Verso l’inverno tra scorte di gas e rincari in bolletta: le raccomandazioni dell’Ue

Il Commissario per l'Energia di Bruxelles indica le misure per ridurre i consumi e contenere i costi in bolletta: previste deroghe per sostenere famiglie e imprese ed evitare shock economici.

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Emanuela Colatosti

Giornalista

Laureata in filosofia e giornalista pubblicista dal 2024, esperta di concorsi pubblici e del mondo del lavoro. Si occupa anche di tematiche ambientali e sociali

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Ridurre i consumi elettrici nelle ore di punta, limitare i riscaldamenti negli edifici pubblici e spegnere le luci non necessarie durante la notte: l’Ue raccomanda buonsenso per ridurre la domanda di energia. Lo si legge in una lettera inviata da Dan Jørgensen, il commissario all’Energia, ai ministri degli Stati membri che saranno oggi e domani a Dublino per la riunione informale del Consiglio.

Il commissario ricorda lo spirito delle misure di AccelerateEU: ridurre i consumi sul lato della domanda e diversificare le fonti sul lato dell’offerta.

Perché i serbatoi di gas europei sono ancora vuoti

A spingere Bruxelles verso questo sollecito è la condizione dei depositi sotterranei di gas del continente. I dati rielaborati da Gas Infrastructure Europe mostrano che gli stoccaggi dell’Ue si attestano mediamente attorno al 70% della capienza complessiva, segnando un ritardo evidente rispetto all’82% registrato nello stesso periodo dello scorso anno.

In questo scenario, la geografia della sicurezza energetica presenta, però, marcate divergenze. Per una volta l’Italia ha fatto i compiti a casa e si appresta ad affrontare l’inverno con i serbatoi all’86% della capacità totale.

Male la Germania, invece, che ha riempito appena il 57% dei volumi. Gli altri Paesi oscillano tra il 65% e il 68%, troppo poco per mettere produzione e cittadini al sicuro da eventuali picchi stagionali di freddo.

Perché i serbatoi di gas dell’Italia sono già pieni

L’Italia è un Paese generalmente vulnerabile dal punto di vista energetico, ma a questo giro ha giocato d’anticipo:

  • ha attivato i rigassificatori galleggianti di Piombino e Ravenna;
  • ha consolidato i flussi provenienti dal Nord Africa tramite l’Algeria;
  • ha implementato la rotta adriatica del TAP dall’Asia centrale.

Perché il mercato del gas continua a essere vulnerabile

Il progressivo affrancamento dalle forniture via tubo provenienti dalla Russia scopre la fragilità dell’Europa, dovuta alla natura del Gnl, che sostituisce quello di Mosca. Il gas liquefatto viaggia su rotte navali e in questa particolare congiuntura storica l’approvvigionamento europeo si trova a competere con la domanda dei mercati asiatici.

Di quanto aumenteranno le bollette

Il quadro infrastrutturale precario si riflette sui mercati finanziari. Già nel corso dei mesi estivi, con la domanda di gas al minimo, le quotazioni del Gnl sono schizzate dai 31 euro al megawattora fino a superare la soglia degli 80 euro.

Gli studi condotti da Nomisma Energia e le proiezioni dell’Arera delineano un quadro preoccupante per gli utenti:

  • per le famiglie si prevede un incremento medio della spesa per luce e gas compreso tra il 20 e il 23% rispetto all’anno precedente;
  • l’esborso aggiuntivo per un nucleo familiare tipo viene stimato in circa 515 euro in più all’anno per le sole utenze domestiche, cifra che sale a 877 euro conteggiando l’impatto dei carburanti alla pompa;
  • nel solo quadrimestre autunnale la spesa complessiva per le utenze rischia di varcare la soglia dei 1.000 euro a famiglia;
  • per le piccole e medie imprese sprovviste di contratti a prezzo bloccato, la spesa energetica profilata evidenzia un rialzo fino al 54%.

Quanto si può derogare ai vincoli di bilancio

L’attuazione delle indicazioni del piano AccelerateEU impone ai governi nazionali un delicato bilanciamento di natura contabile. Nonostante le regole ordinarie del Patto di Stabilità, che impongono limiti all’erogazione di sussidi a fondo perduto, prevale la necessità di evitare un impatto recessivo sul tessuto produttivo.

Ecco le raccomandazioni di Bruxelles:

  • erogare voucher sociali e applicare tariffe regolamentate in sostegno dei nuclei familiari in condizione di fragilità;
  • ridurre temporaneamente le accise e i prelievi fiscali applicati ai consumi di elettricità;
  • prevedere aiuti alle industrie energivore, vincolati all’adozione di piani di efficienza energetica e alla flessibilità dei consumi negli orari critici.

Per consentire l’attuazione di tali misure senza incorrere in procedure per disavanzo eccessivo, le linee guida di Bruxelles prospettano la possibilità di applicare deroghe contabili mirate. Tra oggi e domani si capirà effettivamente quanta flessibilità verrà concessa, ma in questo modo si vorrebbe trasformare la gestione di quella che è a tutti gli effetti una crisi energetica in una leva di politica economica.