Il salario minimo in Europa: dagli oltre 2.000€ del Lussemburgo ai 330 della Bulgaria

In Italia se ne discute, all’estero è realtà in tanti Paesi: ecco la classifica delle nazioni UE per livello di salario minimo

Di salario minimo in Italia si discute ormai da diversi anni. Mentre in molte delle nazioni dell’Unione Europea e del mondo questa misura è presente, nel nostro Paese la gran parte del mercato del lavoro e della contrattazione delle retribuzioni ai lavoratori è regolamentata dai contratti collettivi nazionali (CCNL). Ma come funziona il salario minimo e in quali nazioni sono più alti?

Il Lussemburgo è in cima alla classifica

Guardando alla parte alta della classifica, al primo posto tra le nazioni dell’Unione Europea – oltre che tra le prime posizioni a livello globale – troviamo il Lussemburgo, dove il salario minimo medio per ogni lavoratrice e lavoratore è pari a 2.256,95€. Alle spalle del Lussemburgo, si piazza l’Olanda con 1.725€ seguita dal Belgio con 1.658€. Tra le nazioni più grandi d’Europa la Germania registra un salario minimo di 1.621€, la Francia di 1.603,12€ e la Spagna di 1.125,83€. In quest’ultima il salario minimo ha segnato un significativo aumento in questi ultimi anni. Nel primo semestre del 2018 era pari a 858,55€ mentre nel 2019 è passato a 1.050€, per poi crescere a 1.108,33€ nel 2020 e arrivare nel 2022 a quota 1.125,83€.

Bulgaria, Lettonia e Romania nelle ultime posizioni

Se Lussemburgo, Olanda e Belgio sono le nazioni che hanno i salari minimi più alti all’interno dell’Unione Europea, quali sono quelle che registrano i livelli più bassi? Anche in questo caso i dati fanno riferimento al 2022 e in fondo alla classifica c’è la Bulgaria dove il salario minimo mensile è di 332€. A seguire si piazzano la Lettonia con 500€ e la Romania con 515€. Tra i paesi con i salari minimi inferiori ai 1.000 euro troviamo anche la Grecia e il Portogallo, rispettivamente con 774€ e 823€.

I salari minimi in relazione al potere d’acquisto

Ma come cambia la situazione se il calcolo viene fatto in base al potere d’acquisto standard e non più in termini assoluti? Al primo posto si posiziona sempre il Lussemburgo con 1.707,07 PPS (moneta artificiale che permette di acquistare la stessa quantità di beni e servizi in ogni Paese) seguito da Germania (1.516,40 PPS) e Olanda (1.489,61 PPS). Ai piedi del podio, troviamo invece Belgio, Francia, Irlanda, mentre in ultima posizione si conferma la Bulgaria con 604,13 PPS.

Il caso Italiano

Attualmente in Italia non esiste il salario minimo garantito. La contrattazione collettiva e i CCNL coprono l’80% dei lavoratori e delle lavoratrici attraverso la discussione tra le parti delle retribuzioni in sede di firma del contratto. Pur essendo una proposta che divide le forze politiche e i sindacati, sono comunque diverse le ipotesi in campo. Tra queste, anche l’introduzione di un salario minimo superiore ai 9 euro all’ora. Questo perché, come sottolineato dall’INPS, in alcuni settori specifici – soprattutto nei servizi alle imprese e nei servizi di alloggio e ristorazione – la retribuzione si trova oggi al di sotto dei 9 euro lordi.