o sul conto corrente. Come si legge nella bozza del testo approvato dal Consiglio dei Ministri, il bonus è destinato a dipendenti, pensionati e partite IVA che percepiscono redditi non superiori a 20.000 euro lordi l’anno (per l’anno d’imposta 2021). Rientrano nell’elenco dei possibili beneficiari anche i percettori del Reddito di cittadinanza e della NASPI e i lavoratori domestici, con requisiti differenziati caso per caso.

Rispetto al Bonus 200 euro (erogabile per famiglie con ISEE non superiore a 12mila euro, come abbiamo spiegato qui), si alza dunque la soglia per poter avere diritto al contributo e aumenta così la platea, mentre restano sostanzialmente invariate le modalità di erogazione. E con coperture finanziarie più ampie (qui invece parliamo di nuovi aiuti alle imprese: ecco chi può averli, tutti i requisiti).

Lavoratori dipendenti

Per quanto riguarda i lavoratori dipendenti, l’accredito dei 150 euro avverrà direttamente nella busta paga di novembre, in caso di retribuzione imponibile non superiore ai 1.538 euro. Il pagamento avverrà in automatico e il bonus una tantum sarà riconosciuto previa dichiarazione del lavoratore. Torna dunque la necessità di comunicare al datore di lavoro di non aver percepito l’indennità da INPS o altri enti, così come previsto negli ultimi mesi anche per il Bonus 200 euro. Il contributo sarà erogato una volta sola e non sarà cedibile, pignorabile e non rientrerà nel calcolo del reddito o nell’ISEE.

Lavoratori autonomi

Relativamente ai lavoratori autonomi, si attendono ancora i dettagli sul come e quando presentare la richiesta del “precedente” Bonus 200 euro. Ciò che è certo è che, se titolari di redditi fino a 20.000 euro, riceveranno l’integrazione dell’importo.

Pensionati

A novembre i 150 euro arriveranno anche ai pensionati residenti in Italia. Si parla di:

  • titolari di uno o più trattamenti a carico di qualsiasi forma previdenziale obbligatoria;
  • pensione o assegno sociale;
  • pensione o assegno per invalidi civili, ciechi e sordomuti;
  • trattamenti di accompagnamento alla pensione.

Lavoratori domestici

Il contributo straordinario disposto dal Decreto Aiuti ter sarà disponibile anche per i lavoratori domestici già beneficiari dell’indennità una tantum prevista dal DL n. 50/2022. Essi riceveranno dall’INPS l’ulteriore importo previsto.

Lavoratori dello spettacolo e del turismo

Nella platea “allargata” del nuovo contributo si inseriscono anche i lavoratori stagionali del turismo, degli stabilimenti termali, dello spettacolo e dello sport beneficiari di una delle indennità previste dall’articolo 10 commi da 1 a 9 del decreto-legge 22 marzo 2021 n. 41. Sempre secondo la bozza, anche per queste categorie non sarà necessario presentare domanda.

NASPI e DIS-COLL

Il bonus 150 euro verrà erogato automaticamente dall’INPS anche ai percettori della NASPI e della DIS-COLL e a coloro che nel 2022 percepiscono la disoccupazione agricola di competenza del 2021.

Dottorandi e assegnisti di ricerca

Diversa invece la situazione per i titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, i dottorandi e gli assegnisti di ricerca, che dovranno fare domanda. Parliamo di quei soggetti i cui contratti sono attivi alla data di entrata in vigore del decreto-legge 17 maggio 2022, n. 50, e che sono iscritti alla Gestione separata. Sempre col limite reddituale di 20.000 euro annui.

Reddito di cittadinanza

Nella platea dei beneficiari rientrano infine i percettori del Reddito di cittadinanza. L’erogazione dei 150 euro avverrà automaticamente nel mese di novembre, unita alla rata mensile di competenza.