Come funzionano i buoni fruttiferi postali

Buoni fruttiferi postali: ecco quali sono le tipologie, le loro caratteristiche e i loro rendimenti

I buoni postali fruttiferi sono strumenti di risparmio molto apprezzati dagli italiani, prodotti finanziari considerati sicuri in quanto emessi da Cassa Depositi e Prestiti e garantiti dallo Stato italiano. Inoltre garantiscono diversi vantaggi ai sottoscrittori, tra cui una tassazione agevolata e nessun costo per l’acquisto e il rimborso del capitale maggiorato degli interessi. Scopriamo quali sono i buoni fruttiferi postali e quali rendimenti offrono, come richiederli e in che modo riscuotere a scadenza.

Cosa sono i buoni fruttiferi postali

A partire dal 1924 Cassa Depositi e Prestiti S.p.A., un’istituzione finanziaria pubblica controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanza, emette i buoni fruttiferi postali per conto dello Stato italiano. Si tratta di una modalità con la quale CDP finanzia una serie di progetti di sviluppo per la crescita del Paese, raccogliendo risorse essenziali per promuovere gli investimenti nel miglioramento del sistema imprenditoriale, dei servizi pubblici locali e delle infrastrutture.

I buoni fruttiferi postali sono degli strumenti di risparmio su cui è presente la garanzia dello Stato, perciò nel caso remoto e improbabile del fallimento di Cassa Depositi e Prestiti è direttamente lo Stato a rimborsare i risparmiatori. Non è l’unico strumento utilizzato da CDP, infatti l’istituzione finanziaria pubblica emette anche i libretti di risparmio postali, un prodotto a metà strada tra una soluzione di investimento e un conto corrente postale tradizionale.

I buoni postali fruttiferi sono distribuiti presso gli uffici postali dislocati su tutto il territorio nazionale, operazione affidata a Poste Italiane che si occupa della loro sottoscrizione e del rimborso a scadenza per conto di Cassa Depositi e Prestiti. Al momento dell’acquisto presso un ufficio postale è possibile scegliere tra la forma cartacea, una specie di libretto postale, oppure i buoni fruttiferi postali dematerializzati proposti in forma completamente digitale.

Come funzionano i buoni fruttiferi postali

Il funzionamento dei buoni fruttiferi postali è abbastanza semplice, infatti sono un investimento adatto a qualsiasi risparmiatore, anche alle persone senza esperienza nel settore finanziario. Questi strumenti consentono di investire i propri risparmi acquistando dei titoli di credito, ovvero dei contratti che prevedono il rimborso del capitale a scadenza rivalutato di un certo rendimento in base al prodotto sottoscritto.

In genere, i buoni fruttiferi postali possono essere rimborsati in qualsiasi momento, tuttavia per ricevere gli interessi maturati spesso è necessario attendere un determinato periodo, di solito alcuni anni. Si tratta di investimenti di lungo termine, infatti la durata può andare da un minimo di 4 anni fino a un massimo di 20 anni. Per ottenere il massimo rendimento possibile conviene tenere i buoni fino alla scadenza, altrimenti in caso contrario si perde parte o tutta la maggiorazione legata alla quota interessi.

Costi e tassazione dei buoni fruttiferi postali

Investire in buoni fruttiferi postali assicura diversi vantaggi, infatti sono strumenti pensati per venire incontro alle esigenze dei piccoli risparmiatori. Innanzitutto è prevista la tassazione agevolata degli interessi, in quanto i rendimenti sono tassati al 12,50% invece dell’aliquota ordinaria sulle rendite finanziarie del 26%. Inoltre, sono esenti dal pagamento dell’imposta di successione, garantendo dunque un doppio beneficio fiscale.

Per quanto riguarda i costi i buoni fruttiferi postali non prevedono commissioni di sottoscrizione, né costi di gestione o di rimborso del capitale al termine della durata dell’investimento, mentre le uniche spese da sostenere sono quelle legate agli oneri di natura fiscale. Ovviamente questi strumenti offrono rendimenti bassi rispetto ad altri investimenti obbligazionari e soprattutto azionari, un aspetto legato all’elevata sicurezza garantita dai buoni fruttiferi postali.

Tipologie di buoni fruttiferi postali

Prima di sottoscrivere dei buoni fruttiferi postali è fondamentale valutare con attenzione le varie tipologie disponibili, analizzando in modo accurato quale sia il prodotto più adatto alle proprie esigenze. Non tutti infatti sono convenienti per il proprio profilo di investitore, perciò è essenziale controllare bene quale tipo di buono fruttifero postale acquistare per ottenere un rendimento interessante dai propri risparmi.

Buono 3×4

Il Buono 3×4 è offre un rendimento dello 0,50% lordo annuo alla scadenza, con una durata dell’investimento di 12 anni. Permette di usufruire di interessi fissi crescenti, con la possibilità di richiedere il rimborso in ogni momento e ricevere il pagamento del rendimento maturato ogni 3 anni, quindi dopo 3, 6 e 9 anni dal momento della sottoscrizione. A cada triennio l’interesse aumenta, passando dallo 0,10% del primo triennio allo 0,20% di quello successivo, arrivando allo 0,30% alla fine del 9° anno fino allo 0,50% per l’ultimo triennio.

Buono 4×4

Per investire nel lungo termine è possibile valutare il Buono 4×4, un buono fruttifero postale con rendimento lordo annuo dello 0,75% a scadenza e durata dell’investimento di 16 anni. Anche in questo caso sono previsti interessi fissi crescenti ogni 4 anni, con un rendimento effettivo iniziale dello 0,20%, interessi dello 0,30% alla fine del secondo quadriennio, un rendimento dello 0,40% in quello successivo e infine dello 0,75% al 16° anno. Anche il Buono 4×4 è sempre rimborsabile.

Buono Ordinario

Il prodotto classico è il buono fruttifero postale ordinario, un investimento con durata di 20 anni e rendimento fisso crescente maggiorato ogni anno, partendo da un interesse iniziale dello 0,05% nel primo anno fino allo 0,30% del 20° anno. Gli interessi quindi vengono riconosciuti già dopo il primo anno dalla sottoscrizione, dopodiché sono garantiti ogni biennio, mentre il pagamento avviene soltanto al momento del rimborso.

Buono 4 Anni Risparmiosemplice

Una durata più breve viene proposta dal Buono 4 anni Risparmiosemplice, con rendimento dello 0,25% lordo annuo alla scadenza e durata di 48 mesi. Rimane anch’esso uno strumento flessibile rimborsabile in qualsiasi momento, con la maggiorazione del rendimento allo 0,50% tenendo il buono per almeno 24 mesi. Può essere sottoscritto soltanto da chi attiva un piano di risparmio Risparmiosemplice, una soluzione che consente di accantonare periodicamente dei risparmi da usare per acquistare i buoni fruttiferi postali.

Buono dedicato ai minori

Cassa Depositi e Prestiti propone anche un buono fruttifero postale per i minori, uno strumento di risparmio con rendimento lordo annuo del 2,5% e interessi maturati al compimento del 18° anno d’età del titolare. Qualsiasi persona può sottoscrivere questo buono fruttifero postale a favore di un minorenne, sia genitori che nonni, altri parenti e conoscenti, con rendimenti fissi crescenti che partono dallo 0,50% dopo un anno e 6 mesi e aumenti periodici ogni 12 mesi.

Buono Obiettivo 65

Per chi ha un’età inferiore a 54 anni è disponibile anche il Buono Obiettivo 65, un investimento che permette di ottenere una rendita per il futuro trasformando i buoni fruttiferi postali in una rata certa, corrisposta dai 65 anni d’età fino agli 80 anni. La rendita mensile può essere incrementata acquistando altri buoni, una soluzione integrativa per la pensione per non incassare i buoni fruttiferi postali alla scadenza ma al compimento del 65° anno d’età sotto forma di rendita.

Rendimento dei buoni fruttiferi postali

Come abbiamo visto il rendimento dei buoni fruttiferi postali non è molto elevato, infatti può andare da un minimo dello 0,25% del Buono 4 anni Risparmiosemplice, fino a un massimo del 2,5% del Buono dedicato ai minori. Per valutare meglio il rendimento potenziale di ogni prodotto è possibile utilizzare il servizio di simulazione online, disponibile sul portale di Poste Italiane Buonielibretti.poste.it, attraverso il quale scoprire il potenziale guadagno ottenibile per ciascun tipo di Buono.

Buoni fruttiferi postali scaduti: cosa fare?

Un buono fruttifero postale viene considerato scaduto quando non riconosce più nessun rendimento. Se ad esempio si sottoscrive un Buono con durata di 20 anni, a partire dal 21° anno non produrrà più nessun interesse e sarà perciò inteso come scaduto. In queste circostanze bisogna prestare attenzione alla riscossione del Buono, infatti dal giorno successivo a quello della scadenza è prevista la prescrizione dopo 10 anni per i buoni fruttiferi postali cartacei.

Come funzionano i buoni fruttiferi cointestati

I buoni fruttiferi postali possono essere cointestati fino a un massimo di 4 persone, una scelta che consente di dividere l’investimento e il rendimento tra i vari intestatari. In questo caso ogni titolare può richiedere il rimborso per la quota spettante, anche senza il consenso degli altri cointestatari. Tuttavia, al momento della sottoscrizione è possibile richiedere l’applicazione della clausola PFR (pari facoltà di rimborso), con la quale è possibile riscuotere il Buono solo con il consenso unanime di tutti gli intestatari.

Come sottoscrivere e riscuotere i buoni fruttiferi postali

Per sottoscrivere i buoni fruttiferi postali basta recarsi presso un qualsiasi ufficio postale, altrimenti l’operazione può essere effettuata anche online, basta essere titolari di un Libretto Smart e attivare la funzione di Risparmio Postale online. Per i Buoni cartacei il rimborso avviene in ogni momento con un valore pari all’ammontare del Buono, mentre per quelli dematerializzati il rimborso può essere ricevuto in un’unica soluzione oppure in pagamenti a rate di pari importo a partire da 50 euro e relativi multipli.

La class action per i buoni fruttiferi postali Serie Q

Alcuni investitori hanno ottenuto un rendimento inferiore alle attese con i buoni fruttiferi postali Serie Q, titoli emessi dal primo luglio 1986 al 31 ottobre 1995. Tramite il supporto di Federconsumatori, un gruppo di risparmiatori ha deciso di intraprendere una class action contro Poste Italiane, in quanto richiede il riconoscimento del rendimento corretto previsto al momento della sottoscrizione di questi buoni fruttiferi postali.

In particolare, il contenzioso riguarda il metodo di calcolo della capitalizzazione degli interessi, operazione che secondo i risparmiatori doveva avvenire al lordo della ritenuta fiscale e non al netto dell’imposizione fiscale. Per chi ha investito somme considerevoli la differenza è sostanziale, tuttavia la vicenda è ancora in una fase preliminare, in quanto è attesa la pronuncia sull’ammissibilità o meno della class action.

© Italiaonline S.p.A. 2022Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Come funzionano i buoni fruttiferi postali