Pensioni, le domande che rischiano di essere respinte nel 2022

Pensioni, chi non potrà richiedere l'assegno nel 2022?

Gli ultimi interventi in materia di pensioni e uscita anticipata dal lavoro sono stati ormai ufficializzati dal Governo Draghi (qui tutte le misure inserite nella manovra 2022). A partire dal prossimo anno, quindi, i contribuenti dovranno tenere conto delle nuove disposizioni per poter ottenere l’assegno pensionistico spettante. Dalla pensione anticipata a quella di vecchiaia e anzianità, valgono sempre delle regole precise per l’accesso che, se non rispettate, di fatto potrebbero portare l’Inps a respingere la domanda di pensionamento nel 2022.

Pensione di anzianità: le regole di accesso nel 2022

Per il 2022 sia i requisiti di età per la vecchiaia, sia quelli di anzianità contributiva per la pensione anticipata rimarranno immutati rispetto al 2021.

In particolare, l’età di accesso alla pensione di vecchiaia è di 67 anni e 20 anni di contribuzione, per entrambi i sessi e i settori lavorativi dipendenti privati e autonomi. L’assegno pensionistico in questo caso può essere richiesto da tutti quelli che risultano essere in possesso dei requisiti richiesti al 31 dicembre dell’anno in cui viene presentata domanda.

La richiesta potrà essere presentata a partire da gennaio 2022 ma, ovviamente, verrà scartata se inoltrata quando ancora non si sono raggiungi età e contributi sopra indicati.

Alla data di decorrenza della pensione è richiesta la cessazione di qualsiasi tipo di attività lavorativa alle dipendenze di terzi. L’eventuale ripresa dell’attività lavorativa da parte del lavoratore dipendente che consegue alla pensione di anzianità non può mai coincidere con la data di decorrenza del trattamento pensionistico, pena il decadimento dello stesso. Non è, invece, richiesta la cessazione dell’attività svolta in qualità di lavoratore autonomo.

Pensione anticipata, i requisiti richiesti per il 2022

Coloro i quali non hanno raggiunto l’età minima richiesta per la pensione di vecchiaia, se in possesso dei requisiti richiesti, possono comunque accedere al pensionamento anticipato.

La pensione anticipata è il trattamento di pensione che consente ai lavoratori che hanno maturato un determinato requisito contributivo di conseguire l’assegno pensionistico prima di aver compiuto l’età prevista per la pensione di vecchiaia.

I contribuenti che hanno maturato il requisito contributivo dal 30 gennaio 2019 in poi (ossia dalla data di entrata in vigore del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4) conseguono il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico trascorsi tre mesi dalla maturazione del predetto requisito, cosiddetta “finestra”, secondo le disposizioni vigenti nella gestione a carico della quale è liquidata la pensione. In particolare, possono richiedere la pensione anticipata i soggetti in possesso del requisito contributivo di 41 anni e 10 mesi se donne, 42 anni e 10 mesi se uomini. In base alle norme vigenti, tale requisito (in vigore dal 1° gennaio 2016) è previsto fino al 31 dicembre 2026.

La pensione anticipata è prevista per gli iscritti:

  • all’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO), che include il Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti, le Gestioni speciali per i lavoratori autonomi;
  • alla Gestione Separata INPS;
  • alle forme sostitutive dell’AGO, come ad esempio il Fondo Volo (per i dipendenti da aziende di navigazione aerea) e la Gestione sport e spettacolo (per i lavoratori dello spettacolo e sportivi professionisti);
  • alle forme esclusive dell’AGO, come ad esempio le Gestioni dei dipendenti pubblici (dipendenti dello Stato, degli enti locali, del settore sanità, ufficiali giudiziari e gli insegnanti d’asilo dipendenti dei comuni, delle scuole elementari parificate).

Se non rispettate tutte le condizioni sopra esposte, ovviamente, la domanda verrà scartata dall’Inps.

Lavoratori precoci: le regole per andare in pensione nel 2022

I soli lavoratori che hanno iniziato a versare la contribuzione dal 1° gennaio 1996, anche nel 2022, possono chiedere la pensione anticipata al compimento del requisito anagrafico di 64 anni di età, da adeguare a decorrere dal 2023 agli incrementi della speranza (il requisito dei 63 anni, infatti, è stato innalzato dal 1° gennaio 2013 per effetto degli intervenuti adeguamenti alla speranza di vita), a condizione che risultino soddisfatti i seguenti ulteriori requisiti:

  • almeno 20 anni di contribuzione effettiva (con esclusione, pertanto, della contribuzione figurativa);
  • ammontare della prima rata di pensione non inferiore a 2,8 volte l’importo mensile dell’assegno sociale (cd. importo soglia annualmente rivalutato). Per il 2021 l’importo è di 1.288,78 euro (460,28 x 2,8).

Per questa tipologia di pensione non si applica, in materia di decorrenza, la cosiddetta “finestra”, ossia il differimento del pagamento della pensione trascorsi tre mesi dalla maturazione dei requisiti, ma è necessaria la cessazione del rapporto di lavoro dipendente (mentre anche qui non è invece richiesta la cessazione dell’attività svolta in qualità di lavoratore autonomo).

La domanda di pensione anticipata può essere presentata attraverso un patronato o direttamente online all’Inps, che scarterà la richiesta qualora il lavoratore non soddisfi anche solo una delle condizioni sopra esposte.

Opzione Donna, proroga anche nel 2022: come funziona

Prorogata al 2022 anche la pensione anticipata con Opzione Donna (qui tutti i dettagli sullo “scalino” per l’uscita), trattamento pensionistico calcolato secondo le regole di calcolo del sistema contributivo ed erogato, a domanda, in favore delle lavoratrici dipendenti e autonome che hanno maturato i requisiti previsti dalla legge entro il 31 dicembre. 

Possono accedere a Opzione Donna il prossimo anno le lavoratrici che abbiano maturato, entro il 31 dicembre, un’anzianità contributiva pari o superiore a 35 anni ed un’età anagrafica pari o superiore a 58 anni (per le lavoratrici dipendenti) e a 59 anni (per le lavoratrici autonome).

Come per altre forme pensionistiche, ai fini del conseguimento della pensione è richiesta la cessazione del rapporto di lavoro dipendente. Non è invece richiesta la cessazione dell’attività svolta in qualità di lavoratrice autonoma.

Per il perfezionamento del requisito contributivo è valutabile la contribuzione a qualsiasi titolo versata o accreditata in favore dell’assicurata, fermo restando il contestuale perfezionamento del requisito di 35 anni di contribuzione al netto dei periodi di malattia, disoccupazione e/o prestazioni equivalenti, ove richiesto dalla gestione a carico della quale è liquidato il trattamento pensionistico.

Anche in questo caso la domanda deve essere inviata all’Inps, che si farà carico della verifica dei requisiti richiesti. Qualora la valutazione non dovesse andare a buon fine, la richiesta di uscita anticipata verrà scartata.

Ape sociale: anche nel 2022 la pensione per i soggetti fragili e i lavoratori impiegati in attività usuranti

Dopo aver ampliato la platea (qui l’elenco completo e aggiornato dei lavoratori fragili, con l’inserimento delle nuove mansioni), il Governo Draghi ha deciso di confermare nel 2022 anche la cd. Ape sociale, un’indennità che spetta ai lavoratori – fino al raggiungimento della pensione di vecchiaia – in presenza di determinate condizioni.

L’Ape sociale, nello specifico, può essere richiesta da quei soggetti che:

  • si trovano in stato di disoccupazione a seguito di cessazione del rapporto di lavoro per licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale;
  • assistono, al momento della richiesta e da almeno sei mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità (lo stesso vale in caso di assistenza di un parente o un affine di secondo grado convivente qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i 70 anni di età oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti, e sono in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 30 anni);
  • hanno una riduzione della capacità lavorativa, accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile, superiore o uguale al 74% e sono in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 30 anni;
  • sono lavoratori dipendenti, al momento della decorrenza dell’indennità, in possesso di almeno 36 anni di anzianità contributiva e che abbiano svolto da almeno sette anni (negli ultimi dieci) o sei anni (negli ultimi sette) attività considerate dal legislatore usuranti o gravose.

Ai fini del riconoscimento dell’indennità, i requisiti contributivi richiesti sono ridotti, per le donne, di 12 mesi per ogni figlio, nel limite massimo di due anni.

L’Ape Sociale è corrisposta ogni mese per 12 mensilità annuali ed è pari all’importo della rata mensile di pensione calcolata al momento dell’accesso alla prestazione (se inferiore a 1.500 euro) o pari a 1.500 euro (se la pensione è pari o maggiore di questo importo).

Per ottenere l’indennità è necessario che i soggetti in possesso delle condizioni indicate dalla legge abbiano, al momento della domanda di accesso, i seguenti requisiti:

  • almeno 63 anni di età;
  • almeno 30 anni di anzianità contributiva (per i lavoratori che svolgono le attività cd. gravose l’anzianità contributiva minima richiesta è di 36 anni. Mentre ai fini del riconoscimento dell’indennità, i requisiti contributivi richiesti sono ridotti, per le donne, di 12 mesi per ogni figlio, nel limite massimo di due anni);
  • non essere titolari di alcuna pensione diretta.

Inoltre, l’accesso al beneficio è inoltre subordinato alla cessazione di attività di lavoro dipendente, autonomo e parasubordinato svolta in Italia o all’estero. E non è compatibile con i trattamenti di sostegno al reddito connessi allo stato di disoccupazione involontaria, con l’assegno di disoccupazione (ASDI), nonché con l’indennizzo per la cessazione dell’attività commerciale.

Qualora non si rispettino le condizioni appena esposti, l’Inps – che prenderà in carico la domanda – sarà tenuto a rigettare la richiesta.

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