Tasse, pagare meno grazie al quoziente familiare francese: come funziona

Riforma Fiscale, dopo il modello tedesco spunta ipotesi quoziente familiare francese

Si continua a parlare di Riforma Fiscale e, mentre i tecnici del Mef lavorano sul prossimo intervento, dopo il modello tedesco si fa strada l’ipotesi del ricorso al quoziente fiscale francese.

A questo punto, però, una cosa è certa: come dimostrano gli ultimi interventi del Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, il Governo vuole ridurre le tasse a favore del ceto medio, quello più colpito dalla pressione fiscale. Resta però da capire come, di fatto, ha intenzione di procedere per rendere tutto questo possibile.

Riforma Fiscale, per ridurre le tasse si pensa al quoziente familiare francese

Qualche settimana fa si era detto che il Mef stava pensando ad una revisione dell’Irpef ispirata al modello tedesco. Un meccanismo impositivo che, riducendo le aliquote da 5 a 3, avrebbe permesso di portare al minimo le disparità di trattamento tra i contribuenti con un reddito medio. L’obiettivo, comunque, rimane quello di abbassare le tasse e andare incontro alle categorie più tartassate dal Fisco.

Mentre però si lavora alla Riforma, che probabilmente arriverà con l’approvazione del prossimo DEF (Documento di Economia e Finanza), si fanno largo anche altre ipotesi, come quella del quoziente familiare francese. Non più quindi l’aliquota personalizzata tedesca, ma una tassazione che tenga conto della composizione del nucleo familiare, con aliquote diverse a seconda del reddito dichiarato e dei componenti a carico di uno o più contribuenti.

Come funziona il modello francese

Il modello francese funziona così: al reddito lordo (familiare) si applica una deduzione forfettaria del 10%, mentre all’importo risultante da questa operazione si sottraggono 10.064 euro (che non sono imponibili, e che potrebbero coincidere con la nostra no tax area). La cifra che resta, in fine, si divide per il quoziente familiare. Quest’ultimo, come già detto, dipenderà a sua volta dal numero delle persone che compongono il nucleo. Un adulto vale un punto, i figli 0,5.

A seconda del risultato, in fine, si applicheranno due diverse aliquote, ovvero: del 14% per i redditi fino a 27.794 euro, del 30% per i redditi fino a 74.517 euro. L’imposta ottenuta verrà poi moltiplicata – di nuovo – per il punteggio assegnato alla famiglia. Ovviamente, come l’Irpef italiana, anche il modello impositivo francese prevede delle detrazioni per i minori a carico, che diminuiscono in maniera decrescente all’aumentare del reddito.

Riforma Irpef, Renzi controcorrente: M5s e PD hanno piani diversi

Venerdì prossimo, intanto, è stato fissato un incontro all’interno della cosiddetta Agenda 2023, durante il quale è probabile che il Governo presenterà una legge delega sulla Riforma Fiscale entro la primavera.

A sostenere il sistema che riprende il quoziente familiare francese è sopratutto il Movimento 5 Stelle, mentre PD e Leu continuano ad appoggiare apertamente il modello tedesco. Decisamente fuori dal coro, invece, Italia Viva. Il partito di Renzi, infatti, pare aver messo sul sul tavolo delle trattative un terzo – e nuovo – modello con meno aliquote e detrazioni, e un assegno universale per i figli.

Di una revisione dell’Irpef, però, si parla da decenni. La vera domanda, a questo punto, è la seguente: riusciranno questa volta a trovare un punto di incontro in Parlamento?

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