Rc auto, aumenti selvaggi soprattutto al sud. I segreti per risparmiare

Il confronto tra polizze tradizionali e "innovative" premia le prime. Gli automobilisti diligenti risparmiano quasi sempre col classico bonus/malus. A patto di sfruttare la concorrenza

Un rincaro del 15% se guidate un’auto, che diventa del 22% per un ciclomotore e addirittura del 31% per una moto. E questo anche se siete guidatori diligenti e non avete denunciato sinistri. Sono gli aumenti medi annui delle polizze Rc auto, registrate dall’Isvap, l’istituto di vigilanza delle assicurazioni.

E si parla di media nazionale. Ma vi va molto peggio se abitate al sud, dove gli aumenti arrivano anche al 50%. Tutta colpa della maggiore incidenza delle truffe e di una discutibile politica “preventiva” delle compagnie. Lo denuncia Altroconsumo che ha svolto un’indagine sul caro-polizza, mettendo a confronto le classiche polizze Rc auto bonus/malus con quelle a franchigia e quelle a consumo (chilometriche e giornaliere). Con risultati non molto incoraggianti.

Al sud vita dura per gli automobilisti

Le compagnie assicurative al sud fanno realpolitik: danno per scontata la presenza di fattori che fanno lievitare i loro costi (tra cui l’alto livello di truffe) e si cautelano con un aumento – generalizzato e preventivo – dei premi. Penalizzando anche gli automobilisti onesti e disciplinati. Tra i fattori di rischio per le compagnie ci sono principalmente:

• le frodi assicurative in crescita del 2,5% all’anno,
• l’aumento del costo dei sinistri dovuto alla nuova tabella di risarcimento delle invalidità superiori al 9%,
• la legge che consente ai neo-patentati (più a rischio incidenti) di usufruire della stessa classe di merito dei loro genitori conviventi.

Per questi motivi le assicurazioni preferiscono non avere tra i loro assicurati automobilisti targati Napoli e Bari. Ma la polizza auto è obbligatoria per legge e le compagnie non possono rifiutare la stipula. E allora per tenere lontani i clienti “sgraditi” ricorrono a due stratagemmi: diradano le agenzie nel sud Italia e soprattutto alzano i premi. Così un trentenne single di Napoli può arrivare a pagare 2.800 euro per assicurare una Fiat Panda.

Il bonus/malus (e la concorrenza) vince quasi sempre

Pure conservando enormi disparità territoriali, qualche modo per  risparmiare sulla polizza auto c’è. Sempre Altroconsumo ha messo a confronto le classiche polizze bonus/malus con quelle a franchigia dove una parte dell’indennizzo al terzo danneggiato è a carico del contraente (si va da 150 a 1.000 euro). Prendendo in considerazioni otto grandi città italiane (Milano, Torino, Bologna, Roma, Napoli, Bari, Palermo e Cagliari) e due profili di automobilista tra i più diffusi (uomo e donna quarantenni con auto di media cilindrata), è emerso che la polizza a franchigia fa risparmiare sul premio solo al sud, in particolare a Napoli.

Nell’offerta assicurativa esiste anche la formula “a consumo” rivolta a chi usa l’auto sporadicamente e non necessita di una copertura continuativa. Le polizze a consumo possono essere giornaliere o chilometriche e il premio si calcola in base a uno di questi due parametri (tempo o percorrenza). Ma anche questa polizza non esce vincente dal confronto con la classica bonus/malus e, considerando sempre i due profili-tipo, è raro che faccia risparmiare davvero.

L’unico segreto per risparmiare davvero è sfruttare la concorrenza. Significa, in concreto, non adagiarsi a vita sulla stessa compagnia e vagliare le offerte sul mercato. Nel confronto tra l’assicurato fedele e quello che cerca la polizza più conveniente cambiando compagnia, nell’arco di 15 anni, quest’ultimo riesce a risparmiare anche fino al 40%. Sempre, purtroppo, a eccezione di Napoli.

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