L’Inps, con il messaggio 1794 del 28 maggio 2026, ha spiegato le nuove modalità di gestione dei contratti di rinnovo della cessione del quinto della pensione. Il cambiamento più importante riguarda chi sta per rinnovare un finanziamento già in corso e punta a evitare la sovrapposizione tra il vecchio piano di ammortamento e il nuovo. Si tratta di un problema operativo che fino a poco tempo fa poteva tradursi nel rischio di una doppia trattenuta nello stesso mese o di rate arretrate da recuperare a posteriori.
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Cosa cambia per chi rinnova la cessione del quinto
Quando un pensionato rinnova una cessione del quinto, sta in pratica estinguendo un finanziamento precedente con uno nuovo. Il problema era la gestione del passaggio: la procedura Quote Quinto dell’Inps faceva riferimento alla decorrenza giuridica del nuovo contratto, cioè il primo giorno del mese successivo a quello in cui veniva notificato all’Istituto.
Le trattenute effettive partivano fino a tre mesi dopo e nel frattempo la vecchia rata continuava a essere prelevata sulla pensione. Il pensionato si trovava quindi o con due trattenute in contemporanea (se la pensione era capiente) o con un debito di arretrati che la procedura recuperava poi con prelievi aggiuntivi fino al doppio quinto.
Nei rinnovi esterni, cioè con cambio di banca, c’era un problema in più: l’Inps non poteva trasferire automaticamente alla nuova banca le rate del periodo di passaggio e quegli importi finivano per essere gestiti con accordi diretti tra pensionato, banca uscente e banca subentrante. A muoversi per ottenere il rimborso degli importi non più dovuti era dunque il contribuente stesso, con tempi lunghi e in alcuni casi il ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario.
Dal 28 maggio 2026 la procedura cambia logica: per i contratti di rinnovo farà fede solo la decorrenza economica del nuovo piano.
La differenza tra decorrenza giuridica ed economica
Il Ministero dell’Economia, attraverso il Dm 313/2006, spiega la distinzione tra:
- la decorrenza giuridica, che è la data in cui il contratto di cessione diventa formalmente efficace – è fissata al primo giorno del mese successivo alla notifica all’Inps;
- la decorrenza economica, che è il momento in cui partono le trattenute – l’Inps ha tempo fino al terzo mese successivo alla notifica per attivarle.
Per i contratti di prima acquisizione, cioè le cessioni nuove e non frutto di rinnovo, non cambia nulla: la decorrenza giuridica resta il riferimento e gli arretrati continuano a essere recuperati automaticamente, se c’è capienza nella pensione.
Decorrenza economica in caso di rinnovo
Come già anticipato:
- il rinnovo interno avviene quando il nuovo finanziamento è concesso dalla stessa banca o intermediario che aveva già concesso un finanziamento;
- il rinnovo esterno è quello in cui subentra un soggetto diverso.
Era proprio in quest’ultimo caso che si verificavano problemi più di frequente, perché la nuova banca non poteva recuperare automaticamente le rate del periodo transitorio e bisognava accordarsi tra contraenti. Con il nuovo meccanismo l’Inps unifica invece la gestione e l’allineamento al mese di partenza effettiva delle trattenute è automatico per entrambi i tipi di rinnovo.
Cosa succede se la vecchia banca riceve somme di troppo
Il messaggio dell’Inps sottolinea anche un altro punto a tutela del pensionato. Se per i normali tempi tecnici di elaborazione dei ratei l’Inps versa alla banca uscente delle rate riferite a mesi successivi all’estinzione del finanziamento, quelle somme vanno restituite al pensionato. Lo prevede l’articolo 2033 del Codice Civile sulla ripetizione dell’indebito, richiamato esplicitamente dall’Istituto.
Vale la pena ricordarlo: se si è chiusa una cessione del quinto e si nota un addebito sulla pensione del mese successivo, non si tratta di un errore irreversibile. La banca è tenuta a restituire la somma nella sua interezza.