Indennità una tantum per il maltempo al Sud, Inps avvia liquidazioni: come funziona

Inps da il via alle liquidazioni dell'indennità per i lavoratori residenti nelle regioni del Sud colpite dal maltempo nel 2026

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Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo. Scrive di Fisco e Tasse, Economia, Diritto e Lavoro, con uno sguardo sull'attualità e i temi caldi

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L’Inps ha avviato la fase operativa per il pagamento dell’indennità una tantum destinata ai lavoratori che hanno dovuto sospendere la propria attività a causa degli eccezionali eventi meteorologici che hanno colpito il Sud a partire dal 18 gennaio 2026. Con il messaggio n. 2539 del 3 agosto 2026, l’Istituto ha comunicato infatti l’avvio delle liquidazioni e aperto procedura di riesame delle domande.

La misura rientra nel pacchetto di aiuti previsti dal decreto-legge n. 25/2026 per fronteggiare le conseguenze economiche delle calamità naturali che hanno colpito diversi territori.

A chi spetta l’indennità una tantum per il maltempo al Sud

Il bonus è riservato ai lavoratori autonomi – professionisti, artigiani, commercianti – che hanno subito una perdita di reddito direttamente collegata alla sospensione dell’attività causata dagli eventi atmosferici nei Comuni in:

  • Calabria;
  • Sardegna;
  • Sicilia;

Rientrano tra le calamità naturali che danno diritto all’indennità tutti gli eccezionali eventi meteorologici verificatisi a partire dal 18 gennaio 2026, per i quali il Consiglio dei ministri ha dichiarato lo stato di emergenza con la delibera del 26 gennaio 2026, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 2 febbraio 2026.

Le liquidazioni

L’INPS ha avviato l’istruttoria delle domande presentate a partire dal 3 agosto 2026. L’esame delle pratiche proseguirà nei prossimi giorni e, per quelle accolte, l’Istituto procederà con l’erogazione dei pagamenti.

I beneficiari non devono presentare ulteriori richieste, poiché una volta conclusa la verifica dei requisiti positivamente, il contributo verrà liquidato secondo le modalità indicate nella domanda.

Per i cittadini è stato reso disponibile il servizio che consente di conoscere l’esito dell’istruttoria e, se necessario, presentare un’istanza di riesame.

Come verificare se si ha diritto al pagamento

I richiedenti possono controllare direttamente online l’esito della propria domanda accedendo al portale Inps utilizzando una delle credenziali digitali ammesse, ovvero: 

  • Spid di livello 2 o superiore;
  • carta d’identità elettronica (Cie) livello 3;
  • carta nazionale dei servizi (Cns);
  • identità digitale eIDAS.

L’accesso avviene attraverso il servizio denominato “Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche”, disponibile nella sezione dedicata ai sostegni, sussidi e indennità. Una volta entrati nell’area personale, nella sezione “Le mie domande”, è possibile:

  • visualizzare tutte le istanze presentate;
  • controllare lo stato della lavorazione;
  • verificare eventuali pagamenti;
  • scaricare la ricevuta della domanda;
  • consultare il provvedimento finale dell’Inps.

Quando la domanda viene respinta

Come specificato nel messaggio n. 2539, la domanda viene rigettata quando:

  • il richiedente non risulta iscritto ad alcuna forma obbligatoria di previdenza e assistenza alla data del 18 gennaio 2026;
  • il richiedente non risulta residente in uno dei Comuni interessati dagli eventi meteorologici;
  • è già stato richiesto un numero di periodi pari o superiore a sei, superando quindi il limite previsto dalla normativa.

All’interno del fascicolo della domanda personale, comunque, l’Inps rende disponibile la motivazione dettagliata, per permettere così al cittadino di comprendere le ragioni del diniego.

Come presentare il riesame

Chi ritiene che la domanda sia stata respinta erroneamente può utilizzare lo stesso servizio online attraverso il quale ha trasmesso la richiesta iniziale, cliccando su “Chiedi riesame”.

Durante la compilazione dell’istanza, sarà richiesto di:

  • spiegare le motivazioni della richiesta;
  • fornire eventuali chiarimenti;
  • allegare documentazione utile a dimostrare il possesso dei requisiti richiesti.

Una volta completata la procedura e selezionato il pulsante “Presenta richiesta di riesame”, il sistema trasmette automaticamente i dati e genera una ricevuta con il relativo numero di protocollo.

L’istante ha 30 giorni di tempo per procedere, che scattano dalla pubblicazione del messaggio del 3 agosto 2026, oppure dalla data in cui l’interessato ha avuto conoscenza del provvedimento di reiezione, se successiva.