Catturare la Co2 per salvare il clima: funzionerà?

La tecnologia rimuovere il biossido di carbonio dall'atmosfera e poi lo immagazzina

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Alessandro Mariani

Giornalista green

Nato a Spoleto, dopo una laurea in Storia e una parentesi in Germania, si è stabilito a Milano. Ha avuto esperienze in radio e in TV locali e Nazionali. Racconta la società, con un focus sulle tematiche ambientali.

Per affrontare la crisi climatica, è fondamentale abbandonare l’utilizzo dei combustibili ad alto impatto ambientale e puntare verso fonti energetiche più pulite, come le turbine eoliche e le celle solari. Tuttavia, esiste un problema urgente da risolvere che riguarda l’accumulo di anidride carbonica nell’atmosfera, con milioni di tonnellate emesse ogni giorno. Catturare e stoccare la CO2 potrebbe essere una delle soluzioni.

Catturare e utilizzare il carbonio: una sfida ambientale

Storicamente, le emissioni di carbonio venivano bilanciate naturalmente, ma ora produciamo CO2 a un ritmo superiore alla capacità della natura di riassorbirla. Per ovviare a ciò si può utilizzare la cattura del carbonio. Questa tecnica comprende una serie di tecnologie proposte fin dagli anni ’80, che mirano a rimuovere il biossido di carbonio dall’atmosfera o a catturare le emissioni e immagazzinarle prima che vengano rilasciate nell’aria.
Sebbene la cattura del carbonio non sia ancora ampiamente diffusa, viene considerata una componente cruciale per raggiungere un futuro carbon neutral. Alcune aziende, incoraggiate da bonus fiscali previsti, hanno già proposto progetti negli Stati Uniti per catturare il CO2 e utilizzarlo o immagazzinarlo in profondità nel sottosuolo. Tuttavia, alcuni ambientalisti sono scettici e ritengono che la cattura del carbonio potrebbe distogliere l’attenzione dagli sforzi primari volti a ridurre le emissioni.

Ridurre le emissioni di CO2 con la tecnologia

La cattura post-combustione è una tecnologia che consente di catturare le emissioni, conosciute come gas di scarico, provenienti dalle centrali elettriche a carbone o gas naturale, nonché dalle fabbriche che producono materiali come il cemento e l’acciaio. Una volta catturato il gas di scarico, la CO2 viene separata dagli altri componenti del gas per poi essere utilizzato per nuovi scopi o per essere immagazzinato.
Esistono diverse tecnologie di cattura post-combustione. Il metodo più avanzato e ampiamente adottato utilizza sostanze chimiche chiamate ammine per “pulire” la CO2 dai gas di scarico. Le ammine si legano al CO2 a basse temperature e lo rilasciano quando viene riscaldato, ottenendo così biossido di carbonio quasi puro.

Cattura del carbonio: una soluzione parziale

La cattura del carbonio si configura come una soluzione parziale, ma significativa per contrastare il cambiamento climatico. Un approccio efficiente si riscontra quando si focalizza su fonti ad alta concentrazione di biossido di carbonio, come il gas prodotto durante la produzione di etanolo, che è quasi interamente composto da CO2. Il processo di produzione del cemento rilascia un gas contenente circa il 15% di biossido di carbonio. In confronto, l’atmosfera contiene solo lo 0,04% di CO2, richiedendo pertanto l’elaborazione di oltre mille tonnellate di aria comune per catturare una tonnellata di CO2.
Una volta catturata e isolata, la CO2 viene pressurizzata fino a raggiungere uno stato liquido, consentendo il suo trasporto attraverso gasdotti verso destinazioni in cui può essere riutilizzata o immagazzinata. Tuttavia, è essenziale considerare i rischi associati a questa pratica. Come ogni gasdotto, anche quelli per il CO2 possono subire danni, come accaduto nel Mississippi nel 2020, sollevando questioni in termini di sicurezza. L’implementazione di un’ampia rete di gasdotti per il carbonio solleva anche dibattiti sul clima e sui diritti di proprietà, creando alleanze inaspettate e richiamando alla mente battaglie passate legate al petrolio.

È necessario un approccio oculato che bilanci l’efficacia della cattura del carbonio con gli aspetti ambientali e di sicurezza. La cattura del carbonio può sicuramente contribuire alla riduzione delle emissioni e alla transizione verso un futuro più sostenibile, ma è fondamentale affrontare i rischi e garantire una governance adeguata per minimizzare gli impatti negativi. Sviluppare alternative a basso impatto ambientale e promuovere la riduzione delle emissioni alla fonte rimangono obiettivi prioritari per affrontare il cambiamento climatico in modo efficace. La cattura del carbonio può essere parte integrante di un approccio più ampio, ma richiede una valutazione accurata e un impegno costante per massimizzare i suoi benefici senza compromettere l’ambiente.

Sfruttare la CO2: alternative per combattere il cambiamento climatico

Utilizzare il biossido di carbonio a fini commerciali presenta diverse sfide. Molti dei suoi impieghi comportano il suo rilascio finale nell’atmosfera. Ad esempio, la CO2 utilizzato per rendere frizzanti le bevande inizia a fuoriuscire non appena si apre bottiglia. Un altro impiego rilevante del CO2 è nell’industria energetica. Il gas viene iniettato nei vecchi pozzi petroliferi in declino per cercare di estrarre ulteriore petrolio grezzo. Molti ambientalisti nutrono dubbi su un processo che utilizza il carbonio catturato per ottenere più combustibili fossili, che a loro volta liberano ulteriore carbonio nell’atmosfera.

Un’alternativa all’utilizzo del biossido di carbonio consiste nel suo stoccaggio in luoghi in cui non può fuggire nell’atmosfera. Attualmente, questa pratica viene realizzata tramite l’iniezione del gas in profondità nel sottosuolo. Tuttavia, solo alcune formazioni rocciose sono adatte per lo stoccaggio del carbonio in questo modo. La roccia deve trovarsi almeno a mezzo miglio di profondità, al di sotto delle falde acquifere, e deve essere porosa e permeabile, come la sabbia o la roccia calcarea. In questo modo, sarà disponibile lo spazio necessario all’interno della formazione per ospitare il gas iniettato, simile a come l’acqua riempie gli spazi tra i granelli di sabbia in un secchio. Inoltre, la formazione rocciosa deve essere coperta da uno strato di roccia densa, come lo scisto (roccia metamorfica facilmente sfaldabile), per evitare potenziali fughe di biossido di carbonio in superficie.

Queste tecnologie possono davvero fare la differenza nella lotta al cambiamento climatico?

Alcuni esperti, scienziati e ambientalisti sono scettici riguardo agli sforzi per sviluppare la cattura del carbonio, sostenendo che possa rappresentare al massimo una soluzione parziale e, nel peggiore dei casi, potrebbe ostacolare una transizione globale verso l’energia pulita, permettendo all’industria dei combustibili fossili di continuare a operare come sempre. Studi recenti hanno rilevato che, considerando l’energia necessaria per catturare e isolare il CO2 dai fumi di scarico di un impianto industriale alimentato da combustibili fossili, il sistema di cattura del carbonio ridurrebbe le emissioni nette dell’impianto solo del 10-11%.
Come spesso accade, l’applicabilità di una nuova tecnologia e la sua reale convenienza, possono essere comprese solo nel lungo periodo. Importante è dunque concentrare gli sforzi in ogni direzione, per risolvere, o almeno tentare di risolvere, uno dei maggiori problemi ambientali del nostro tempo.