Usare gli scarti di caffè come fertilizzante, un esempio di economia circolare

Un modello virtuoso realizzato da due aziende campane che sfrutta gli scarti del caffè per produrre un fertilizzante a sostegno dell'agricoltura biologica

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Matteo Paolini

Giornalista pubblicista

Nel 2012 ottiene l’iscrizione all’Albo dei giornalisti pubblicisti. Dal 2015 lavora come giornalista freelance occupandosi di tematiche ambientali.

Trasformare lo scarto di un processo produttivo in una nuova risorsa, che viene reintrodotta nel ciclo economico, estendendone la vita e abbattendo la quantità di rifiuti da smaltire. Sono i principi cardine dell’economia circolare, che da un anno trovano applicazione nella collaborazione virtuosa tra due aziende campane: Caffè Trucillo, torrefazione proprietà dell’omonima famiglia da tre generazioni apprezzata in tutto il mondo per la qualità delle sue miscele, e Agriges, da trent’anni produttore di concimi e fertilizzanti, tra le prime quattro aziende nazionali del settore.

La sinergia delle aziende

Da agosto 2021, Trucillo fornisce ad Agriges in media un paio di tonnellate al mese di silverskin, ovvero il rivestimento esterno che ricopre ogni chicco di caffè e che con la fase di tostatura si secca e si stacca dal chicco, che resta quindi liscio e pulito. La silverskin, solitamente, rappresenta uno scarto da inviare in discarica, in quantitativi proporzionali alla produzione di ogni azienda. Nel caso di Trucillo, la stima ad oggi è di circa 20 tonnellate/anno: un quantitativo enorme, se consideriamo che si tratta di un materiale leggerissimo, volatile.

La tecnologia al servizio dell’economia circolare

Grazie alle tecnologie e ai miglioramenti costantemente introdotti nel moderno sito produttivo alle porte di Salerno, la silverskin viene recuperata per aspirazione e compattata in un macchinario esterno che la aggrega in piccole parti simili al pellet. Diventa così un sottoprodotto che Trucillo invia ad Agriges, dove viene impiegata per la produzione di un ammendante organico consentito in Agricoltura Biologica.

Che cos’è la silverskin

Come spiega il biologo Mario Funicelli, Quality Manager di Caffè Trucillo, la silverskin è preziosa perché è ricca di carbonio e azoto, elementi particolarmente utili in agricoltura. Quello che per la nostra filiera produttiva sarebbe uno scarto, torna utile con un’altra applicazione in ambito agricolo e per noi, che trasformiamo un prodotto proveniente dalla terra, è importante far sì che questo cerchio si chiuda con una restituzione al terreno.

La silverskin come indicatore della qualità del caffè

Il sottoprodotto viene raccolto da Caffè Trucillo e sottoposto a ripetute analisi e controlli nei laboratori di entrambe le aziende, per verificarne qualità e purezza. Trattandosi di un rivestimento esterno, quindi a contatto con potenziali agenti contaminanti presenti nell’ambiente, proprio dalla silverskin è possibile capire la qualità del caffè, escludendo la presenza di contaminanti.

Il progetto “Green Path”

L’utilizzo della silverskin per la produzione di ammendanti è parte del più ampio progetto di Agriges, “Green Path”, che vede la collaborazione dell’azienda con Università, Enti di Ricerca, Centri di Saggio e importanti realtà agricole nazionali ed internazionali, per lo sviluppo di soluzioni che massimizzino i risultati produttivi delle colture e siano sostenibili per l’ambiente e sicuri per l’utilizzatore finale. Il progetto “Green Path” rappresenta il cammino attraverso cui l’azienda si allinea alle nuove richieste della comunità europea, disegnate dalla strategia “From farm to fork”, per guidare la transizione verso un sistema alimentare equo, sano e rispettoso dell’ambiente.

Come viene utilizzata la silverskin recuperata

L’utilizzo della silverskin trova applicazione anche in altri comparti, ad esempio quello cosmetico, ma è ancora limitato a causa di scarsa disponibilità nel mercato di materia prima di alta qualità. Specifiche normative (D.lgs 75/2010; Reg UE 2018/848; Reg UE 2012/1165) definiscono gli standard analitici che il prodotto deve rispettare: “in laboratorio – continua Ambrosino– dobbiamo garantire la tracciabilità e verificare e misurare eventuale presenza di sostanze come metalli pesanti, sali di ammonio, clorati, batteri, ogm… Tutti i parametri analizzati sulla silverskin, proveniente da Trucillo, hanno evidenziato che questi elementi sono ampiamente sotto la soglia permessa dalla legge e in alcuni casi addirittura assenti.” In sostanza: solo la silverskin proveniente da un caffè “pulito” e di altissima qualità può essere utilizzata come ingrediente per produrre concimi biologici o per l’agricoltura integrata.

La silverskin come fertilizzante biologico

Nella produzione dell’ammendante, l’apporto di carbonio e azoto organico dato dalla silverskin è utile al suolo agrario perché ne migliora la fertilità. La sostanza organica umificata, grazie alla microflora del terreno, costituisce un valido aiuto nella risoluzione dei cosiddetti problemi di “stanchezza del suolo.
La silverskin prodotta da Trucillo viene utilizzata come ingrediente (in concentrazioni dell’1-2% ca.) per dar vita a un prodotto fertilizzante in pellet a base vegetale consentito in Agricoltura Biologica. Pertanto, ogni tonnellata di silverskin contribuisce alla produzione di 50 tonnellate di ammendante utilizzabile per tutti i tipi di colture: arboree, orticole, industriali, cereali e colture in IV gamma. Con il sottoprodotto si genera nuovo valore, si abbatte notevolmente la quantità di rifiuti da smaltire e i costi connessi.

Una collaborazione a km zero

Grazie a una collaborazione che si realizza tra aziende dello stesso territorio, il progetto di economia circolare è inoltre virtuoso per un approvvigionamento della materia prima che avviene a breve distanza, abbattendo costi e soprattutto emissioni in atmosfera legate alla fase di trasporto.