Taglio accise sul gasolio, proroga in Cdm mentre si discute sulla tassa sugli extraprofitti

Il Cdm di oggi dovrebbe prorogare di alcuni giorni lo sconto di 17 centesimi sul gasolio, in attesa di una misura mirata alle fasce più deboli

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Mirko Ledda

Editor e fact checker

Scrive sul web dal 2005, come ghost writer e debunker di fake news. Si occupa di pop economy, tecnologia e mondo digitale, alimentazione e salute.

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Il Consiglio dei Ministri è convocato per oggi, mercoledì 26 agosto 2026, alle 18 a Palazzo Chigi per esaminare un decreto legge sui prezzi petroliferi. Sul tavolo c’è la proroga del taglio delle accise sul gasolio, in attesa di una misura mirata alle fasce di reddito più deboli. Senza un intervento del Governo, dal 27 agosto lo sconto salterà e il prezzo alla pompa tornerà a salire. All’ordine del giorno c’è anche un secondo decreto sulla continuità operativa degli impianti strategici, tra cui l’ex Ilva.

Cosa prevede il decreto sui carburanti

La misura al centro del Consiglio dei Ministri è la proroga dello sconto di 17 centesimi al litro sul gasolio, ottenuto con il meccanismo delle accise mobili. Lo strumento, previsto dalla legge 244/2007 (articolo 1, comma 290) e rivisto dal Governo nel 2023, consente di ridurre le accise usando il maggior gettito Iva incassato quando i prezzi salgono.

Il taglio delle accise era stato prorogato fino al 26 agosto con un decreto firmato dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, di concerto con quello dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, e coperto con 20,8 milioni di euro di extragettito Iva di luglio. Il decreto legge 139/2026 ne fissava lo stop al 24 agosto, poi slittato di giorno in giorno.

Matteo Salvini, vicepremier e ministro dei Trasporti, ha parlato di una proroga fino a settembre in attesa di una misura strutturale, che però potrebbe essere limitata ad alcune fasce della popolazione:

Intanto prorogheremo lo sconto diesel e poi stiamo ragionando più a lungo termine.

Come sarà il bonus diesel e benzina?

Il Governo punta a un intervento concentrato sulle fasce di reddito più basse, che nelle intenzioni dovrebbe essere più efficace nell’abbassare il prezzo alla pompa.

Le associazioni dei consumatori chiedono il contrario.

Per il Codacons gli aiuti legati all’Isee, oltre a lasciare scoperto il ceto medio:

Social card e sconti legati all’Isee non fanno scendere i prezzi di benzina e gasolio.

L’Unione Nazionale Consumatori parla di un pannicello caldo, dato che una misura selettiva non frena l’inflazione:

(L’inflazione è) il vero problema economico.

Quanto costa il pieno oggi

I prezzi restano ai massimi. Secondo l’Osservatorio del Mimit, oggi la benzina self service costa in media 2,017 euro al litro e il gasolio 2,137 euro. In autostrada si sale a 2,092 e 2,208 euro, con il diesel che ha superato il record del 2022.

Dal 27 agosto, con la fine dello sconto, il gasolio è dato in rotta verso 2,3 euro al litro secondo il Codacons. Per un pieno da 50 litri si tratta dunque di circa 8,50 euro in più.

Sull’intera estate, stima l’ufficio economico di Confesercenti sui dati Mimit, fare rifornimento è costato agli italiani fino a 1,8 miliardi di euro in più rispetto a luglio e agosto 2025, con una spesa superiore del 21%.

La partita europea sugli extraprofitti

Per finanziare gli aiuti torna il tema della tassa sugli extraprofitti delle compagnie petrolifere. Italia, Germania, Austria, Polonia, Portogallo e Spagna hanno chiesto di aprire un confronto a livello europeo.

La risposta della Commissione è che la tassazione degli extraprofitti è competenza degli Stati membri, che possono già agire da soli. In realtà lo aveva già chiarito con la comunicazione del 22 aprile 2026, in cui proponeva azioni per proteggere gli europei dalla crisi dell’energia fossile.

Nel testo veniva chiarito che sarebbero state rispettate le decisioni dei vari Paesi riguardo la tassazione degli extraprofitti, con il ruolo di Bruxelles limitato a quello di assistenza e valutazione dell’impatto sul mercato unico.

Sul fronte interno le posizioni divergono. Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, a margine del Meeting di Rimini, si è dichiarato:

Contrarissimo a qualsiasi ipotesi di extraprofitto, di tasse. Mi sa molto di Unione Sovietica.

Il Partito democratico, con la segretaria Elly Schlein, chiede invece di introdurre subito la tassa a livello nazionale, senza aspettare gli altri Stati.

Difficilmente al Consiglio dei Ministri odierno si discuterà della tassa sugli extraprofitti. Improbabile anche che arrivi già oggi la misura strutturale di settembre, dato che il Governo dovrebbe fare i conti con coperture ancora da trovare e il rischio che la stangata sui carburanti si trasferisca a catena sull’intera economia, alimentando l’inflazione in autunno. Probabilmente il Governo opterà per la semplice proroga del taglio delle accise già previsto nel periodo scorso.