Crush, la carta che nasce dalle arance

Da qualche anno è presente sul mercato Crush, la soluzione ecologica di Favini allo smaltimento degli scarti alimentari

La produzione di carta a partire da ingredienti vegetali, per lo più scarti, si sta diffondendo a macchia d’olio.

C’è però un’azienda che ha portato per prima l’innovazione ecologica nel mondo della carta: Favini ha iniziato nel 1992 e non si è più fermata. Ora bucce e polpa di arancia avanzata da spremute, residui di mais, mandorle, nocciole, kiwi, caffè vengono trasformati in bobine di carta. Un procedimento di trasformazione complesso dà origine ad un prodotto ecologico chiamato Crush e autoprodotto totalmente grazie a turbine che trasformano la forza idrica in elettricità.

La cartiera che ha la sua sede a Rossano Veneto, in provincia di Vicenza, ha iniziato con la produzione di carta a partire dalle alghe in eccesso negli ambienti lagunari a rischio, brevettando l’ecologica Shiro Alga Carta. “Nel caso di Crush, acquistiamo i residui di scarto sotto filiera. Per esempio il pastazzo di agrumi è ciò che resta delle arance dopo la spremitura, dopo che aziende specializzate nei dolcificanti hanno estratto la pectina, e quelle cosmetiche le essenze e, addirittura, dopo che aziende di pneumatici hanno estratto gli oli e la gomma che va a sostituire parte del petrolio nei battistrada” ha affermato Michele Posocco, brand manager di Favini, “A fine filiera, arriviamo noi, quando il pastazzo sarebbe pronto per essere pellettizzato e destinato alla combustione. Oppure micronizzato e miscelato ai mangimi per animali. O, peggio, eliminati in discarica“. È così che la carta riporta in vita il pastazzo depectinizzato e gli altri scarti, sotto forma di quaderno, blocco, foglio per scrivere e disegnare.

Posocco ha spiegato: “Abbiamo sperimentato vari materiali, ma per ora ne abbiamo messi in produzione sette, quelli che hanno la resa migliore. Come il pergamino, la pellicola che ricopre il chicco di caffè. Ogni anno in Italia 1 milione di tonnellate di arance è destinato alla produzione di succhi, ma solo 40% dei frutti è effettivamente utilizzato. Quello che resta ha un valore inestimabile”- La carta Favini Crush è stata premitata nel 2012 a Monaco con il Luxe Pack in Green, premio dedicato all’azienda che propone la soluzione più innovativa in ambito ecologico. Rispetto ai prodotti tradizionali, questa carta ecologica prodotta dagli scarti costa anche meno: “Al momento, a causa dei limiti tecnici dell’impiantistica, gli scarti agro-industriali sostituiscono per il 15% la cellulosa proveniente da albero”.

La carta Crush è costituita per il 55% da fibra vegetale proveniente da piantagioni certificate e per il 30% da fibra riciclata. L’obiettivo è però quello di aumentare la percentuale di scarti, diminuendo la cellulosa. Le tonalità in cui Crush è disponibile dipendono dalle materie prime utilizzate e sono sette: mais, agrumi, kiwi, caffè, nocciole, mandorle, olive.

Crush, la carta che nasce dalle arance