Forno ventilato o statico? Quale consuma meno in bolletta

Cosa cambia tra forno ventilato e statico e, soprattutto, quale dei due impatta meno sui consumi in una bolletta che può essere salatissima

L’attuale rincaro dei prezzi dell’energia porterà all’aumento dei prezzi delle bollette nei prossimi mesi, toccando cifre mai viste prime che si tradurranno in vere e proprie stangate per le tasche degli italiani. In attesa di misure del Governo che riescano ad arginare questa crisi, causata dallo scoppio della guerra in Ucraina e dall’aumento incontrastato dei prezzi delle materie prime, è quindi di vitale importanza cercare di risparmiare quanto più possibile sui consumi, cercando di spegnere le luci o utilizzando elettrodomestici a basso consumo.

Vi abbiamo parlato di quelli che sono i costi nascosti degli elettrodomestici in casa (qui i prezzi all’ora e quanto consumano i più utilizzati dagli italiani), ma in molti non sanno di avere tra le mani dispositivi che se utilizzati in un modo sono sono una rovina per le bollette e, invece, in altri sono capaci di dimezzare i consumi. Parliamo del forno e del suo utilizzo in modalità statica o ventilata.

Forno ventilato o statico, la differenza

Nel 2022 la maggior parte dei forni in commercio sono implementati della doppia modalità, statica o ventilata per l’appunto, che fino a qualche mese fa era solo vista come una delle numerose opzioni di utilizzo di uno degli elettrodomestici che di certo è più utilizzato nelle nostre case. Il più delle volte, infatti, pur di non sporcare e creare cattivi odori in casa, cucinare le pietanze al forno è una soluzione più veloce e pulita, anche se poi il costo a fine mese della luce è destinato a lievitare. Oggi che si deve far fronte al caro bollette, però, uno dei due ci corre in soccorso.

Per chi non lo sapesse, la modalità statica e quella ventilata sono diverse tra di loro e devono essere utilizzate in maniera mirata in base al tipo di piatto da cucinare al forno. Infatti ci sono delle pietanze che se cucinate in modalità ventilata non solo porterebbero a utilizzare più energia, ma la cottura dello stesso alimento potrebbe essere errata.

Il forno ventilato, infatti, è quel tipo di elettrodomestico che a differenza di quello statico distribuisce in maniera uniforme il calore all’interno del dispositivo, facendo sì che i cibi vengano cotti in maniera ottimale grazie al sistema di ventilazione. Ma, come detto, alcuni piatti come gli impasti che hanno bisogno di lievitare non sono indicati per la cottura ventilata.

Statico o ventilato, i consumi

Ma quindi tra ventilato e statico quale conviene utilizzare? Fatte le dovute premesse sugli ostacoli di cottura, a parità di utilizzo quella che conviene di più è la modalità ventilata. Infatti cucinando con forno statico per un’ora a 200 gradi si possono consumare fino a 1,5 kWh, un dato che andrebbe a pesare in maniera decisa sulla bolletta fine mese se il forno è utilizzato spesso in cucina.

Col forno in modalità ventilata, invece, dato che il calore viene distribuito in maniera uniforme all’interno dell’elettrodomestico, i tempi di utilizzo e i relativi consumi sono minori. Paragonata, per esempio, la cottura di pesce o carne in entrambe le modalità, con quella ventilata la cottura avviene in maniera uniforme e in minor tempo dando quindi la possibilità di risparmiare energia.

I formi più moderni, inoltre, hanno anche programmi particolari per la cottura del cibo che, soprattutto in questo momento di crisi, permettono di impostare modalità di risparmio energetico indicate.