L’inflazione rallenta leggermente a luglio, ma la spesa delle famiglie continua a crescere. Secondo i dati Istat, il tasso tendenziale si attesta al 2,9%, dal 3,0% di giugno, mentre la variazione mensile è dello 0,3%. Per i bilanci degli italiani questo significa centinaia di euro di spesa in più all’anno, soprattutto per casa, trasporti, ristorazione e vacanze.
Unione Nazionale Consumatori: “stangata vacanze”
Per l’Unione Nazionale Consumatori (Unc) il quadro che emerge dai dati di luglio è “pessimo e allarmante”. L’associazione contesta la lettura rassicurante del rallentamento tendenziale e definisce il dato un “giochino matematico”. Secondo il presidente Massimiliano Dona:
il dato si abbassa non perché l’indice scende nel luglio del 2026 ma perché era salito nel luglio 2025, quando l’inflazione mensile decollò dello 0,4% rispetto a giugno 2025. Il valore che conta davvero, invece, è che mentre a giugno l’inflazione si era fermata, registrando una variazione nulla, a luglio ha ripreso la sua corsa con un preoccupante +0,3%.
Quanto pesa l’inflazione sui diversi tipi di famiglia
L’Unc ha stimato l’impatto dell’inflazione di luglio, voce per voce, su tre tipologie di nuclei: famiglia media, coppia con 2 figli, coppia con 1 figlio. Il risultato evidenzia un forte aumento della spesa, particolarmente pesante per le famiglie con figli, penalizzate soprattutto dai rincari di trasporti e servizi turistici.
| Divisioni di spesa | Famiglia media (euro) | Coppia con 2 figli (euro) | Coppia con 1 figlio (euro) | Inflazione annua di luglio (%) |
|---|---|---|---|---|
| Prodotti alimentari e bevande analcoliche | 90 | 130 | 114 | +1,4 |
| Bevande alcoliche, tabacco e droghe | 12 | 16 | 17 | +2,4 |
| Abbigliamento e calzature | 11 | 20 | 15 | +0,9 |
| Abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili | 289 | 311 | 309 | +7,2 |
| Arredamenti, apparecchi per uso domestico e manutenzione corrente dell’abitazione | 23 | 32 | 29 | +1,7 |
| Sanità | 18 | 22 | 22 | +1,3 |
| Trasporti | 153 | 252 | 234 | +4,3 |
| Informazione e comunicazione | 2 | 3 | 2 | +0,2 |
| Ricreazione, sport e cultura | 10 | 17 | 14 | +0,8 |
| Servizi di istruzione | 3 | 10 | 6 | +1,6 |
| Servizi di ristoranti e servizi di alloggio | 66 | 115 | 92 | +3,4 |
| Servizi finanziari e assicurativi | 17 | 25 | 23 | +1,9 |
| Assistenza alla persona, protezione sociale e beni e servizi vari | 51 | 67 | 69 | +3,2 |
| Totale rincaro annuo | 746 | 1020 | 946 | +2,9 |
| Carrello della spesa | 99 | 143 | 127 | +1,0 |
La lettura del Codacons
Anche il Codacons sottolinea come il dato del 2,9% non rifletta ancora pienamente la fiammata dei carburanti iniziata nella seconda metà di luglio. Secondo l’associazione, gli aumenti sono destinati a riversarsi nei prossimi mesi sull’inflazione e sui prezzi al dettaglio.
Ma la vera stangata per il Codacons arriva dalle tariffe energetiche e dai servizi legati alle vacanze. Con i consumi elettrici domestici ai massimi nel periodo estivo, le famiglie si trovano a fare i conti con:
- prezzi dell’elettricità nel mercato tutelato a +9,7% a luglio (+4,5% su giugno);
- tariffe dell’elettricità nel mercato libero a +13,9% (+4% su giugno).
A questi si aggiungono gli aumenti delle forniture di gas, che contribuiscono a zavorrare la spesa complessiva per la casa.
Vacanze più care
Sul fronte turistico, il Codacons evidenzia uno scenario differenziato:
le tariffe dei voli nazionali registrano infatti un incremento su base annua del 6,2%. Di contro i prezzi dei voli internazionali, anche a causa della crisi in Medio Oriente, crollano del -7,6%. I traghetti invece rincarano del 2,5%, le auto a noleggio del 3,4%, gli alberghi del 3% e i villaggi vacanza del 2,9%.
Chi sceglie di restare in Italia per le vacanze estive si trova a fronteggiare prezzi più alti per spostarsi e soggiornare. Chi vola all’estero può invece beneficiare, almeno in parte, del calo delle tariffe internazionali, ma il vantaggio può essere attenuato dall’incertezza geopolitica e dai costi energetici interni.
Come sono cambiati i consumi negli anni
Negli ultimi trent’anni i bilanci delle famiglie italiane si sono spostati sempre più verso servizi e tempo libero, riducendo il peso dei beni tradizionali. Nel 2025 la spesa pro capite reale per consumi ha raggiunto i 23.261 euro, superando sia i livelli pre‑Covid sia il picco del 2007, ma non in modo uniforme per tutte le voci.
Tecnologia, comunicazioni e servizi culturali guidano la crescita, mentre alimentazione domestica, abbigliamento e arredi restano stagnanti, segno di una domanda più prudente in un contesto macroeconomico ancora incerto.