Carburanti, taglio accise prorogato: gli aiuti sul gasolio (forse) a fine mese

Con il taglio delle accise sul gasolio in scadenza, il Governo valuta diverse opzioni tra scostamento di bilancio, tasse sugli extraprofitti e ristori mirati entro la fine di settembre.

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Emanuela Colatosti

Giornalista

Laureata in filosofia e giornalista pubblicista dal 2024, esperta di concorsi pubblici e del mondo del lavoro. Si occupa anche di tematiche ambientali e sociali

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Scade giovedì 10 settembre l’ultima proroga al taglio delle accise sul gasolio, disposta con la firma del recente decreto interministeriale per confermare lo sconto di 17 centesimi al litro.

In vista del termine fissato dal provvedimento, l’esecutivo sta valutando come procedere, diviso tra la necessità di evitare contraccolpi immediati sui prezzi del carburante e la volontà dichiarata di superare la logica dei sussidi generalizzati, per passare a un piano di interventi più mirati entro la fine del mese.

Dove cercare le risorse: scostamento di bilancio o tassazione del settore energetico?

La transizione verso un sistema di aiuti selettivi presenta due ostacoli di natura politica ed economica. Il primo e più rilevante riguarda il reperimento delle coperture finanziarie necessarie a sostenere le nuove misure di sostegno. Il Ministero dell’Ambiente ha stimato in circa venticinque giorni il periodo utile per completare l’iter tecnico e verificare la compatibilità delle opzioni sul tavolo con i vincoli della finanza pubblica e con la normativa dell’Unione europea, tenendo aperta anche la valutazione sull’impiego dello scostamento di bilancio.

Sul fronte interno alla maggioranza, la discussione sulle fonti di finanziamento evidenzia posizioni distinte. La Lega ha proposto apertamente di attingere alle risorse del settore energetico attraverso la tassazione degli extraprofitti realizzati dalle compagnie, mentre Forza Italia si è pronunciata a più riprese contro qualsiasi intervento correttivo sulle imprese dell’energia. Questo stallo condiziona la quantificazione del margine di manovra effettivo per la stesura finale del testo.

Quali saranno i criteri per individuare i beneficiari

Il secondo elemento di dibattito riguarda l’individuazione esatta dei soggetti destinatari delle risorse. L’ipotesi iniziale avanzata dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy prevede di convogliare le risorse sulla carta Dedicata a Te, riservata alle famiglie in possesso di un Isee contenuto.

L’impostazione ha sollevato riserve all’interno della coalizione: i rappresentanti del Carroccio, in particolare Matteo Salvini, chiedono di evitare una concentrazione esclusiva sui redditi più bassi, proponendo di includere nelle tutele anche le fasce di reddito medio e i lavoratori autonomi, per i quali si ipotizza l’estensione dei fringe benefit esentasse.

Accanto alle misure per le famiglie, resta aperto il capitolo degli aiuti settoriali a tutela del sistema produttivo. Per il comparto dell’autotrasporto, già destinatario in passato di risorse dedicate attraverso specifici crediti d’imposta sul carburante, si valuta la conferma o il rinnovo delle agevolazioni, ritenute indispensabili per evitare un aumento dei costi di logistica che si rifletterebbe negativamente sull’inflazione e sui prezzi al consumo finale.

Iter normativo e possibili proroghe tecniche

La diversa natura degli interventi incide sui tempi di attuazione e sulle procedure istituzionali. Se il mantenimento del taglio lineare delle accise è stato disposto attraverso uno strumento amministrativo rapido con il decreto fino al 10 settembre, l’introduzione dei nuovi contributi mirati richiederà la stesura di un decreto legge e la formale approvazione in Consiglio dei Ministri.

Attualmente, la media nazionale del prezzo della benzina si attesta a 2,039 euro al litro, mentre il gasolio viaggia sui 2,147 euro al litro con il taglio attivo. Senza lo sconto di 17 centesimi, che supera i 20 centesimi considerando l’Iva, il costo del diesel schizzerebbe a oltre 2,30 euro al litro alla pompa.

In assenza di una sintesi politica sulle coperture prima del termine fissato, l’ipotesi più probabile resta quella di una seconda proroga tecnica a breve termine, utile a coprire l’intervallo necessario prima del varo definitivo delle nuove regole.