Quando vanno in pensione i calciatori e quanto guadagnano

Chi smette intorno ai 35 anni non ha accantonato un patrimonio milionario e deve prepararsi a una nuova vita

Quando arriva il triplice fischio per la carriera di un calciatore si spengono i riflettori e inizia una nuova vita.

Ma quanto guadagnano i calciatori professionisti quando vanno in pensione? Per rispondere a questa domanda bisogna considerare che sotto al velo dorato della Serie A e dei palcoscenici europei, c’è un mondo di professionisti di provincia. Spesso alle prese con ritardi nei pagamenti e società in fallimento. Costretti a girare lo Stivale rincorrendo un pallone e una stabilità che finirà presto.

In effetti la carriera di un calciatore professionista termina in media intorno ai 35 anni. Spesso chi ha avuto talento e fortuna sceglie di rimanere nel mondo del calcio in altre vesti. Allenatore, dirigente, opinionista tv e così via.
Ma c’è un fattore strettamente legato alla professione svolta dai 18 fino alla soglia dei quarant’anni da tenere in considerazione. Oltre il 40 per cento degli ex giocatori ha seri problemi di salute, con invalidità per lo più a ginocchia e caviglie. Ci sono quarantenni con problemi da settantenni e le cure costano.

Le regole della pensione per i protagonisti del pallone sono cambiate: i professionisti post 1996 andranno in pensione a 66-­67 anni e percepiranno un assegno in base al versato. “In media sarà di 1500 euro per chi avrà 16 anni e 8mesi di contributi, quota non facile da raggiungere per tutti”, spiega l’associazione italiana calciatori (AIC). Chi smette oggi, diciamo a 35 anni, e non ha accantonato un patrimonio milionario, deve prepararsi a trent’anni da “uomo normale”.

Quelli che a fine carriera hanno milioni in banca sono soltanto il 5 per cento del totale. E chi riesce ad amministrarli bene sono ancora di meno. Uno studio realizzato in Inghilterra rivelò che 3 calciatori su 5 finiscono sul lastrico dopo soli 5 anni dal ritiro; e spesso a causa proprio della droga, dell’alcol o di una mala gestione dei propri risparmi.
È nota anche la vicenda di István Etienne Nyers, uno dei più grandi attaccanti della storia dell’Inter: dopo l’ ictus del 2005, morì senza soldi per le cure mediche e in attesa di una pensione che non arrivò mai.

In una condizione di indigenza visse dopo il ritiro anche il mitico Garrincha, ala destra del Brasile di Pelè due volte campione del mondo. Formidabile nel dribbling grazie anche a quei sei centimetri di differenza in lunghezza tra le gambe per un difetto congenito. Morì all’età di quarantanove anni, nel degrado e senza un sussidio, per le conseguenze di una cirrosi epatica, ma questa è un’altra storia.

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Quando vanno in pensione i calciatori e quanto guadagnano