Come funzionano i saldi estivi e invernali in Italia

Scopri cosa sono i saldi e come vengono regolamentati in Italia due volte l'anno

Saldi 2021: tutto quello che c’è da sapere per non farsi trovare impreparati alla prossima sessione di shopping

I saldi sono ogni anno responsabili di interminabili file fuori dai negozi di abbigliamento. Nonostante la crisi finanziaria e il rincaro del costo della vita, pare che nessuno abbia realmente intenzione di rinunciare ad una sessione di shopping durante il periodo dei saldi del 2021.

Considerato che tutto ciò che ruota intorno ai saldi muove una quantità di denaro piuttosto impressionante, cerchiamo di fare chiarezza in merito. Su QuiFinanza, la vera storia dei saldi dalla loro prima istituzione ad oggi, e tutte le stagioni organizzate per i saldi estivi e invernali del prossimo anno.

Cosa sono i saldi?

Tutti sappiamo che cosa sono i saldi, no?! Eppure, siamo abbastanza certi che nessuno abbia mai effettivamente approfondito il loro significato, sia etimologico che storico,

I saldi sono vendite di fine stagione che riguardano – come riportato dal Decreto Bersani art. 15 del D. Lgs. 114/98 – «i prodotti, di carattere stagionale o di moda» che saranno suscettibili di notevole deprezzamento se non vengono venduti entro un certo periodo di tempo. Ad essere interessata dai saldi, quindi, sarà la merce che è rimasta invenduta alla fine della stagione autunno/inverno o primavera/estate.

Ma perchè le vendite di fine stagione si chiamano proprio “saldi”? Non ci si pensa mai, ma l’etimologia di questa parola deriva strettamente dal lessico commerciale. Nel vocabolario dei commercianti, infatti, con “saldi” si qualifica sia la differenza tra le entrate e le uscite, sia la conclusione positiva o negativa – il saldo, per l’appunto – di un determinato periodo. I saldi, dunque, sono quelle vendite a prezzo ribassato della merce invenduta, per evitare che questa risulti “sprecata”, producendo un saldo negativo.

Quali caratteristiche devono avere?

Perché effettivamente possano essere chiamate “saldi”, queste vendite devono necessariamente rispondere ad alcune caratteristiche.

  • devono necessariamente svolgersi a fine stagione, quindi a conclusione del periodo autunno/inverno (gennaio/febbraio) e alla fine della primavera/estate (agosto/settembre).
  • è obbligatorio per gli esercenti esporre chiaramente sia il prezzo originale della merce, che il prezzo finale scontato. Il tutto accompagnato dalla relativa percentuale di sconto
  • Il negoziante è inoltre tenuto ad accettare il pagamento digitale.

Per quel che invece riguarda l’inizio e la durata dello svolgimento dei saldi, questo varia a seconda delle Regioni. Queste infatti possono decidere liberamente in base all’ Art. 15 comma 3 D. Lgs. Bersani n. 114 e ss. Il periodo dei saldi, però, dura quasi sempre all’incirca 60 giorni.

Saldi, vendite di liquidazione e vendite promozionali: c’è differenza?

Saldi, vendita di liquidazione, vendite promozionali… spesso c’è un po’ di confusione tra questi termini, tanto che spesso si fatica a capire a quale “evento promozionale” ci si trova dinanzi. Quindi, quando si parla di vendita di liquidazione e di vendita promozionale, a cosa ci si riferisce?

Le vendite promozionali – al contrario dei saldi – non sono in alcun modo vendite vincolate: possono essere realizzate in qualsiasi periodo dell’anno, nonostante debbano durare solo per un periodo limitato di tempo. Purtroppo, la legislazione in merito – molto specifica invece per i saldi – è un po’ lacunosa in campo di vendite di liquidazione. Per questo motivo, sono le regioni stesse – in accordo con le organizzazioni locali dei consumatori e delle imprese del commercio – a darsi delle regole più precise circa la disciplina delle vendite promozionali, le modalità di svolgimento, sul periodo e la durata delle vendite di liquidazione e dei saldi e, infine, sull’adeguata pubblicità di informazione dei consumatori. In questo modo, le vendite promozionali potranno essere così distinte nettamente dai saldi.

Le vendite di liquidazione, invece, sono vendite che possono avvenire in qualunque periodo dell’anno al fine di vendere, in un lasso di tempo ridotto, i propri prodotti. Queste possono però essere organizzate soltanto in presenza di determinate condizioni, quali l’eventuale cessione dell’azienda, l’eventuale cessazione dell’attività commerciale, la trasformazione o rinnovo dei locali o il trasferimento dell’azienda in altro locale. Per svolgere una vendita di liquidazione in modo corretto, questa deve essere comunicata per tempo al Comune di competenza. Solo così si potrà verificare l’esistenza delle condizioni appena citate.

Saldi invernali ed estivi

Come abbiamo potuto apprendere, i saldi possono essere realizzati soltanto in conclusione della stagione. Alla fine della stagione primavera/estate, si possono dunque organizzare i saldi estivi. Su modello dei saldi del 2021, le Regioni a fine anno hanno già annunciato le date di avvio dei saldi invernali del 2022, mentre le date per i saldi estivi arriveranno in primavera.

In accordo con gli Enti Locali, le Organizzazioni dei consumatori e delle imprese del commercio, gran parte delle Regioni hanno scelto di mantenere l’indirizzo della Conferenza delle Regioni del 2016; optando quindi per l’avvio dei saldi invernali a partire da mercoledì 5 gennaio 2022: primo giorno feriale antecedente l’Epifania. Oltre alla data di avvio, le Regioni possono gestire liberamente – entro termini predefiniti – le modalità di svolgimento delle vendite e la pubblicità per una corretta informazione dei consumatori.

Saldi 2022: quando saranno

Sotto una tabella che riporta tutte le informazioni necessarie sulle modalità con cui si svolgeranno i saldi al termine della stagione invernale 2021.

Regione Periodo previsto per i saldi invernali Note
Molise 5 gennaio Durata di 60 giorni
Basilicata 2 gennaio – 2 marzo 2022 Con divieto di effettuare promozioni nei 30 giorni antecedenti l’inizio dei saldi
Abruzzo 5 gennaio 2022 Durata di 60 giorni
Calabria 5 gennaio – 6 marzo 2022  
Sardegna 5 gennaio 2022 Durata di 60 giorni
Puglia In attesa di comunicazioni  
Sicilia 2 gennaio – 15 marzo 2022  
Piemonte 5 gennaio 2022 Durata di 8 settimane, con divieto di effettuare promozioni nei 30 giorni antecedenti l’inizio dei saldi
Friuli-Venezia Giulia 5 gennaio – 31 marzo 2022  
Lombardia 5 gennaio – 5 marzo 2022 Con divieto di effettuare promozioni nei 30 giorni antecedenti l’inizio dei saldi
Umbria 5 gennaio 2022 Durata di 60 giorni con possibilità di effettuare vendite promozionali nei 30 giorni antecedenti l’inizio dei saldi
Campania 5 gennaio – 1° marzo 2022  
Lazio 5 gennaio 2022 Durata di 6 settimane con divieto di effettuare promozioni nei 30 giorni antecedenti l’inizio dei saldi
Marche 5 gennaio – 1° marzo 2022 Con divieto di effettuare promozioni nei 30 giorni antecedenti l’inizio dei saldi
Liguria 5 gennaio – 18 febbraio 2022 Durata di 45 giorni con divieto di effettuare promozioni nei 40 giorni antecedenti l’inizio dei saldi
Emilia-Romagna 5 gennaio 2022 Durata di 60 giorni con divieto di effettuare promozioni nei 30 giorni antecedenti l’inizio dei saldi
Toscana 5 gennaio 2022 Durata di 60 giorni con divieto di effettuare promozioni nei 30 giorni antecedenti l’inizio dei saldi
Veneto 5 gennaio – 28 febbraio 2022 Con divieto di effettuare promozioni nei 30 giorni antecedenti l’inizio dei saldi
Valle d’Aosta 3 gennaio 2022 Durata di 60 giorni con divieto di effettuare promozioni nei 15 giorni antecedenti l’inizio dei saldi

 

Fonte: Confcommercio

Un po’ di storia: i saldi dall’Italia fascista e del dopoguerra

In conclusione di questa disamina sulle caratteristiche dei saldi, è interessante anche conoscere qual è la storia dei saldi, dalla nascita ad oggi.

Le prima leggi che hanno interessato le vendite promozionali sono state promulgate durante il periodo fascista. Risale infatti al 2 giugno 1939 una legge che per la prima volta introduce le categorie delle vendite “straordinarie” e “di liquidazione”.  Ambedue sono definite “forme di vendita al pubblico con le quali un commerciante cerca di esitare in breve tempo tutte le proprie merci o gran parte di esse, presentando al pubblico la vendita come occasione particolarmente favorevole”. Esattamente come accade oggi, i prezzi dovevano essere indicati chiaramente sulla merce e non potevano essere modificati durante il periodo della vendita straordinaria. Ma, a differenza del periodo attuale, il periodo dell’anno in cui fare le vendite straordinarie poteva essere scelto liberamente.

Alla caduta del Regime Fascista, tutti i poteri inerenti la materia che erano in mano alle Corporazioni vengono trasferiti alle Camere di commercio, industria e agricoltura e agli Uffici provinciali del commercio e dell’industria. In questo periodo, la disciplina delle vendite promozionali appare alquanto confusa.

I saldi 2021 e la situazione attuale

Bisognerà attendere il disegno di legge n. 405 A.C. del 1979 per vedere una “nuova” regolamentazione in materia di saldi. La legge, però, si limitava soltanto a ripetere le regole già in vigore durante il periodo fascista, con qualche aggiunta.

Una nuova legge nel 1980 regolamenta finalmente il periodo dei saldi con le seguenti caratteristiche:

  • Le Camere di Commercio stabiliscono i periodi dell’anno in cui si potevano tenere i saldi.
  • I saldi possono avere luogo solo due volte l’anno e non possono durare più di quattro settimane.
  • Le merci in saldo devono essere indicate chiaramente e separate dalle altre.
  • La pubblicità non poteva essere “ingannevole”
  • il venditore aveva l’obbligo di dimostrare, in caso di controlli, che aveva effettivamente fatto gli sconti promessi rispetto ai prezzi precedenti.
  • Non ci potevano essere limiti ai capi in sconto che si potevano comprare né abbinamenti obbligatori con altri oggetti da comprare per avere lo sconto.

Gran parte di queste limitazioni e precisazioni, come abbiamo visto sono in vigore ancora oggi.

Le ultime modifiche in materia arrivano con la legge del 1998, nella quale si stabilisce che la responsabilità sulle date di inizio dei saldi – contrariamente a quanto proposto invece dalla legge 12 aprile 1991, n. 130. – sia demandata alle singole regioni.

Per evitare però che alcune regioni iniziassero prima, e quelle limitrofe lamentassero “concorrenza sleale”, a partire dai saldi del 2021, la data di inizio dei saldi è stata concordata tra le diverse regioni italiane.

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Come funzionano i saldi estivi e invernali in Italia